Wednesday, December 31, 2014

Episode IV - first draft

Sono ormai giorni che quando corro all'aba non faccio altro che pensare a questi benedetti pirati somali. Non passa mattina che alla BBC non venga data notizia di un attacco, di un sequestro, della richiesta di un riscatto e delle preoccupazioni montanti che interessano tutti quei paesi che, a vario titolo, sono coinvolti nelle migliaia di natanti che solcano le acque del Golfo di Aden. Stamani in particolare, dopo esser tornati a ricordare per l'ennesima volta le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e l'accordo tra l'Unione europea e la NATO a World News hanno dato la notizia che della coalizione internazionale fanno parte anche navi russe, cinesi e, nientepopodimenoché, iraniane! Possibile che quattro scalzi e ignudi somali possano mettere tutta questa paura a mezzo mondo???
 
Per non far sembrare il tutto una fissazione governativa, la BBC ha poi intervistato un portavoce dell'International Maritime Bureau di Londra - un ufficio della Camera di Commercio Internazionale che, tra le altre cose, monitora la pirateria nel mondo. Il tipo, che aveva uno stranissimo accento, piuttosto che parlarci dei pirati, se l'è presa con la Corte europea dei diritti umani perché avrebbe condannato la Francia a compensare economicamente un gruppo di pirati somali perché, dopo averli catturati, non li ha immediatamente trasferiti a Parigi per processarli per direttissima. Il rimedio compensativo, intorno ai 9.000 euro, viene ritenuto dalla Corte di Strasburgo una somma equa per aver ristretto la libertà di persone sospettate di aver commesso un crimine in un luogo in cui sarebbero state messe a rischio la libertà e la sicurezza personale. 

Il tipo del Bureau si è poi lanciato in un'improbabile spiegazione delle difficoltà di recuperare le prove degli attacchi a mo' di giustificazione del trattenimento in Somalia dei sospetti, adducendo complicazione legate alla distanza da terra del luogo del delitto e alle circostanze. Quali fossero queste circostanze però non l'ha detto. E' vero che per il diritto internazionale i pirati sono la feccia delle feccie, e per questo non si meritano niente, ma qui, senza che si possano avere elementi di certezza, prove concrete, della commissione di un attacco, o del tentativo di abbordaggio, si "sequestrano" persone pescate nel Golfo di Ande, tutte naturalmente senza né arte né parte - né governo che li può in qualche modo "difendere" - e li si detengono chissà dove per poi farli sparire in qualche carcere in Europa. Altro che 9.000 euro ci vorranno per compensare qualcuno che poi dovesse risultare innocente. Tra l'altro, dopo le catture in mondovisione, non ci son più notizie sugli esiti dei processi...

Un paio di mesi fa, quando ero in visita ispettiva al cercare minorile di Nisida, a Napoli, ne avevo incontrati un paio: secchi come chiodi malgrado la generosa cucina partenopea, uno piccoletto che non pareva avere più di 15 anni, l'altro lungo lungo. Tutti i lunedì venivano 'tradotti', nel senso di trasportati, a Roma per gli interrogatori preliminari, che di solito duravano un paio di giorni, e poi rientravano a Nisida. Parlavano solo somalo ma, essendo a Napoli, si erano integrati molto alla svelta cogli altri detenuti locali. La loro cella guardava il mare...
 

Per quanto la BBC resti una delle migliori fonti d'informazione istituzionale, a World News nessuno, almeno nei programmi mattutini, ha mai quantificato gli attacchi andati a buon fine, buon fine per i "pirati" s'intende, né quante siano le persone coinvolte negli abbordaggi. Purtroppo nessuno s'è neanche posto il problema di porsi il problema. Forse dovrei lasciare un commento sul loro blog. Sicuramente, per via del coinvolgimento delle ingenti somme richieste, dell'importanza del materiale trasportato in quella parte del mondo, di possibili traffici illeciti legati a quelli legali e al coinvolgimento delle più importanti e potenti compagnie di assicurazione, immagino che sia difficile avere dei dati precisi, ma il fatto che siano coinvolte le Nazioni Unite, l'UE e la NATO dovrebbe far pretendere maggiora chiarezza sulle reali dimensioni del fenomeno. 

E invece sembra quasi che occorra mantenere la percezione di un clear and present danger.
 

Povera Somalia, anzi poveri somali.
 


WhatsApp Simone - "Lo zio, che sta meglio, si scusa ancora per il bidone di ieri sera e propone un brunch riparatore. Sempre a Testaccio?"

Io - "OK. All'una in un posto che mi pare si chiami REC qualcosa. E' subito dopo il ponte che da Trastevere porta a Testaccio. Ciao!"
 

S - "Capito capito. A poi!"

 

AnsaPolitico - "Pronto senatore, la disturbo? Sono Lenoni dell'ANSA le volevo fare un paio di domande sull'interrogazione sulle squadre anti-sette".
 

Io - "Buongiorno, nessun disturbo. Se son due di numero possiamo fare anche adesso".
 

AP - "Ci può dire quanti sono i casi all'attenzione delle squadre anti-sette?".
 

Io - "Guardi, non vorrei essere scortese, ma questa domanda la dovrebbe fare direttamente alla polizia, non a me. Che io sappia, e lo so esclusivamente perché son stato contattato da persone che sono coinvolte in indagini aperte anni or sono e che, malgrado non abbiano portato a nulla, non vengono chiuse, si tratta di pochissimi episodi. E si tratta di situazioni che, nella stragrande maggioranza dei casi, vengono portate all'attenzione delle squadre anti-setta da associazioni cattoliche. Lo scriva chiaramente per favore. Non ci sono 'vittime' o 'parenti delle vittime' che sporgono denuncia, si tratta di 'segnalazioni', anche se forse il termine tecnico qui sarebbe 'soffiate', che mettono in moto un meccanismo di invadenza investigativa degna di miglior causa".
 

AP - "Che lei sappia si tratta di un fenomeno esclusivamente italiano, oppure esistono anche nel resto d'Europa?"
 

Io - "Stiamo parlando delle squadre anti-sette, o delle 'sette'?"
 

AP - "Di tutt'e due".
 

Io - "Le 'sette', o gruppi di vario genere - segnalo che una di quelle al centro di un'inconcludente indagine in Italia è una scuola di yoga! - son presenti in tutto il mondo, e da anni. In Italia son un fenomeno poco diffuso, ogni tanto fanno notizia per qualche fatto di sangue o truffa, ma si tratta veramente di casi rarissimi. Le squadre anti-setta, invece, sono un'invenzione tutta nostrana. All'estero le attività di indagine sono svolte dalla polizia ma non da squadre speciali. Anche all'estero, mi si dice, non sempre si fanno indagini per perseguire un crimine…
 

AP - "E allora perché secondo lei in Italia si è arrivati ad avere dei nuclei di PS specializzati?"
 

Io - "Appena verrà risposto all'interrogazione glielo farò sapere! Per ora ho solo dei retro-pensieri. E' vero che alle volte a pensare male si fa peccato ma molto spesso ci si indovina, ma io resto garantista anche nei confronti del Ministero degli interni. Se comunque sottolinea la faccenda delle soffiate vedrà un indizio del perché della SAS lo trova..."
 

AP - "Grazie. Entro stasera esce il pezzo; adesso sento anche il sottosegretario Bini".
 

Io - "Me lo saluti e lo inviti a rispondere celermente così siamo tutti più contenti e meno preoccupati - ché quando si tratta dell'onere della prova, in Italia le cose son sempre gestite in modo sovietico. A risentirci".
 


WhatsApp Vittoria Menta - "Senatore Le scrivo per scusarmi se ieri son stata inopportuna nel chiederLe se fosse rimasto a Roma nel finesettimana senza spiegarLe il perché della domanda. Le volevo proporre di incontrare il mio professore che è a Roma in questi giorni per un caffè per coinvolgerlo nell'analisi in punto di diritto di quello di cui abbiamo parlato l'altro giorno".
 

Io - "Nessun problema dottoressa, anzi mi scusi se non le ho risposto ieri. Per me andrebbe meglio nel tardo pomeriggio. Sentiamoci dopo le 5. Grazie a più tardi".

 

Al Ristorante REC23 Cocktail Bar, Piazza dell'Emporio, Testaccio, Roma.
 

 Simone - "Oh finalmente! lo zio e il suo senatore preferito ricongiunti!"

Io - "Professore come stai? Che t'è successo ieri sera? Ormai non hai più il fisico, dovresti startene a casa ad ascoltare 'bella ciao!' con un brodino di bambini!"
 

P - "Non cambierai mai eh!"
 

Io - "Chi lotta per la libertà non può di certo cambiare. Anzi, siccome voi comunisti avete perso, il brunch - chi l'avrebbe mai detto che un giorno l'impero ci avrebbe conquistato anche in cucina - te l'offro io! Vi va bene il tavolo alto qui?"
 

S - "Tavolo alto ci fo un salto!"
 

P - "Benissimo, tanto io prendo giusto uno yogurt con della frutta, se ce l'hanno…"
 

Io - "Certo che ce l'hanno! E hanno anche tanta altra bella robina, guasi come alla mensa della casa del popolo, solo che qui si chiama all you can eat buffet! Giuro che non lo fo apposta - anche io non sopporto questa anglofonia de noantri - ma c'è scritto in maiuscolo sulla lavagna all'entrata. Puoi mangiare uno yogurtino e du' mele o sfondarti, ma paghi sempre la stessa cifra. Ah solo l'espresso è escluso, proprio come in America."
 

P - "Lo so, lo so, che non ti garba l'inglesorum. T'ho letto sul Foglio questa estate dove cazziavi non mi ricordo chi perché aveva preso una topica su awesome. Hai fatto bene, mi sei piaciuto che hai criticato un giornale di destra. Poi, detto poi da te che sei il più anglofilo che io conosca, m'è parso ancora più significativo smontare la tesi per cui l'inglese sia diffuso perché una lingua alla portata di tutti. L'inglese è un'altra truffa!".
 

S - "Già. L'assistente del mio capo-gruppo dice che il senatore parla inglese senza accento e come una mitragliatrice".
 

Io - "Ma non sarà che me la frequenti un po' troppo codesta assistente del tuo capo-gruppo? - che poi conoscendolo sarà anche una bella figliola…"
 

S - "Altro che!"
 

Io - "Ah ecco. Buon sangue non mente!"
 

P - "Lascia stare le figliole che anche te... piuttosto, ora che son passati tutti questi anni e non ci sente nessuno, mi dici perché alla fine non ti sei laureato in storia ma hai scelto letteratura? C'era anche storia americana perdio! Mi pareva che ti piacesse la materia, e con la tua memoria saresti sicuramente andato lontano".
 

Io - "Più lontano di così!!! La storia mi garbava, e mi garba ancora per è per quello, ma - e non lo dico per mancanza di rispetto - voi docenti di storia non riuscite a far innamorare della materia gli studenti a cui piace la storia, specie le guerre o le vicissitudini del potere. Quindi mi son buttato sulle 'storie'. Al dipartimento d'anglistica c'era un'alta concentrazione di professori di qualità - tutti comunisti come te, naturalmente, ma gente che ti coinvolgeva anche colle loro letture marxiste del menga. Certo uno come Trevelyan scrive più storie che storia, ma vuoi mettelo con Chaucer o Coleridge? Tra l'altro, in questi giorni in cui ho la testa piena di pirati, son andato anche a rileggermi The Rhymes of the Ancient Mariner. Non c'entra nulla ma era tanto che non lo rileggevo. E continua a pigliarmi parecchio.
 

P - "Forse Melville sarebbe più appropriato al babau della pirateria".
 

Io - "In effetti.. Simone ci dici cosa ne pensa l'assistente del Fusi? Intravede anch'ella in Ahab la figura cristica di cui tanti hanno scritto?"
 

S - "I would prefer not to".
 

P - "Senti senti che cultura! Te l'ho detto che sei sprecato con quei fascisti…"
 

Io - "Secondo me è più sprecato con l'assistente, ma non ne farei una questione di politica. Comunque, se ti può far contento, professore, il mio progetto di tesi per il dottorato riguardava gli aspetti storici di King John di Shakespeare. Sarei andato giù di brutto sulla Magna Charta eccetera per esaltare la democrazia costituzionale anglo-sassone. Poi, però, son inciampato nella politica e addio accademia. Ma son rimasto sempre fedele all'approccio anglo-sassone".
 

P - "Si si per carità 'il sacro fuoco' della politica. Ma quanto resisterai nella tua radicalità anglo-sassone prima che qualcuno ti si compri come hanno fatto con decine di giovani speranze prima di te? Anche il Fusi prima era socialista, no? E ora fa il capogruppo in commissione difesa per il centro-destra. Il potere fa quest'effetto, corrompe. Dentro e fuori".
 

Io - "Grazie per le preoccupazioni. Dico sul serio. Magari un giorno, a fine legislatura, ti racconterò un paio d'aneddoti relativi alle campagne acquisti che ho visto in questi anni. Ci hanno provato con tutti, ma proprio tutti tutti anche con qualche tuo ex-compagno, chissà perché con me no. Neanche per scherzo. Comunque il giorno in cui sentissi che questo per me è diventato un lavoro, smetto. Anzi, se non fosse che dopo di me scatta uno che non è dei miei, mi sarei già dimesso all'inizio dell'anno. Giuro!"
 

P - "Ci credo. Che mi dici invece della riforma della legge elettorale? Ce la farete una buona volta a tornare al proporzionale? O a rimettere almeno le preferenze?"

Io - "Giovanni, forse tu non ti ricordi che io ho iniziato a far politica attiva proprio con la campagna referendaria per abrogare il proporzionale! T'ho detto fino a poco tempo fa che son sempre rimasto fedele all'approccio anglo-sassone, ti pare che sia a favore del proporzionale, che comunque c'era col procellum, o che possa veder di buon occhio quella macchina di clientele che sono le preferenze?"

P - "E la rappresentatività?"

Io - "La rappresentatività di cosa? Di ideologie liberticide? Di gruppi di interessi legati ai fasci e alle corporazioni o ai sindacati? Un paese come il nostro ridotto sul lastrico economico e costituzionale  perché governato da partiti che son para-stato, deve veder rappresentato in Parlamento i territori. Le famose constituencies non sono concetti filosofici ma entità fisiche, fatte di terra, aria, acqua, fuoco e, naturalmente, persone - non sono 'romanticamente' altro per cui dar la vita. Solo la quotidianità dei cittadini. Certo il governo è la traduzione in politiche di ideali, ma quel che manca alla politica italiana, oltre al rispetto della legalità costituzionale - che comunque mi pare enooorme come problema strutturale - è la totale mancanza di prammaticità. L'elettorato passivo ha preso il sopravvento su quello attivo. Solo se diamo ai cittadini la possibilità di mandare un rappresentante con cui hanno un rapporto diretto, possiamo sperare che questi, una volta eletto, tenga di conto le esigenze reali, e non ideologiche, di chi vive nella zona dove ha chiesto i voti - una zona che è abitata anche da chi non lo ha votato... Morale della favola, no al proporzionale né, tantomeno, no a tutte quelle leggi elettorali che verranno disegnate per far contenti i partiti, l'ettorato passivo, piuttosto che ridar voce a quello attivo.

P - "Grazie del comizio! E con la governabilità come la mettiamo? Large intese, Grosse koalition?"

Io - "Immagino che tu negli anni '70 fossi a favore del governo di unità nazionale no?"

P - "Che c'entra! erano altri tempi..."

Io - "Ma la partitocrazia è sempre quella! Il problema della governabilità può esser risolto in un modo solo: il capo dello stato è anche capo del governo. Come nella mia America! Sennò avrai sempre coalizioni. E, ove mai, come dicono quelli che leggono i propri inteventi, dovessimo arrivare a un sistema elettorale maggioritario a due turni, codeste coalizioni sarebbero fatte per rimanere al potere e non per governare. Ora basta però, sennò ci roviniamo l'appetito".

P - "In America non ci vai più?"
 

Io - "Dalle interrogazioni sei passato agli interrogatori? Scherzo, perché' non andiamo al buffet dai, che senno addio muffin, brownies e cookies? Se vi garbassero ci sarebbero anche i pancakes col maple syrup, li fanno espressi quindi vanno ordinati. Tutta robinia anglo-sassone ma dimorto bona! Ah, l'insalata russa è in fondo a destra!".


Tuesday, December 30, 2014

Episode III - first draft

Correre in inglese è to run, se con meno potenza to jog. Qualche simpatico zuzzurullone nostrano pensa che correre si possa tradurre con footing - purtroppo footing può voler dire tante cose ma non, per l'appunto, correre.

Proprio come nella lingua di Dante, anche in quella di Shakespeare "correre" si usa in varie accezioni e contesti, a volte che non hanno nulla a che vedere colla libertà di movimento, tipo running a show. 

Certe mattine, quando decido di correre più a lungo della durata del podcast della BBC, ascolto musica con ritmi corribili. Tanto per non suonare il solito funky e hip hop, l'altro giorno m'è venuta la malsana idea di compilare una playlist con canzoni che hanno "run" nel titolo. In onore del pezzo dei Velvet Underground l'ho nominata "RunRunRun". 


Pare impossibile, ma tutte le canzoni che ho trovato, nella stragrande maggioranza dei casi rock tra la fine degli anni '60 e primi '70, son a dir poco pessime per accompagnare la corsa. Lou Reed invita una ragazzina a "Run Run Run" nella New York debosciata che incrociava a Union Square dov'era la Factory di Andy Warhol; Bruce Springsteen in "Born to Run" vuole correre in moto, presumibilmente scappare, con certa tal Wendy; Jackson Browne in "Running on Empty" ricorda i sogni dietro ai quali era corso in gioventù; i Beatles con "Run For Your Life" pare rincorrano loro pezzi più noti facendosi quasi il verso; poi ci sono i Bee Gees e la loro "Run to Me" (v'ho detto tutto); seguono una lunga serie di "Runaway" che son una peggio dell'altra. 


Per motivi nostalgici, c'è  "Running Wild" dei Roxy Music, adatta più alla doccia o cene eleganti - seppur con Bryan Ferry. Non potevano naturalmente mancare le donne: Kate Bush con "Running Up That Hill" e Pat Benetar e "You Better Run" - entrambi disastrose per correre; infine Madonna con un'imbarazzante "Runaway Lover". Si salvan giusto i Rolling Stones con "Before They Make Me Run" - anche se più adatta al defaticamento.  


In America ci son playlist per qualsiasi cosa, domani vedo cosa mi propongono per correre.

 

Su ponte Sisto, verso Palazzo Madama.



Numero Sconosciuto - "Buongiorno senatore, è la batteria di Palazzo Chigi, la disturbo? La cerca la senatrice Bai, le posso passare la chiamata?"

Io - "Buongiorno a lei. Certamente, grazie"
 

B - "Buongiorno, scusami se ti chiamo così presto ma è una cosa piuttosto urgente e importante". 

 

Io - "Eccomi! Cosa posso fare per te a quest'ora di venerdì mattina?"



B - "Mi hanno appena chiamato dalla Comunità religiosa che hai citato in una tua interrogazione sulle Squadre Anti Sette della Polizia dicendomi che ti vorrebbero incontrare per spiegarti il tipo di lavoro che fanno e illustrarti alcuni casi su cui hanno fatto delle consulenze. Cosa gli posso dire?"



Io - "Che li incontro senza problema, ma la settimana prossima. Se ci potessi esser anche tu sarebbe meglio"



B - "Forse sì. Perché non vieni in commissione giustizia martedì? Abbiamo giusto iniziato una serie di audizioni sul tema del 'plagio' a sostegno del disegno di legge del nostro gruppo. Li posso invitare. Ce la faresti?"



Io - "Ce la farò. Scanso equivoci, oltre a esser contro la reintroduzione del reato di plagio nel nostro codice penale, ti chiederei di chiarirgli che li incontro per quattro chiacchiere generali e non per farmi spiegare, con una lunga serie di disgrazie di ogni genere o specie, che sarebbe meglio che ritirassi l'interrogazione. Immagino che abbiano fatto un po' di ricerche su di me prima di telefonarti. Comunità avvisata mezza salvata… Buon fine settima! Ah, se tu potessi farmi chiamare dalla tua segreteria per ricordarmi dell'appuntamento mi faresti un favore. Grazie".



B - "Sicuramente, buon fine settimana anche a te".





Email Ann Gilman - "Dear Senator: It was very nice meeting you yesterday. Thank you very much for lunch and your insights on Italy's prisons. I will share my notes later, and would be thankful if you could find some time to go through them to see if I got the facts right. Would it be a problem if a colleague comes to visit Rebibbia with us on Sunday?

We will pick you up at the Senato at 10 am as planned. Thank you.



Best, 

Ann



Io - "Not a Problem. See you Sunday!"




WhatsApp Edo "Buongiorno! Se non ti complica le cose stamani non verrei in ufficio (ho fatto tardi ieri sera…). Tra poco di mando una serie di schede a complemento dello schedone sulle missioni preparato dalle commissioni. Ti allego anche una proposta di 'spending review' per chiusura missioni minori o inutili. L'ho rivista col mio amico che lavora al ministero della difesa. Spero non sia troppa roba  - tanto le cose le sai :-P. Mi raccomando non gli fare il solito gippone sul Kosovo e Cipro eh! Buon fine settimana.



Io - "Grazie. Certo che non reggi manco il semolino! Riposati ciao!"





Email legislativoPD - "Compagno senatore, in allegato trovi i conti che m'avevi chiesto l'altro giorno. Se non fosse chiaro il modo con cui te li ho messi nel foglio excel fammi uno squillo al cellulare - ma solo se strettamente necessario! A lunedì e forza Roma! Max"



Io - "Grassie! Alé viola!"


Email Angels&Demons - "Per Belzebù che casino ha fatto la tua interrogazione! GRAZIE!!! Sei l'eroe di tutte le sette d'Italiavahahah. Da oggi ritieniti però attenzionato dalla PS e smettila di dar fastidio alle regazzine che sennò in carcere ti ci tengono per un po'. Che tempi prevedi per la risposta?"



Io - "Mi ci manca giusto belzebù!!! Ancora con queste domande sui tempi?!?! Ma non t'ho insegnato proprio nulla eh! E' stata presentata ieri dagli il tempo di digerirla  - diobonino - e tra qualche giorno inizierò a sollecitarla in aula. Non ti preoccupare, come sai sto sempre attentissimo col telefono, la mail e le regazzine! Che si sappia che mi rimangio tutte le invocazione "pape satan pape satan aleppe" - spero che il tuo satanasso non s'offenda!



A&D - "Fai poco lo spiritoso! E non rimangiarti il "tuo" Dante:



Pape Satàn, pape Satàn aleppe!",
cominciò Pluto con la voce chioccia;
e quel savio gentil, che tutto seppe, 


 disse per confortarmi: "Non ti noccia
la tua paura; ché, poder ch'elli abbia,

non ci torrà lo scender questa roccia."


Poi si rivolse a quella 'nfiata labbia,
 e disse: "Taci, maladetto lupo!
consuma dentro te con la tua rabbia.

Non è sanza cagion l'andare al cupo:  
vuolsi ne l'alto, là dove Michele
  fé la vendetta del superbo strupo."

Quali dal vento le gonfiate vele  
caggiono avvolte, poi che l'alber fiacca,
tal cadde a terra la fiera crudele

WhatsApp Simone - "Ave Senatore, lo zio vorrebbe un cacio e pepe come si deve e du' carciofi, che gli dico?"
 


Io - "Ora lo sistemo io! Per l'appunto è shabbat sennò si poteva andare Da Nonna Betta al Ghetto, ci toccherà portarlo da Felice a Testaccio, ma sui carciofi non garantisco. Vi suono alle 8 e ci si va a piedi - sempre che lo zio ce la faccia ancora...".

S - "Lo zio è felice d'andar da Felice e aggiunge 'Ci vada lui che fa il giovane a piedi, noi si piglia il tassì'. Non faccia l'integralista!"
 


Io - "Gli si farà pagare a lui allora! a dopo ciao!"


WhastApp Vittoria Menta - "Senatore resta a Roma questo fine settimana?" 

Episode II - first draft

Correre fa bene. La letteratura scientifica non è unanime, ma quella filosofica la pensa altrimenti. Una volta, a Firenze, per riparare da un rovescio estivo in una libreria in centro a Firenze, m'ero imbattuto in Correre è una filosofia di Gaia De Pascale. La conclusione del libro? "Correre rende felici".

Per la De Pascale, fra tutte le discipline sportive, la corsa è una filosofia di vita - metafora stessa del vivere. Chi corre lo fa per spezzare ogni condizionamento o limite: si oppone al destino, esprime la propria nostalgia per l’infanzia perduta o per un ideale di purezza e autenticità a cui tendere, sfoga emozioni e tensioni sopite da troppo tempo, supera le barriere che la vita gli ha imposto. Correre è sinonimo di libertà! Fa andare oltre i vincoli sociali, culturali, le sbarre di qualsiasi prigione, mentale o reale, fisica o emotiva.

Fa sempre piacere trovare i propri pensieri ben articolati da qualcun altro: correre è sinonimo di libertà.

Certo correre ascoltando le World News della BBC magari non ammonta a evasione, ma sicuramente aiuta a stomacare meglio certe tragedie di prima mattina. E non passa giorno che non ce ne siano a bizzeffe.


A casa, da qualche parte a Trastevere.

Email Chiara Castaldini - "Buongiorno Onorevole, in allegato i miei commenti, condivisi con Nick, sul documento che ci ha inviato ieri. Ho aggiunto anche una scheda sulla International Convention on Maritime Search and Rescue che non era stata inclusa. Il documento è ben fatto e completo. Quando avrà il testo del provvedimento me lo mandi pure che così posso contestualizzare meglio. Nick mi ha detto che preferisce WhatsApp per comunicare. Le scrivo più tardi.  Un saluto, Chiara"

Io - "Grazie Chiara. Appena ho il resto lo mando. A dopo"

Email American Embassy in Rome - "Good morning Senator: my name is Ann Gilman, the new Human Rights Officer at the Embassy here in Rome. I understand you were in touch with Joe Leyden in the past. I would welcome an opportunity to introduce myself in person at your earliest convenience - perhaps at the Senato?

The State Department is collecting information in view of the publication of this year's Human Rights Reports. As you know, the annual Country Reports on Human Rights Practices cover internationally recognized individual, civil, political, and worker rights, as set forth in the Universal Declaration of Human Rights and other international agreements.

The U.S. Department of State submits reports on all countries receiving assistance and all United Nations member states to the U.S. Congress in accordance with the Foreign Assistance Act of 1961 and the Trade Act of 1974.

I would welcome and opportunity to share with you a draft I am preparing on Italy's prisons.

I thank you for your time and consideration.

Arrivederci.

Ann Gilman

Io - "Good morning Ms. Gilman, I would be pleased to meet you later today - around 5 pm? - I am off for the weekend. Best,"

WhatsApp Simone - "Tutto rimandato a domenica. Cena collo zione stasera? no Trastevere please!"

Io - "Dove ti pare, just remember no meat no fish! Uno di quei posticini fighetti a Monti?"

SMS - "Comm3a e 4a: il governo ha comunicato che versione finale del decreto missioni sarà pronta domenica sera. La seduta odierna delle Comm 3a 4a di Camera e Senato è cancellata. Seguirà orario convocazione. Pres. Lolli Canepa"

Email Ann Gilman - "Thank you for your prompt reply. I am busy in the afternoon, would lunch be OK? AN"

Io - "Perfect. Ristorante Senato 1300. I will wait for you at the Staderari entrance."

Email Angels&Demons - "Presentata l'interrogazione? >:)"

Io - "Uups, si scusa. L'ho riaggieggiata qua e là! Prevedo casini, ma andava fatta ;-). Grazie ancora Ciao!"

Ai Ministri dell'interno, della giustizia e del lavoro e delle politiche sociali. -
 

Premesso che:
 

la Costituzione sancisce, all'art. 8, che "tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge"; all'art. 19, che "tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume";
 

l'art. 20 della Costituzione dispone: "il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività";
la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea riconosce, all'art. 10, ad ogni individuo il "diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di cambiare religione o convinzione, così come la libertà di manifestare la propria religione o la propria convinzione individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l'insegnamento, le pratiche e l'osservanza dei riti";
 

il Consiglio d'Europa, nello specifico Rapporto del 1999, raccomanda agli Stati membri che non esiste una definizione accettata del termine 'setta', che oltretutto ha assunto una connotazione molto negativa, e consiglia le autorità statali di utilizzare la definizione di gruppi di natura religiosa, spirituale o esoterica, i quali rientrano, pertanto, nella sfera di approvazione delle norme costituzionali e della Carta citate e ad essi deve quindi essere garantita la tutela della libertà di espressione, associazione, propaganda ed esercizio del culto, fermi restando i limiti del buon costume;
 

gli interroganti ritengono che il proliferare di movimenti anti-sette possa aver condizionato negli anni Novanta e nei primi anni del Duemila anche l'autorità giudiziaria, portando all'incarcerazione, a giudizio degli interroganti ingiusta, di soggetti poi assolti, esposti al clamore mediatico, e creando un allarme sociale rivelatosi poi infondato: si citano, come esempio, i noti casi dei "Bambini di Satana" o dei cinque testimoni di Geova accusati di esorcismo a Venezia nel 1993;

simili vicende hanno visto il progressivo emergere di presunti "esperti" che a parere degli interroganti hanno influenzato le indagini e i media, spingendoli in direzioni rivelatesi in seguito errate e contribuendo ad alimentare un clima di panico morale e intolleranza religiosa;
 

nel 2006 è stata istituita, con una circolare firmata dall'allora capo della Polizia una Squadra Anti-Sette (SAS) come dipartimento della Polizia di Stato, che per quanto a conoscenza degli interroganti avrebbe compiuto clamorosi errori giudiziari a Firenze, Bari, Assisi, eccetera, in quanto coordinata da referenti ed "esperti" identificabili all'interno di gruppi anti-sette, alimentando un clima di diffidenza pericoloso per l'inclusione delle minoranze religiose sul territorio e sostenendo la tesi di un "allarme sette" non suffragato dai fatti; nonostante il clamore mediatico, i rapporti e i metodi della SAS sarebbero stati smentiti e contraddetti da studiosi la cui competenza in materia è riconosciuta internazionalmente; ciò sia detto ribadendo che, a parere degli interroganti, la pericolosità di religioni, manifestazioni di coscienza e libero pensiero non è identificabile in modo assoluto, se non in contrasto con quanto sancito dalla Costituzione e dalla Carta dei diritti dell'uomo, e che l'utilizzo stesso del termine "setta" è ritenuto sconsigliabile dal Consiglio d'Europa e dalla maggioranza del mondo accademico;
 

a giudizio degli interroganti, gli obiettivi degli esperti di cui si avvale la SAS sarebbero evidentemente diretti alla reintroduzione del reato di plagio del codice Rocco, redatto in epoca fascista, la cui incostituzionalità è stata sancita dalla Corte in occasione dei gravi casi di Aldo Braibanti e di padre Emilio Grasso quattro decenni or sono;
 

per quanto a conoscenza degli interroganti, il consulente principale della SAS è un sacerdote accreditatosi come esperto per la prima volta nel caso "Angeli di Sodoma" del 2002, in cui la sua relazione contribuì in modo decisivo all'incarcerazione, a giudizio degli interroganti ingiusta, di supposti membri di una "setta satanica" rivelatasi mai esistita; oltre al servizio anti-sette della Comunità religiosa, le Forze dell'ordine della SAS hanno operato avvalendosi in modo quasi esclusivo dal forum Anti-sette (Associazione ricerca e informazione sulle sette), che, per quanto sembri non aver dato prova alcuna di scientificità nei metodi d'indagine né di superiorità accademica in alcun campo, è però membro dell'organismo francese noto per le polemiche in merito alle svariate accuse d'intolleranza religiosa;
 

la gravità dell'attuale crisi economica, che costringe i cittadini e la politica a numerosi sacrifici, ha causato la mutilazione di Dipartimenti ministeriali di indiscutibile utilità sociale come l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (UNAR), e le condizioni economiche che investono alcune fasce delle Forze dell'ordine a parere degli interroganti sono difficili quanto basta da non poter permettere al Paese spese inutili o, peggio, dannose nell'ambito del bilancio della Polizia di Stato,
si chiede di sapere:
 

- quale sia l'importo esatto dei costi relativi al mantenimento del Dipartimento Anti-sette in termini di bilanci annuali a partire dall'anno della sua istituzione; quale sia l'importo delle consulenze richieste; quale sia il numero di dipendenti impiegati presso il Dipartimento;
 

- quali siano le competenze accademiche dei referenti della SAS, anche in relazione alla scientificità dei loro metodi di analisi, e su quali basi siano stati selezionati gli esperti;

- se ai Ministri in indirizzo risulti corrispondente al vero che tali gruppi di esperti abbiano la possibilità di influenzare le indagini della Polizia di Stato, e che un sacerdote cattolico svolga un'attività di monitoraggio e di controllo dei culti minoritari per le Forze dell'ordine, e, in caso affermativo, se lo ritengano opportuno;


- se i Ministri in indirizzo ritengano effettivamente necessario un Dipartimento Anti-Sette della Polizia di Stato in relazione alla casistica in cui tali fenomeni costituiscono un pericolo per l'ordine pubblico; se non ritengano opportuno impiegare i fondi destinati a tale Dipartimento a favore delle categorie delle Forze dell'ordine piegate dalla crisi, la cui necessità è universalmente riconosciuta, quali la Polizia penitenziaria; se gli esiti dei procedimenti penali avviati con il contributo della SAS e degli esperti di cui si avvale confermino la necessità dell'esistenza di tale Dipartimento;


- se ritengano che la presenza tra gli esperti consultati della SAS di associazioni protagoniste del grave caso di "deprogrammazione" del 1988, non possa rappresentare piuttosto un pericolo per la libertà religiosa; che il clima di allarme sociale, ad avviso degli interroganti suscitato dai gruppi di esperti consultati, non incrementi la tensione tra gruppi di diverso orientamento religioso; che la diffusione di dati allarmistici e teorie che agli interroganti non risultano supportate dalla comunità scientifica, utilizzati peraltro a sostegno delle indagini di polizia, non possano creare una forma di panico dannosa per l'ordine pubblico;


- come i Ministri in indirizzo intendano operare, nell'ambito delle rispettive competenze, affinché sia garantito che l'attività della SAS sia compatibile con i citati articoli della Costituzione italiana, della Carta dei diritti dell'uomo dell'Unione europea e delle linee-guida del Consiglio d'Europa".


Senato della Repubblica, entrata via degli Staderari.


Ann Gilman - "Buogiuorno Senatore".
 

Io - "Buongiorno, nice meeting you".
 

AG - "My pleasure, sorry I'm late".
 

Io - "Not a problem, I was late too. Please meet senator Dell'Olmo, member of the Culture Committee, and a fellow member of the Human Rights Commission, he may be an interesting person to talk to at some point".
 

D - "Hello"
 

AG - "Molto piacere Ann Gilman"
 

Io - "Noi andiamo a pranzo qui, ti vuoi unire?"
 

D - "Grazie, il senatore è sempre molto generoso, ma siccome non ho commissione anticipo la mia partenza. Buon appetito!"
 

AG - "Arrividerci"
 

Io - "Ciao a lunedì. Prego da quest parte. I used to know a Congressman Gilman back in the City in the mid-nineties. Perhaps you heard of him?"
 

AG - "Oh yes, in fact he's my uncle! Why were you in touch with a Republican, if I may ask?"
 

Io - "Mainly on Kosovo, but also on other human rights-related issue, Tibet I guess. It's more than 20 years now…"
 

AG - "I see. He's in his 90s but will involved in international issues"

 

Monday, December 29, 2014

Episode I - second draft

La leggenda più accreditata sulla fondazione di Roma, fissa nel giorno 21 aprile del 753 avanti Cristo la data in cui Romolo divenne il primo Re della città dopo un violento scontro col gemello Remo.

Lo storico Tito Livio, vissuto oltre sette secoli dopo la nascita di Roma, sottolinea che "Siccome [Romolo e Remo] erano gemelli e il rispetto per la primogenitura non poteva funzionare come criterio elettivo, toccava agli dei che proteggevano quei luoghi indicare, interrogati mediante aruspici, chi avrebbe dato il nome alla città e chi vi avrebbe regnato. Per interpretare i segni augurali, Romolo scelse il [colle] Palatino e Remo [quello] Aventino. Il primo presagio, sei avvoltoi, si dice toccò a Remo. Dal momento che a Romolo ne erano apparsi dodici quando ormai il presagio era stato annunciato, i rispettivi gruppi avevano proclamato re entrambi. Gli uni sostenevano di aver diritto al potere in base alla priorità nel tempo, gli altri in base al numero degli uccelli visti. Ne nacque una discussione e dallo scontro a parole si passò al sangue: Remo, colpito nella mischia, cadde a terra. È più nota la versione secondo la quale Remo, per prendere in giro il fratello, avrebbe scavalcato le mura appena erette [più probabilmente il pomerium, il solco sacro] e quindi Romolo, al colmo dell'ira, l'avrebbe ucciso aggiungendo queste parole di sfida: 'Così, d'ora in poi, possa morire chiunque osi scavalcare le mie mura'. In questo modo Romolo s'impossessò del potere e la città prese il nome del suo fondatore."

Roma è nata da una faida famigliare finita nel sangue per problemi di hybris, di "boria" si direbbe oggi - non a caso una delle tipiche espressioni romane, usate spesso a sproposito, è per l'appunto "sborone". Da allora, se a Roma la superbia resta confinata alle parole, qualche domenica anche nella curva nord e sud dello Stadio Olimpico, le faide di potere persistono e si rinnovano, quasi a giustificare il perpetuarsi della necessità di appartenere a certe famiglie che, altrimenti, non avrebbero più alcun potere attrattivo o motivo d'esistere.

Famiglie e fantomatici "valori famigliari" non son mai piaciuti e, per non farmi trascinare nei gorghi delle faide contemporanee, da quando son rientrato in Italia ho cercato di mantenere quasi tutte le abitudini che mi ero imposto negli Stati Uniti: parlare inglese quanto più possibile, anche da solo, correre all'alba, mangiare poco e spesso, eliminare il sale e, last but not least, non abbandonare il BlackBerry.

Tutte le mattine, prima di andare in Parlamento, correvo per una mezz'ora in riva al Tevere ascoltando il podcast di BBC World. Rientrato a casa la rassegna stampa di Radio Radicale mi accompagnavano durante la doccia, il primo caffè della giornata e la vestizione. Poi, di corsa, a Palazzo Madama. Se non c'era aula facevo di tutto per non rimanere a Roma, un carcere, un centro identificazione ed espulsione, un campo Rom, oppure una riunione, tanto fumosa quanto di dubbia utilità le trovavo senza alcun problema. Senza però la corsa tiberina il resto non sarebbe stato possibile. Raramente praticavo un po' di yoga - anche perché di rinunce ne vivevo già abbastanza.

Roma hai i suoi ritmi, anzi a dir il vero, il tempo non viene scandito da niente. Se uno non si detta una scaletta, e non si impone una ferrea autodisciplina, su finisce per cader prigionieri delle parole di Sant'Ambrogio "Quando sei a Roma, vivi come i romani" - un detto gli americani amano ripetersi, e ripeterti, quando si abbandonano al dolce far niente tipico di un turismo ormai fuori moda. Romanizzarsi equivale a concorrere alla caduta dell'impero. Io son sicuramente anti-imperialista, e questo impero romano de noantri non è fondato sul diritto romano e quindi si meriterebbe di soccombere, ma la decadenza, che ormai sfocia nel degrado, non mi è mai appartenuta, né m'ha mai affascinato il declino istituzionale.

In Italia, e quindi a Roma, la politica, anzi la stessa democrazia, non sono ormai più neanche lontanamente paragonabili a ciò che dovrebbero essere. Ma non per questo bisogna desistere dal tentare una qualche forma di terapia intensiva, o shock, per evitare la morte civile, o fisica, di decine di milioni di persone.


Su ponte Sisto, verso Palazzo Madama.

Io - "Hei Simone!"

Simone - "Oh, Senatore, buongiorno".

"Indo' tu corri? Che ascolti? No aspetta lasciami indovinare".

"Per l'appunto ascoltavo lei al notiziario di Radio Radicale".

"Ah, e che dicevo?"

"Annunciava gli emendamenti al decreto missioni internazionali".

"Giusto. A proposito, che si dice?"

"L'assistente del nostro capogruppo m'ha detto che si dice che lavoro per lei".

"No, si lavora per chi paga lo stipendio. Tu lavori per il tuo Senatore - e per il complesso militare industriale ;-), con me concorri a dare un contributo antimilitarista alla ricerca della pace e della sicurezza internazionali. Fai politica insomma. Non mi par poco".

"Comunque sia, le voci girano e questa cosa non mi garba punto…".

"Oh, ricordati che ho dato due esami di storia co' i' tuo zio e a momenti mi ci laureavo. Intellettualmente siamo quindi quasi parenti! La prossima volta che qualcuno ti fa notare qualcosa del genere, digli pure che ci conosciamo da tempo immemore e che siamo tutt'e due di Firenze, vedrai che si zittiscon subito. A proposito come sta il Prof?"

"Bene grazie. Purtroppo lo rattrista che il nipote preferito lavori per un senatore di centro-destra e che nessuno dei suoi migliori studenti abbia seguito le sue orme accademiche, o sia 'di sinistra'"

"Beh, digli che almeno uno lo è: ma di sinistra liberale! Posso offrirti un caffè, qui lo fanno bono"

"No davvero grazie. Devo finire una nota per il mio senatore e tra poco c'è commissione. Magari un'altra volta".

"Come vuoi. A dopo. Ciao!"


SMS - "Comm3a e 4a: Causa assenza Governo la seduta odierna delle Comm 3a 4a di Camera e Senato è cancellata. Pres. Lolli Canepa".

SMS - "GruppoPD: Ore 8 riunione gruppi Camera e Senato Comm 3a e 4a in aula Comm Difesa. Zunini Baretti Tacconi Bella".


Aula della Commissione difesa del Senato della Repubblica.

Senatore Zunini - "Buongiorno a tutti, d'accordo con Baretti, Tacconi e Bella abbiamo deciso di convocare al volo questa riunione dei gruppi esteri e difesa perché questo decreto di rifinanziamento delle missioni internazionali presenta una serie di criticità che necessitano di esser affrontare con la più ampia collegialità e condivisione di intenti finali. Come avrete letto sui giornali, c'è infatti una grande attenzione e aspettativa per una serie di misure anti-pirateria che il governo ha preparato per rispondere agli ultimi eventi nel Corno d'Africa. So che ci son alcuni di voi che hanno dei problemi con quanto detto dal Ministro ieri sera in TV, quindi occorre coordinarci per i tempi di intervento e per gli emendamenti."

Senatrice Baretti - "Non occorre che vi ricordi che il rinnovo del finanziamento delle missioni all'estero rientri pienamente negli accordi tra gruppi di maggioranza che hanno deciso di sostenere questo governo fino alla fine della legislatura. Mi appello quindi al vostro senso di responsabilità e contenimento anche per evitare di dar il la ai soliti attacchi demagogici dell'opposizione. Ho già letto un paio d'agenzie dove alzano una polemica sui costi e sull'inutilità di mandare i militari italiani in giro per il mondo quando qui a casa nostra siamo invasi da potenziali terroristi che si memorizzano tra gli immigrati. Vi sarei grata quindi se evitassimo di dover ricorrere all'ennesimo voto di fiducia…"

Io - "M'iscrivo a parlare".

Z - "Altri? Abbiamo un'ora buona, quindi vi invito a utilizzarla per capire come pianificare il lavoro di commissione e poi d'aula. Il Governo sa che i numeri son risicati quindi prima si finisce e meglio è…"

Io - "Grazie. Per quanto mi riguarda, come ho già anticipato a qualcuno, ritengo imprescindibili degli emendamenti soppressivi di quegli articoli o commi che rispecchieranno quanto annunciato dal Ministro alla stampa in queste ore. Ora non vi voglio rovinare la colazione col perché e percome, ma ritengo che mi ci vorrà tutto il tempo necessario disponibile per illustrarli sia in commissione che in aula. Se ho ben capito cosa s'intende proporre contro la "pirateria" occorre che, a parte la norma di legge che ci verrà proposta dal governo, le regole d'ingaggio siano tanto chiare quanto stringenti. Le sorprese potrebbero essere pessime. E' Possibile chiedere all'ufficio legislativo, o direttamente agli uffici della commissione, una scheda su come si stanno orientando i partner europei in merito? Ah, anche un apprezzamento delle reali dimensioni della pirateria nel Golfo di Aden potrebbe esser utile..."

B - "Sicuramente. Altri? Nessuno? Bene, buona giornata a tutti e a domani".


In Aula

Io - "Presidente, prima di passare all'adozione del processo verbale chiedo a 12 colleghi il sostegno per la verifica del numero legale".

Presidente - "Colleghi, è stato richiesto il sostegno per la verifica del numero legale. Invito quindi i ritardatari a prendere posto… [brusio in aula]… Il sostegno c'è. Dichiaro aperta la verifica del numero legale. Avete votato tutti? Grazie. Dichiaro chiusa la votazione… il Senato NON è in numero legale. La seduta è sospesa."

Senatore Dell'Olmo - "Mi spieghi che bisogno c'era di chiedere il numero legale stamani?"

Io - "Non so se ci hai fatto caso, ma stiamo continuando a ratificare trattati internazionali con neanche 30 persone in aula, stamani ce ne sono un paio su cui occorre discutere, e non tra i soliti quattro gatti della commissione esteri".

D - "Vabbè. Ah, grazie per la sostituzione di ieri sera, m'hanno detto che ti sei fatto sentire".

Io - "Figurati. C'è sempre da imparare in commissione cultura. ahaha. Piuttosto ringrazia la tua assistente per i preziosi appunti son stati molto utili. Adesso devi preparare gli emendamenti che m'hai fatto annunciare sennò, a parte la figura, quelli vanno avanti veloci come treni. Abbiamo scongiurato la deliberante ma se contingentano i tempi è finita".

D - "Si certo, anzi se hai suggerimenti o vuoi firmare quello che preparo fammi sapere. Grazie ancora. A che ora ricomincia qui?"

Io - "In teoria tra 20 minuti, ma dubito che di giovedì mattina ci sarà mai il numero legale ".


In ufficio a Palazzo Cenci, piazza Sant'Eustachio.

Facebook chat - "Senatore buongiorno. Mi chiamo Vittoria Menta e lavoro per il Presidente Lolli. Le volevo fare i complimenti per il Suo lavoro, interviene sempre su tutto! In particolare ammiro e apprezzo i Suoi contributi in commissione difesa anche quando non ci sono le missioni internazionali".

Io - "Grazie! Saluti al Presidente"

Vittoria - "Come sa, il Presidente La stima molto, ma non credo che sarebbe contento di sapere che La ho contattata".

Io - "E… come mai?"

V - "Poco fa sentivo che parlavano di Lei nella riunione dell'ufficio di presidenza. Son preoccupati che i Suoi emendamenti sui fucilieri di marina creino problemi a tutta la maggioranza".

Io - "Alla maggioranza non so, eventualmente al Ministro della difesa se non ci fa sapere come intende impiegarli. Quel che presenterò non farà cadere il governo, stiano pure tranquilli, ma mi pare che si stiano prendendo delle decisione 'affrettate'… Lei che ne pensa?"

V - "Son totalmente d'accordo! Anzi, se non La disturba, Le darei volentieri l'analisi normativa che il Presidente mi ha fatto fare sulle bozze di emendamenti che il governo gli ha fatto vedere (quelli non glieli posso dare perché li tiene nella sua cartella personale). Appena letto il mio documento, è stata subito archiviato perché "troppo teorico". Ritengo che ci sia il rischio che le norme proposte dal governo configgano con il diritto del mare e il diritto umanitario internazionale. O che possano creare problemi in prospettiva per le interpretazioni possibili".

Io "Esatto! Magari ci possiamo incontrare per un caffè dopo pranzo?"

V - "Volentieri, ma non in Senato - se non Le spiace. Al bar vicino al posto sughi qui dietro potrebbe andarLe bene?"

Io - "OK. A dopo. grazie!"


In Aula un'ora dopo.

Presidente - "Colleghi, causa mancanza del numero legale per la terza volta, la seduta è tolta".

[Brusio in aula]

Al Bar vicino al ristorante giapponese in Via degli Staderari.

V - "Buongiorno senatore, sono Vittoria"

Io - "Buongiorno. Piacere. Ho poco tempo, che prende?"

V - "Un caffè macchiato grazie. Ecco, Le ho portato il documento che ho preparato. Gliel'ho stampato - preferirei che non si sapesse che Lei ne ha una copia. Non è troppo lungo ma, come potrà vedere, copre tutte le implicazioni giuridiche di cui si parlava prima. Ne ho discusso anche con il mio professore  che concorda, se le norme dovessero esser troppo vaghe le interpretazioni consentirebbero possibili violazioni del diritto internazionale. So che sembra assurdo, ma…"

Io - "Assurdo? Se vuole le faccio la lista di assurdità simili! In più, con la lentezza tipica del governo nell'adozione dei decreti legislativi, qui potrebbe succedere veramente di tutto!"

V - "Naturalmente in fondo c'è anche un'ampia bibliografia. Forse è un po' troppo lunga, ma mi sembrava assolutamente necessaria. Sono laureata in diritto del mare col professor Fabiani che, come sa, è consulente del Ministro degli esteri".

Io - "Si si, mi piace Fabiani - anche se non proprio sempre sempre. I suoi commenti son molto utili anche a chi ha poco tempo per approfondire le questioni più complesse. Vanno dritti al problema. Grazie ancora dottoressa. Questo è il mio biglietto - Facebook non è il miglior modo per contattarmi. Arrivederci!"


WhatsApp Simone - "Senatore qui non ci si capisce più nulla! Il governo ha di nuovo cambiato idea quindi non Le posso dare ancora il testo degli emendamenti. Secondo me con dei soppressivi si toglie il pensiero. Ah, l'assistente del capo-gruppo m'ha detto che prima in ufficio di presidenza han parlato di Lei in termini lusinghieri, ma che tutti son molto preoccupati che possa scoppiare un bel casino se qualche giornalista s'ammosca. Mi raccomando eh! Tenga fede alle voci!".

Io - "Ahahah. Grazie! Purtroppo non ci sono più né i governi ně i giornalisti d'una volta! ;-) il caffè è comunque pagato, don't worry".

S - "Altro che caffè ci volle qui :-)! Aaluti dallo zione, è a Roma e m'ha chiesto di Lei. Magari vi vedete".

Io - "Magari, ma NON senza il mio avvocato. Ritieniti invitato. Ciao e grazie ancora!"


Ufficio legislativo del PD.


Io - "Compagni buongiorno! A chi posso rompere le scatole per cinque minuti? Massimiliano, come sei messo ?"

M - "Per te senatore mi potrei liberare, ma solo se poi ci porti a prendere un gelato".

Io - "Caffè volentieri, per un gelato temo che non ci sia il tempo necessario. Ho solo bisogno di sapere quanti emendamenti e ordini del giorno presenta il gruppo sulle missioni internazionali e poi di chiederti d'aiutarmi con le coperture finanziarie del decreto perché ci sono dei conti che non mi tornano. A me questa storia di evitare la fiducia per non imbarazzare il governo mi piace il giusto. Preferisco lasciare agli atti i miei dubbi corroborati dai tuoi numeri!".

M - "Gli emendamenti son pochi, non ti preoccupare. L'ordine di scuderia è chiaro e categorico: allineati e coperti! - come sempre del resto. Le ragazze qui dicono che fai intelligence con il nemico. Uomini, donne, di tutto, purché giovani e di centro-destra…"

Io - "Si chiama 'unione laica delle forze' - contro tutti i comunismi! No Caterina?"

C - "Te lo darei io il comunismo, un po' de lavori forzati a tutti ve farebbero tanto bbene! Caruccia la riccetta della difesa, ma quanti anni c'ha? Fossi in te non mi farei vedere troppo in giro con lei che sennò te denunciano pe' pedofilia! Valentina non apprezza per niente che uno come te frequenti certa gente, ve'?"

Io - "Uno come me?"

V - "Si, uno serio, preparato che segue le cose da solo, che s'interessa...".

Io - "M'interesso del prossimo, e in particolare di chi m'aiuta senza secondo fini ;-)".

M - "Si beato atte'! Ecco i testi degli emendamenti, per i conti dobbiamo fare un'altra volta. Vogliamo andare a prendere 'sto caffè sulla fiducia?"

WhatsApp Vittoria Menta - "Senatore ha già letto il documento? Mi faccia sapere che ne pensa, ci tengo molto ai suoi commenti - qui nessuno mi ascolta… Le volevo anche dire che ammiro e apprezzo, anzi ammiravo e apprezzavo, il ciuffo e i papillon…"

Io - "Grazie dottoressa, lei m'insegna che occorrono riforme radicali!"


Email Nick Glazer - "Sorry I missed your call earlier, what's up? BTW, when will you be in town next? There's a couple of interesting new people that you should meet. Let me know. N"

Io - "NP. Do you happen to have someone at your office that reads Italian? I need an opinion on an IHL/LoS paper ASAP. It's important. Not sure when I'm gonna be in Brussels, perhaps we could Skype about them? Ciao!"

NG - "There's a Chiara here waiting for your docs".

Io - "It's in your fax - strictly confidential. Thanx"


Numero Sconosciuto - "Pronto Senatore? La chiamo da RadioParlamento volevo sapere se fosse possibile intervistarla sul decreto missioni".

Io - "Volentieri, anche subito".

RP - "Perfetto, la passo subito in regia. Grazie. Senatore perché voterà contro il rifinanziamento delle missioni di pace nel mondo?"

Io - "Non ho annunciato un voto contrario. Ho solo detto che se il governo dovesse confermare quanto trapelato in queste ore sulla stampa credo che si commetterebbe un grave errore. Sicuramente nel metodo, perché si non si è coinvolto il Parlamento e forse anche nel merito se la presenza militare italiana, là dove autorizzata dall'ONU o dall'Unione europea, dovesse cadere fuori dal pieno rispetto degli obblighi internazionali che l'Italia ha. Quello del nostro paese è sicuramente un importante contributo al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale ma, proprio per questo, occorre che sia fornito nel pieno rispetto del diritto internazionale. Non credo che il mero affidare a degli uomini armati la protezione di mercantili privati vada nella direzione tracciata dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sulla lotta alla pirateria. Il mio voto sarà frutto di un confronto parlamentare cogli altri gruppi e, in ultima istanza, con il ministro - se e quando vorrà venire in Parlamento. A oggi ci son solo speculazioni giornalistiche e un paio di interviste di esponenti di governo. Aspettiamo di vedere le carte prima di prendere una decisione. Certo il fatto che la riunione delle commissioni di oggi non si sia tenuta per assenza ingiustificata anche di un sottosegretario mi pare che la dica lunga su come come questo governo prepari certi scenari...".

RP - "Chiarissimo. Grazie senatore, torneremo a disturbarla nei prossimi giorni quindi."

Io - "Grazie a voi. Nessun disturbo".


Aula Commissione Difesa del Senato.


Presidente Lolli - "Buonasera colleghi. Vi informo che l'audizione dei Ministri degli esteri e della difesa è rinviata a domani in giornata. La presenza oggi del governo, nella figura dei sottosegretari Caniatto e Fedriga, a cui diamo il benvenuto, ci consente di incardinare comunque il provvedimento, e quindi di guadagnare del tempo prezioso per il nostro dibattito. Do la parola alla senatrice Puddu per la relazione per la parte esteri; seguirà quella del senatore Pastrero per gli aspetti relativi alla difesa. Sono aperte le iscrizioni a parlare."