Monday, December 29, 2014

Episode I - second draft

La leggenda più accreditata sulla fondazione di Roma, fissa nel giorno 21 aprile del 753 avanti Cristo la data in cui Romolo divenne il primo Re della città dopo un violento scontro col gemello Remo.

Lo storico Tito Livio, vissuto oltre sette secoli dopo la nascita di Roma, sottolinea che "Siccome [Romolo e Remo] erano gemelli e il rispetto per la primogenitura non poteva funzionare come criterio elettivo, toccava agli dei che proteggevano quei luoghi indicare, interrogati mediante aruspici, chi avrebbe dato il nome alla città e chi vi avrebbe regnato. Per interpretare i segni augurali, Romolo scelse il [colle] Palatino e Remo [quello] Aventino. Il primo presagio, sei avvoltoi, si dice toccò a Remo. Dal momento che a Romolo ne erano apparsi dodici quando ormai il presagio era stato annunciato, i rispettivi gruppi avevano proclamato re entrambi. Gli uni sostenevano di aver diritto al potere in base alla priorità nel tempo, gli altri in base al numero degli uccelli visti. Ne nacque una discussione e dallo scontro a parole si passò al sangue: Remo, colpito nella mischia, cadde a terra. È più nota la versione secondo la quale Remo, per prendere in giro il fratello, avrebbe scavalcato le mura appena erette [più probabilmente il pomerium, il solco sacro] e quindi Romolo, al colmo dell'ira, l'avrebbe ucciso aggiungendo queste parole di sfida: 'Così, d'ora in poi, possa morire chiunque osi scavalcare le mie mura'. In questo modo Romolo s'impossessò del potere e la città prese il nome del suo fondatore."

Roma è nata da una faida famigliare finita nel sangue per problemi di hybris, di "boria" si direbbe oggi - non a caso una delle tipiche espressioni romane, usate spesso a sproposito, è per l'appunto "sborone". Da allora, se a Roma la superbia resta confinata alle parole, qualche domenica anche nella curva nord e sud dello Stadio Olimpico, le faide di potere persistono e si rinnovano, quasi a giustificare il perpetuarsi della necessità di appartenere a certe famiglie che, altrimenti, non avrebbero più alcun potere attrattivo o motivo d'esistere.

Famiglie e fantomatici "valori famigliari" non son mai piaciuti e, per non farmi trascinare nei gorghi delle faide contemporanee, da quando son rientrato in Italia ho cercato di mantenere quasi tutte le abitudini che mi ero imposto negli Stati Uniti: parlare inglese quanto più possibile, anche da solo, correre all'alba, mangiare poco e spesso, eliminare il sale e, last but not least, non abbandonare il BlackBerry.

Tutte le mattine, prima di andare in Parlamento, correvo per una mezz'ora in riva al Tevere ascoltando il podcast di BBC World. Rientrato a casa la rassegna stampa di Radio Radicale mi accompagnavano durante la doccia, il primo caffè della giornata e la vestizione. Poi, di corsa, a Palazzo Madama. Se non c'era aula facevo di tutto per non rimanere a Roma, un carcere, un centro identificazione ed espulsione, un campo Rom, oppure una riunione, tanto fumosa quanto di dubbia utilità le trovavo senza alcun problema. Senza però la corsa tiberina il resto non sarebbe stato possibile. Raramente praticavo un po' di yoga - anche perché di rinunce ne vivevo già abbastanza.

Roma hai i suoi ritmi, anzi a dir il vero, il tempo non viene scandito da niente. Se uno non si detta una scaletta, e non si impone una ferrea autodisciplina, su finisce per cader prigionieri delle parole di Sant'Ambrogio "Quando sei a Roma, vivi come i romani" - un detto gli americani amano ripetersi, e ripeterti, quando si abbandonano al dolce far niente tipico di un turismo ormai fuori moda. Romanizzarsi equivale a concorrere alla caduta dell'impero. Io son sicuramente anti-imperialista, e questo impero romano de noantri non è fondato sul diritto romano e quindi si meriterebbe di soccombere, ma la decadenza, che ormai sfocia nel degrado, non mi è mai appartenuta, né m'ha mai affascinato il declino istituzionale.

In Italia, e quindi a Roma, la politica, anzi la stessa democrazia, non sono ormai più neanche lontanamente paragonabili a ciò che dovrebbero essere. Ma non per questo bisogna desistere dal tentare una qualche forma di terapia intensiva, o shock, per evitare la morte civile, o fisica, di decine di milioni di persone.


Su ponte Sisto, verso Palazzo Madama.

Io - "Hei Simone!"

Simone - "Oh, Senatore, buongiorno".

"Indo' tu corri? Che ascolti? No aspetta lasciami indovinare".

"Per l'appunto ascoltavo lei al notiziario di Radio Radicale".

"Ah, e che dicevo?"

"Annunciava gli emendamenti al decreto missioni internazionali".

"Giusto. A proposito, che si dice?"

"L'assistente del nostro capogruppo m'ha detto che si dice che lavoro per lei".

"No, si lavora per chi paga lo stipendio. Tu lavori per il tuo Senatore - e per il complesso militare industriale ;-), con me concorri a dare un contributo antimilitarista alla ricerca della pace e della sicurezza internazionali. Fai politica insomma. Non mi par poco".

"Comunque sia, le voci girano e questa cosa non mi garba punto…".

"Oh, ricordati che ho dato due esami di storia co' i' tuo zio e a momenti mi ci laureavo. Intellettualmente siamo quindi quasi parenti! La prossima volta che qualcuno ti fa notare qualcosa del genere, digli pure che ci conosciamo da tempo immemore e che siamo tutt'e due di Firenze, vedrai che si zittiscon subito. A proposito come sta il Prof?"

"Bene grazie. Purtroppo lo rattrista che il nipote preferito lavori per un senatore di centro-destra e che nessuno dei suoi migliori studenti abbia seguito le sue orme accademiche, o sia 'di sinistra'"

"Beh, digli che almeno uno lo è: ma di sinistra liberale! Posso offrirti un caffè, qui lo fanno bono"

"No davvero grazie. Devo finire una nota per il mio senatore e tra poco c'è commissione. Magari un'altra volta".

"Come vuoi. A dopo. Ciao!"


SMS - "Comm3a e 4a: Causa assenza Governo la seduta odierna delle Comm 3a 4a di Camera e Senato è cancellata. Pres. Lolli Canepa".

SMS - "GruppoPD: Ore 8 riunione gruppi Camera e Senato Comm 3a e 4a in aula Comm Difesa. Zunini Baretti Tacconi Bella".


Aula della Commissione difesa del Senato della Repubblica.

Senatore Zunini - "Buongiorno a tutti, d'accordo con Baretti, Tacconi e Bella abbiamo deciso di convocare al volo questa riunione dei gruppi esteri e difesa perché questo decreto di rifinanziamento delle missioni internazionali presenta una serie di criticità che necessitano di esser affrontare con la più ampia collegialità e condivisione di intenti finali. Come avrete letto sui giornali, c'è infatti una grande attenzione e aspettativa per una serie di misure anti-pirateria che il governo ha preparato per rispondere agli ultimi eventi nel Corno d'Africa. So che ci son alcuni di voi che hanno dei problemi con quanto detto dal Ministro ieri sera in TV, quindi occorre coordinarci per i tempi di intervento e per gli emendamenti."

Senatrice Baretti - "Non occorre che vi ricordi che il rinnovo del finanziamento delle missioni all'estero rientri pienamente negli accordi tra gruppi di maggioranza che hanno deciso di sostenere questo governo fino alla fine della legislatura. Mi appello quindi al vostro senso di responsabilità e contenimento anche per evitare di dar il la ai soliti attacchi demagogici dell'opposizione. Ho già letto un paio d'agenzie dove alzano una polemica sui costi e sull'inutilità di mandare i militari italiani in giro per il mondo quando qui a casa nostra siamo invasi da potenziali terroristi che si memorizzano tra gli immigrati. Vi sarei grata quindi se evitassimo di dover ricorrere all'ennesimo voto di fiducia…"

Io - "M'iscrivo a parlare".

Z - "Altri? Abbiamo un'ora buona, quindi vi invito a utilizzarla per capire come pianificare il lavoro di commissione e poi d'aula. Il Governo sa che i numeri son risicati quindi prima si finisce e meglio è…"

Io - "Grazie. Per quanto mi riguarda, come ho già anticipato a qualcuno, ritengo imprescindibili degli emendamenti soppressivi di quegli articoli o commi che rispecchieranno quanto annunciato dal Ministro alla stampa in queste ore. Ora non vi voglio rovinare la colazione col perché e percome, ma ritengo che mi ci vorrà tutto il tempo necessario disponibile per illustrarli sia in commissione che in aula. Se ho ben capito cosa s'intende proporre contro la "pirateria" occorre che, a parte la norma di legge che ci verrà proposta dal governo, le regole d'ingaggio siano tanto chiare quanto stringenti. Le sorprese potrebbero essere pessime. E' Possibile chiedere all'ufficio legislativo, o direttamente agli uffici della commissione, una scheda su come si stanno orientando i partner europei in merito? Ah, anche un apprezzamento delle reali dimensioni della pirateria nel Golfo di Aden potrebbe esser utile..."

B - "Sicuramente. Altri? Nessuno? Bene, buona giornata a tutti e a domani".


In Aula

Io - "Presidente, prima di passare all'adozione del processo verbale chiedo a 12 colleghi il sostegno per la verifica del numero legale".

Presidente - "Colleghi, è stato richiesto il sostegno per la verifica del numero legale. Invito quindi i ritardatari a prendere posto… [brusio in aula]… Il sostegno c'è. Dichiaro aperta la verifica del numero legale. Avete votato tutti? Grazie. Dichiaro chiusa la votazione… il Senato NON è in numero legale. La seduta è sospesa."

Senatore Dell'Olmo - "Mi spieghi che bisogno c'era di chiedere il numero legale stamani?"

Io - "Non so se ci hai fatto caso, ma stiamo continuando a ratificare trattati internazionali con neanche 30 persone in aula, stamani ce ne sono un paio su cui occorre discutere, e non tra i soliti quattro gatti della commissione esteri".

D - "Vabbè. Ah, grazie per la sostituzione di ieri sera, m'hanno detto che ti sei fatto sentire".

Io - "Figurati. C'è sempre da imparare in commissione cultura. ahaha. Piuttosto ringrazia la tua assistente per i preziosi appunti son stati molto utili. Adesso devi preparare gli emendamenti che m'hai fatto annunciare sennò, a parte la figura, quelli vanno avanti veloci come treni. Abbiamo scongiurato la deliberante ma se contingentano i tempi è finita".

D - "Si certo, anzi se hai suggerimenti o vuoi firmare quello che preparo fammi sapere. Grazie ancora. A che ora ricomincia qui?"

Io - "In teoria tra 20 minuti, ma dubito che di giovedì mattina ci sarà mai il numero legale ".


In ufficio a Palazzo Cenci, piazza Sant'Eustachio.

Facebook chat - "Senatore buongiorno. Mi chiamo Vittoria Menta e lavoro per il Presidente Lolli. Le volevo fare i complimenti per il Suo lavoro, interviene sempre su tutto! In particolare ammiro e apprezzo i Suoi contributi in commissione difesa anche quando non ci sono le missioni internazionali".

Io - "Grazie! Saluti al Presidente"

Vittoria - "Come sa, il Presidente La stima molto, ma non credo che sarebbe contento di sapere che La ho contattata".

Io - "E… come mai?"

V - "Poco fa sentivo che parlavano di Lei nella riunione dell'ufficio di presidenza. Son preoccupati che i Suoi emendamenti sui fucilieri di marina creino problemi a tutta la maggioranza".

Io - "Alla maggioranza non so, eventualmente al Ministro della difesa se non ci fa sapere come intende impiegarli. Quel che presenterò non farà cadere il governo, stiano pure tranquilli, ma mi pare che si stiano prendendo delle decisione 'affrettate'… Lei che ne pensa?"

V - "Son totalmente d'accordo! Anzi, se non La disturba, Le darei volentieri l'analisi normativa che il Presidente mi ha fatto fare sulle bozze di emendamenti che il governo gli ha fatto vedere (quelli non glieli posso dare perché li tiene nella sua cartella personale). Appena letto il mio documento, è stata subito archiviato perché "troppo teorico". Ritengo che ci sia il rischio che le norme proposte dal governo configgano con il diritto del mare e il diritto umanitario internazionale. O che possano creare problemi in prospettiva per le interpretazioni possibili".

Io "Esatto! Magari ci possiamo incontrare per un caffè dopo pranzo?"

V - "Volentieri, ma non in Senato - se non Le spiace. Al bar vicino al posto sughi qui dietro potrebbe andarLe bene?"

Io - "OK. A dopo. grazie!"


In Aula un'ora dopo.

Presidente - "Colleghi, causa mancanza del numero legale per la terza volta, la seduta è tolta".

[Brusio in aula]

Al Bar vicino al ristorante giapponese in Via degli Staderari.

V - "Buongiorno senatore, sono Vittoria"

Io - "Buongiorno. Piacere. Ho poco tempo, che prende?"

V - "Un caffè macchiato grazie. Ecco, Le ho portato il documento che ho preparato. Gliel'ho stampato - preferirei che non si sapesse che Lei ne ha una copia. Non è troppo lungo ma, come potrà vedere, copre tutte le implicazioni giuridiche di cui si parlava prima. Ne ho discusso anche con il mio professore  che concorda, se le norme dovessero esser troppo vaghe le interpretazioni consentirebbero possibili violazioni del diritto internazionale. So che sembra assurdo, ma…"

Io - "Assurdo? Se vuole le faccio la lista di assurdità simili! In più, con la lentezza tipica del governo nell'adozione dei decreti legislativi, qui potrebbe succedere veramente di tutto!"

V - "Naturalmente in fondo c'è anche un'ampia bibliografia. Forse è un po' troppo lunga, ma mi sembrava assolutamente necessaria. Sono laureata in diritto del mare col professor Fabiani che, come sa, è consulente del Ministro degli esteri".

Io - "Si si, mi piace Fabiani - anche se non proprio sempre sempre. I suoi commenti son molto utili anche a chi ha poco tempo per approfondire le questioni più complesse. Vanno dritti al problema. Grazie ancora dottoressa. Questo è il mio biglietto - Facebook non è il miglior modo per contattarmi. Arrivederci!"


WhatsApp Simone - "Senatore qui non ci si capisce più nulla! Il governo ha di nuovo cambiato idea quindi non Le posso dare ancora il testo degli emendamenti. Secondo me con dei soppressivi si toglie il pensiero. Ah, l'assistente del capo-gruppo m'ha detto che prima in ufficio di presidenza han parlato di Lei in termini lusinghieri, ma che tutti son molto preoccupati che possa scoppiare un bel casino se qualche giornalista s'ammosca. Mi raccomando eh! Tenga fede alle voci!".

Io - "Ahahah. Grazie! Purtroppo non ci sono più né i governi ně i giornalisti d'una volta! ;-) il caffè è comunque pagato, don't worry".

S - "Altro che caffè ci volle qui :-)! Aaluti dallo zione, è a Roma e m'ha chiesto di Lei. Magari vi vedete".

Io - "Magari, ma NON senza il mio avvocato. Ritieniti invitato. Ciao e grazie ancora!"


Ufficio legislativo del PD.


Io - "Compagni buongiorno! A chi posso rompere le scatole per cinque minuti? Massimiliano, come sei messo ?"

M - "Per te senatore mi potrei liberare, ma solo se poi ci porti a prendere un gelato".

Io - "Caffè volentieri, per un gelato temo che non ci sia il tempo necessario. Ho solo bisogno di sapere quanti emendamenti e ordini del giorno presenta il gruppo sulle missioni internazionali e poi di chiederti d'aiutarmi con le coperture finanziarie del decreto perché ci sono dei conti che non mi tornano. A me questa storia di evitare la fiducia per non imbarazzare il governo mi piace il giusto. Preferisco lasciare agli atti i miei dubbi corroborati dai tuoi numeri!".

M - "Gli emendamenti son pochi, non ti preoccupare. L'ordine di scuderia è chiaro e categorico: allineati e coperti! - come sempre del resto. Le ragazze qui dicono che fai intelligence con il nemico. Uomini, donne, di tutto, purché giovani e di centro-destra…"

Io - "Si chiama 'unione laica delle forze' - contro tutti i comunismi! No Caterina?"

C - "Te lo darei io il comunismo, un po' de lavori forzati a tutti ve farebbero tanto bbene! Caruccia la riccetta della difesa, ma quanti anni c'ha? Fossi in te non mi farei vedere troppo in giro con lei che sennò te denunciano pe' pedofilia! Valentina non apprezza per niente che uno come te frequenti certa gente, ve'?"

Io - "Uno come me?"

V - "Si, uno serio, preparato che segue le cose da solo, che s'interessa...".

Io - "M'interesso del prossimo, e in particolare di chi m'aiuta senza secondo fini ;-)".

M - "Si beato atte'! Ecco i testi degli emendamenti, per i conti dobbiamo fare un'altra volta. Vogliamo andare a prendere 'sto caffè sulla fiducia?"

WhatsApp Vittoria Menta - "Senatore ha già letto il documento? Mi faccia sapere che ne pensa, ci tengo molto ai suoi commenti - qui nessuno mi ascolta… Le volevo anche dire che ammiro e apprezzo, anzi ammiravo e apprezzavo, il ciuffo e i papillon…"

Io - "Grazie dottoressa, lei m'insegna che occorrono riforme radicali!"


Email Nick Glazer - "Sorry I missed your call earlier, what's up? BTW, when will you be in town next? There's a couple of interesting new people that you should meet. Let me know. N"

Io - "NP. Do you happen to have someone at your office that reads Italian? I need an opinion on an IHL/LoS paper ASAP. It's important. Not sure when I'm gonna be in Brussels, perhaps we could Skype about them? Ciao!"

NG - "There's a Chiara here waiting for your docs".

Io - "It's in your fax - strictly confidential. Thanx"


Numero Sconosciuto - "Pronto Senatore? La chiamo da RadioParlamento volevo sapere se fosse possibile intervistarla sul decreto missioni".

Io - "Volentieri, anche subito".

RP - "Perfetto, la passo subito in regia. Grazie. Senatore perché voterà contro il rifinanziamento delle missioni di pace nel mondo?"

Io - "Non ho annunciato un voto contrario. Ho solo detto che se il governo dovesse confermare quanto trapelato in queste ore sulla stampa credo che si commetterebbe un grave errore. Sicuramente nel metodo, perché si non si è coinvolto il Parlamento e forse anche nel merito se la presenza militare italiana, là dove autorizzata dall'ONU o dall'Unione europea, dovesse cadere fuori dal pieno rispetto degli obblighi internazionali che l'Italia ha. Quello del nostro paese è sicuramente un importante contributo al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale ma, proprio per questo, occorre che sia fornito nel pieno rispetto del diritto internazionale. Non credo che il mero affidare a degli uomini armati la protezione di mercantili privati vada nella direzione tracciata dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sulla lotta alla pirateria. Il mio voto sarà frutto di un confronto parlamentare cogli altri gruppi e, in ultima istanza, con il ministro - se e quando vorrà venire in Parlamento. A oggi ci son solo speculazioni giornalistiche e un paio di interviste di esponenti di governo. Aspettiamo di vedere le carte prima di prendere una decisione. Certo il fatto che la riunione delle commissioni di oggi non si sia tenuta per assenza ingiustificata anche di un sottosegretario mi pare che la dica lunga su come come questo governo prepari certi scenari...".

RP - "Chiarissimo. Grazie senatore, torneremo a disturbarla nei prossimi giorni quindi."

Io - "Grazie a voi. Nessun disturbo".


Aula Commissione Difesa del Senato.


Presidente Lolli - "Buonasera colleghi. Vi informo che l'audizione dei Ministri degli esteri e della difesa è rinviata a domani in giornata. La presenza oggi del governo, nella figura dei sottosegretari Caniatto e Fedriga, a cui diamo il benvenuto, ci consente di incardinare comunque il provvedimento, e quindi di guadagnare del tempo prezioso per il nostro dibattito. Do la parola alla senatrice Puddu per la relazione per la parte esteri; seguirà quella del senatore Pastrero per gli aspetti relativi alla difesa. Sono aperte le iscrizioni a parlare."

 

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