Saturday, January 31, 2015

Episode XVII - first draft

Ho ridotto il tempo di corsa a 20 minuti. Corro più veloce. In commissione sanità siamo arrivati alle fasi conclusive dell'ostruzionismo sulla legge sul testamento biologico e si fa tardi tutte le notti. Anche la BBC spesso affronta la questione eutanasia nel Regno Unito, dove molto più laicamente si chiama right to die e non in altri nomi che possano spaventare l'elettorato. Onore al merito. 

In questi giorni anche l'Olanda e il Belgio stanno modificando le loro leggi, prevedendo l'eutanasia anche per i bambini, e la BBC affronta la questione con interventi favorevoli e contrarmi. Non ho mai sentito intervistare un prete. Quando invece parlano d'Italia, partendo sempre dal caso Eluana Englaro e mai da quello di Welby, il prelato diventa imprescindibile. Anche per la BBC. E' in quei momenti che aumento il passo. Per il nervoso. Anche sotto la pioggia battente.


 

Email l'Opinione - Buongiorno Senatore, le mando la sbobinatura dell'intervista di ieri. Resto in attesa di un suo via libera. Cordialente. E.

Senatore, Come si aspetta che venga formulata questa legge?

 
Credo che, al netto del dibattito in commissione al Senato, il testo di entrata sarà al 99 per cento uguale ai testo di uscita. Spero che i 322 senatori si assumeranno la responsabilità di votare per qualcosa che garantisca le libertà costituzionalmente sancite.

Secondo lei tra queste libertà costituzionali rientra anche la possibilità di rinunciare ad idratazione e alimentazione forzata? Perché il punto centrale del dibattito rimane questo sebbene sollevi un gran polverone.

Sì questo è il punto centrale insieme al fatto che si devono rendere vincolanti le dichiarazioni anticipate di trattamento che vengono espresse dai cittadini. Se questo non venisse consentito - e le disposizione dei ddi che stiamo discutendo non danno certezze sul rispetto delle volontà dei paziente - avere una legge sarà inutile.

E’ dunque il rispetto della volontà dei singolo individuo ad essere prioritario a suo giudizio? 


Io credo che la legge debba vertere sul ‘testamento’ e non sul ‘biologico’. Deve essere un documento legale e non una cartella clinica. Deve garantire l’articolo 2 della Costituzione, messo in correlazione con l’articolo 32. L’articolo 2 dice che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, e tra i diritti inviolabili dell’uomo c’è anche quello di poter rifiutare le cure. Anche vitali. Nessuno -- e ripeto nessuno - può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. E la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana come codificati nell’articolo 2.
 

A proposito di Costituzione, pensa che la democrazia italiana sia in bilico, come qualcuno ha detto dopo lo scontro istituzionale tra Premier e Capo dello Stato? Tutti i giorni c'è una manifestazione in difesa detta Costituzione, lei non mi pare che aderisca…

Non aderisco perché credo che la legalità costituzionale in questo Paese venga violata da almeno trent’anni. La violazione della Costituzione è cominciata con le leggi di emergenza adottate negli annidi Piombo ed è continuata progressivamente. La violazione della legalità costituzionale era patente quando non si componeva la Commissione di vigilanza Rai o non si arrivava ad eleggere i membri mancanti della Consulta, o quelli del CSM o dell'autorità sulla comunicazione. Quanti dei manifestanti in difesa della Costituzione hanno detto o fatto qualcosa per queste violazioni patenti della Carta?
 

Lei è sceso in piazza per chiedere che Eluana venisse "liberata", cioè che potesse morire. Non ha avuto nessun dubbio? E ancora certo al 100% che quella sia stata la cosa giusta?
 Più che la cosa giusta era la cosa che lei avrebbe voluto. Penso di potermi fidare di più della memoria e dell’amore di un padre che degli ordini di un prete o di un capo partito. Siccome però nel dubbio in Italia esiste ancora la magistratura, ricordo che la volontà di Eluana è stata confermata da una sentenza.
 

La sua legge ideale sul testamento biologico come dovrebbe essere formulata? 

In modo che le dichiarazioni finali di un individuo siano vincolanti. Ritengo che sia assurdo dover rinnovare le disposizioni ogni tre anni. Occorre dare la possibilità di veder mantenuta la propria volontà fino all’ultimo secondo in cui la vita è degna di essere vissuta, dopodiché accada quel che IO, che sono il "proprietario" della mia vita, ritengo debba accadere.
Io - "Vista si stampi! Grazie. Saluti".

WhatsApp Edo - "Oi, hanno chiamato dal Sole per avere ulteriori informazioni sulla legge, che gli dico?"
 

Io - "W il sol dell'avvenir! digli che rilanciamo con un'iniziativa intitolata "Senatore per due ore". Ecco il testo del comunicato.
 

In queste ore la legge sul testamento biologico è in discussione presso la commissione Igiene e sanità del Senato. Qualunque sia l’esito dei lavori in commissione il disegno di legge finirà con l’essere la pietra tombale della libertà e dell’autodeterminazione del cittadino. Per rallentare il più possibile l’iter legislativo – facendo crescere la resistenza nel paese – invitiamo la cittadinanza a essere protagonista del processo legislativo formulando direttamente gli emendamenti che vorrebbero veder proposti al disegno di legge. Ci assumiamo la responsabilità di presentarli in tutte le sedi possibili. A questo sito tutte le informazione su come preparare emendamenti o ordini del giorno www.senatoreperdueore.it.

E - "Ahahaha, sul serio?!?!"

Io - "Certo, così voglio proprio vedere se quelli che si riempiono la bocca con la politica 2.0 riprenderanno la cosa o, come quelli che 'difendono la Costituzione' faranno finta di niente salvo poi indignarsi quando fa comodo a loro ;-)".

E - "Giusto!"


Email UfficioStampaPD - "Machedavero?"

Io - "Compagni, voi state li' a cantare bandiera rossa e noi invece la buttiamo sul partecipativo. Una comunità di individui non è comunismo, al limite comunitarismo, però sempre roba collettiva quindi vi dovrebbe garbare. Vedete di partecipare, almeno individualmente - oltre che rilanciare il comunicato stampa por favor!"

USP - "Daje!"

Io - "Ci conto eh!"


WhatsApp Edo - "Ha richiamato il Sole e ti fanno i complimenti, domani fanno un pezzo e nel domenicale lo citeranno di nuovo in una pagina sulla politica 2.0!"

Io - "Bene!"


Email CommSanità - "Senatore buongiorno, Le possiamo chiedere di passare a firmare i primi 500 emendamenti che nel fax molte delle firme non sono leggibili? Basta una sigla. Grazie"

Io - "Sicuramente. Passo nel primo pomeriggio".


WhatsApp Vittoria Menta - "Senatore anche io voglio esserlo per due ore! Stasera mi ci metto"

Io - "Pensavo che stasera avessi un impegno?"

V - "Pensavo che questa fosse una priorità…"

Io - "Appunto ;-)"

V - "A che ora?"

Monday, January 26, 2015

Episode XVI - first draft

Ormai la BBC non la ascolto quasi più mentre corro. E' difficile che riescano a darmi notizie che non conosca già, anche perché le ultime sedute erano occupate da votazioni a raffica e per non perder tempo son fisso sul terminale delle agenzie. A parte le cose più assurde che accadono nelle ex colonie di Sua Maestà - di recente non lascian passar giorno che non si parli di Pakistan - il resto è noto. Certo questo Pakistan geostrategicamente è sicuramente molto importante, specie per la sua relazione con la Cina in chiave anti India-Iran, però dopo un po' la voce del pakistano di strada stucca. In più, dopo che ho scoperto che quando traducono gli intervistati non anglofoni lo fanno con degli attori che fingono l'accento, devo dire che mi sono rimasti meno simpatici di quanto non fossero prima. Meno genuini e un po' dediti alla stereotipizzazione.

 

Email Società Dante Alighieri - "Senatore buongiorno. Ci hanno segnalato il suo intervento a fine seduta in cui criticava l'uso, anzi l'abuso, dell'inglese durante le riunioni in plenaria. La vorremmo invitare per un incontro privato per conoscerla e per capire se e come possa esser possibile rilanciare i gruppi "Amici della Dante" che anni fa erano molto attivi in Parlamento. Tra l'altro molti dei primi firmatari del nostro manifesto costitutivo fanno parte della sua tradizione politica! Cordialmente AM"

Io - "Buongiorno Direttore, molto volentieri. Ma non prima di due settimane. Nel frattempo le invio in anteprima anche una lettera al direttore che tra poco invierò al Foglio in risposta a un pezzo che, un po' superficialmente, spiegava quanto semplice sia l'onnipresente inglese. Casi saluti.

Al direttore: la mia esperienza di pratica dell'inglese mi ha fatto arrivare alla conclusione che esso non sia per niente fruibile a livello elementare, anzi! Essendo una lingua basata su espressioni idiomatiche con sfumature intraducibili, solo chi la padroneggia appieno può esser in condizione di comunicare concetti complessi oppure di ordinare un tè o un "latte" da Starbucks con la certezza di ricevere il prodotto desiderato.

L'inglese è una lingua difficilissima da padroneggiare perché implica uno sforzo mnemonico enorme: va saputa tutta a memoria, non si può star lì a costruire una frase sulla base di regole grammaticali. E' il suo bello!

Ma veniamo al problema centrale, diciamo politico, del perché l'inglese non renda fertile il mondo ma contribuisca, purtroppo e suo malgrado, a generare grandi inganni. In Italia da anni si ciancia dell'avvento di una Seconda Repubblica ed è invalsa la pratica di includere nel lessico politico termini anglofoni se non anglofili. Ebbene questi, lungi dal rappresentare o promuovere la realtà a cui fanno riferimento, abbagliano l'ignaro cittadino che non maneggia con dovizia di sfumature la lingua di Shakespeare.

Sveliamo qualche arcano: il premier è il capo del governo di un paese dove la figura del capo di stato è puramente cerimoniale e non partecipa minimamente alla vita politica del paese. Il premier non concerta le proprie decisioni con gli altri ministri e non si deve confrontare col voto di fiducia per vedere le proprie decisioni diventare legge. Certo si fa prima a dire premier che presidente del Consiglio dei ministri, ma cosa può essere il risparmio di un paio di parole di fronte alla ripetizione della nozione che la nostra Repubblica è, e resta, una Repubblica parlamentare?

Dopo il premier, è arrivata la politica cosiddetta bi-partisan, sempre pronunciata "bipartizan" piuttosto che "baipartisan". A parte il fatto che in Italia, indipendentemente dal sistema elettorale, non si è mai scesi sotto la decina di partiti presenti in Parlamento, ma se proprio dovessimo classificare certe decisioni prese all'unisono dai maggiori partiti italiani, si dovrebbe parlare di partito unico, specie in merito alle (contro) riforme e/o alla spesa pubblica, piuttosto che di due soggetti politici alternativi che si coalizzano in momenti cruciali nell'interesse del paese.

Per far vedere che il governo rispetta il Parlamento in dialogo con deputati e senatori - e non lo frequenta solo ed  esclusivamente per estorcere voti di fiducia a raffica - qualche anno fa è stato inventato il Question time. A differenza delle sedute della Camera dei Comuni di Londra però, dove il premier, quello vero, viene messo sulla graticola dai parlamentari, alla Camera dei deputati (in Senato non esiste) il tutto si risolve con una fiacca lettura di domande e risposte su questioni spesso marginali senza che ne segua il benché minimo dibattito politico.

Sempre restando in Parlamento, quando si preparano interrogazioni o interpellanze ovvero ordini del giorno o mozioni, i documenti vanno mandati al drafting. Allo stesso tempo, il o la presidente della seduta inaugura o conclude i lavori, o interviene su questioni regolamentari, leggendo uno speech. In questo florilegio di inglesorum le autorità garanti create negli ultimi 15-20 anni son sempre citate in quanto Authorities. Si tratta di entità create sulla base, almeno così fu pensato, del modello anglosassone di controllo indipendente di questioni di ordine generale e interesse  pubblico. Ma, a parte che l'equivalente negli Usa spesso si chiama Commission, in Italia tanto è l'amore per l'indipendenza del controllore che un numero fisso di "commissari" delle Authorities viene eletto dal Parlamento senza che, al contempo, siano stati fissati chiari criteri relativi alle competenze degli eletti al fine di evitare possibili conflitti di interesse. E infatti nelle Authorities italiane si trovano dermatologi alla  privacy - sì privacy ci mancherebbe! -, ex-parlamentari un po' dappertutto ed ex-funzionari di uno dei soggetti del duopolio televisivo a garantire l'imparzialità e la legalità delle telecomunicazioni.

Poi certo ci sono i partnerS,  le issueS, fino ad arrivare ai competitorS, tutti rigorosamente con la esse del plurale finale - che in italiano non è prevista. Poi c'è il board, il check-in, lo speaker, il briefing, la panel discussion e alle volte c`è anche il discussant (ma solo se l'evento è organizzato da Marta Dassù). E poi c'è il  tablet, lo smartphone e siamo pieni di fidelity card. Non possiamo dimenticare che ormai l'omosessuale non è tale se non è gay,  e che tutti insieme i problemi di identità di genere e orientamento sessuale vanno definiti coll`acronimo LGBT (lesbian, gay, bisexual,  transexual) e che c'è chi fa coming-out e chi invece outing.

Siccome poi, in virtù della massificazione dei consumi e delle abitudini, siamo tutti diventati orgogliosamente anticonformisti è stato inventato lo slow food contro il fast food di McDonald - questo invece sempre rigorosamente pronunciato senza la "esse" finale  - e si passano le ore in un posto che si  chiama Eataly (che la metà dei clienti chiama "ittitali"). Naturalmente per questi signori è sempre tutto OK, anche se son cresciuti ascoltando Ligabue e Jovanotti invece che i Beatles o i Rolling Stones. Infine, tanto è l'amore per la lingua del Bardo, che non vedono l'ora di chiamare per nome il buon Snowden storpiandolo in Iduard, quando invece dalla seconda lezione di inglese delle elementari ti insegnano l'eccezione della pronuncia di Eduard, proprio come quella di Elliot.

Insomma se la lingua dovesse esser lo specchio del popolo che l'ha espressa - affermazione che da convinto individualista anche nella linguistica rifiuto ritenendo che l'idioletto batta sempre il dialetto - il mero scimmiottare qualcosa che non si conosce potrà conferire al mondo molto poco degli usi e  costumi del popolo da cui codesta madre lingua proviene. Niente contro gli imprestiti lessicali o contaminazioni semantiche purché tutto ciò non divenga un assegno in bianco per finanziare la distruzione della nostra madre lingua. Anche perché "mammoni" in  inglese non esiste!"

 

WhatsApp Edo - "Ho trovato un pacco di risposte a tue interrogazioni scritte. Tutte del Ministero degli esteri. Le pubblico sul blog?"

Io - "Si grazie. C'è mica anche quella sull'ammontare dei finanziamenti delle agenzie delle Nazioni unite?"

Edo - "Niet"

Io - "Vabbè... pubblicale grazie. Dopo la sollecito in aula".


WhatsApp Vittoria Menta - "…"

Io - "Che è successo?"

VM - "Forse ieri sera abbiamo bevuto troppo?…"

Io - "Non io! ahahah"

VM - "Non ricordo molto… meglio così?"

Io - "Forse…"

VM - "Oddio no! non mi dica… che ho fatto?"

Io - "Allora, per prima cosa siamo passati a tu, e questo al tuo terzo mojito, poi… bhe diciamo che non è successo niente di male, né niente di cui restino tracce o ci si debba vergognare. Son cose che capitano ;-)"

VM - "Cioè…"

Io - "Ahhaha, ma davvero non ricordi niente?"

VM - "…No… dovrei?..."

Io - "Facciamo così, presto usciamo di nuovo e vediamo se risuccede, ok?"

VM - "Risuccede cosa... Ma non per bere però!"

Io - "Giammai! parleremo di politica, come l'altra sera, murando a secco!"

VM - "Cioè?"

Io - "Non importa, fatti un bel caffè. Mi pare ce ne sia bisogno!"


Email Gruppo PD - "La seduta di oggi è sconvocata. Alle 1430 importante riunione di gruppo. Si prega dare conferma di presenza".

 

WhatsApp Edo - "Deve esser successo un casino di quelli grossi. Pare che siano arrivati i carabinieri a perquisire l'ufficio del tesoriere del gruppo. Dove sei?"

Io - "Azz. brutta storia… porello..."

Edo - "Ecco, ora non ti lanciare a difendere il tuo amico però…"

Io - "Edo, mo' pure tu mi sei diventato un giustizialista a frequentare il gruppo?!? Son arrivati i carabinieri, quindi? E' già automaticamente colpevole?"

Edo - "No certo, però dimmi tu quale tesoriere di partito possa esser ritenuto senza macchia?"

Io - "I nostri tutti. Al limite se rubavano rubavano al Partito e non allo Stato. Certo è una misera soddisfazione però rispetto al resto…"

Edo - "Bravo, hai detto bene, misera - anzi, miserissima soddisfazione. Comunque ci vediamo alla riunione di gruppo"

Io - "Ho da fare, prendi appunti, mi raccomando?"

Edo - "Ma come ti vuoi perdere il processo stalinista al povero tesoriere?"

Io - "Sicuramente! Mi son già dovuto sorbire un paio d'espulsioni per motivi politici, la cacciata per l'arrivo dei carabinieri non ce la farei a tollerarla in silenzio..."

Edo - "E 'ndo' vai?"

Io - "contacts politiques :-P"

Edo - "La bella gazzella è tornata a Parigi e tu ti comporti subito così?"

Io - "1 non t'era mai piaciuta. 2 da quando mi fai il censore di costumi? 3 è veramente un contatto politico!"

Edo - "Simone?!?"

Io - "Ahahah ancora non son passato alla tua parrocchia ;-P"

Edo - "Ricordati che quando ti converti esigerò lo jus prime noctis!"

Io - "Mo' me lo segno. Ahahaha".


Email AnsaMed - "Senatore ha deciso quando partirete per l'Iraq?"

Io - "Non ancora, ma non credo che ne parleremo fino al nostro ritorno per  motivi di sicurezza. Mi spiace".

AM - "Capisco. Le posso chiedere l'esclusiva al ritorno?"

Io - "Molto volentieri".


SMS Lolla- "Ma ti pare che dai l'esclusiva a quello di ANSAMed?!?!? E io?"

Io - "Ma non seguivi il Ministro?"

L - "Si, ma che c'entra. Di te avrei scritto sotto mentite spoglie!"

Io - "Non ti preoccupare, non ho firmato contratti d'esclusiva. Comunque prima fatemi andare, e soprattuto tornare, e poi se ne riparla. Tutto bene per il resto?"

L - "Si si. Te la ricordi Biji del Kosovo? Adesso è ambasciatrice a Roma!"

Io - "Congratulazioni! Magari andrebbe organizzata una rimpatriata con amici e parenti, ci pensi tu?"

L  - "Il solito pigro! Appena torni e mi dai l'esclusiva ci coordiniamo"

Io - "shumë mirë"

L - "ahaha! ciaociao e take care"

Io - " ;-)"


WhatsApp Simone - "Oh senatore, qui ti cercano per una dichiarazione congiunta di tutti i gruppi sul Kosovo all'ONU. Edo mi ha detto che "hai da fare", che gli dico ai "miei"?

Io - "Questo. Grazie!

Se Belgrado è realmente disposta a modificare risoluzione per l'Assemblea generale, Italia si candidi a facilitare dialogo con Pristina

Se quanto riportato dalla stampa serba relativamente alla versione finale della risoluzione che Belgrado intende presentare alla prossima Assemblea generale circa lo status del Kosovo e le relazioni internazionali che ne deriverebbero dovesse corrispondere al vero, e cioè che verrebbe eliminato dal testo il passaggio in cui si dice che la 'secessione unilaterale' del Kosovo è un 'metodo inaccettabile di risolvere il problema' creato dalla proclamazione di indipendenza il 17 febbraio 2008' e che la Serbia sarebbe pronta ad accettare la dizione secondo cui Belgrado e Pristina sono disposte ad avviare un 'dialogo' e non a 'discutere su tutte le questioni' sul tappeto come previsto nel testo originario (che avrebbe lasciato intendere l'inclusione nelle discussioni anche della proclamazione di indipendenza) occorre che l'Italia si candidi a seguire i negoziati per conto dell'Ue e faciliti un compromesso in crescita.

Negli ultimi giorni erano giunti inviti a Belgrado a mostrare maggiore disponibilità sul tema Kosovo dai ministri degli esteri tedesco e britannico in colloqui separati avuti da entrambi a Belgrado. Sono mesi che il nostro Ministro ha dimostrato di saper cogliere le occasioni a sua disposizione per tener vivo il rapporto dell'Italia coi due paesi. Grazie anche al parere della Corte Internazionale di Giustizia occorre adesso che l'Italia si candidi a coordinare le azioni necessarie per rafforzare le istituzioni kosovare e fare tutti gli sforzi necessari perché queste non restino isolate in un momento delicato come quello in cui la comunità internazionale ha avviato il ritiro delle proprie truppe".

S - "Se, bonanotte!"

Io - "Buonanotte un fico secco! Io o così o non mi unisco a nessuna dichiarazione congiunta. Mi spiace, io in Kosovo nel 1998 ci son stato e ho visto quel che ho visto… i "tuoi" in quegli stessi giorni erano a pranzo a Belgrado…"

S - "Fai pure dichiarazione tua, poi ti mando la loro. Ciao e fai pochi danni!"

Io - "Vedo che siete tutti molto interessati al mio benessere… ahahaha"


SMS Nadeya - "Tu peut parler"

Io - "en réunion. désolé."

Monday, January 19, 2015

Episode XV - first draft

Ormai la BBC inizia a stuccarmi mentre corro. Hanno preso una brutta piega populista, o forse si dirà popularista_ boh. Comunque, per condivere cogli ascoltatori il polso della situazione e il sentimento della "strada", con sempre maggior frequenza fermano il primo che gli capita a tiroe gli fanno domande che neanche a un esame universitario! E, guarda un po', riescono a beccar sempre gente con opinioni articolate indipendentemente dal tema: dall'immancabile conflitto israelo-palestinese alla guerra al terrorismo, dalla crisi finanziaria alle malattie rare o epidemiche, dall'aborto ai giudici della Corte Suprema degli USA. Insomma, da mito stanno diventando campioni dell'inverosimile o improbabile. Nel frattempo la riva del Tevere è sempre più frequentata di "runner" - anche da persone che sembr mi riconoscano. Forse è arrivata l'ora di tornare a far yoga.


Email Pablo Arenas - "Hola compañero senador, ¿todo bien? Necesito un favor, nuestro jefe tiene che salir del país pronto para un para dos meses. ¿Lo podemos enviar a Italia?"


Io - "Sin duda Pablo. Hablamos por teléfono, pero dame un numero seguro por fa. ¡Hasta siempre!"
 

P - "Pro su puesto. Gracias, es muy urgente. Hasta prontisimo".

 

Email il Giornale - "Senatore buongiorno, potrebbe gentilmente inviarmi l'interpellanza su Assad di cui abbiamo parlato per telefono ieri? Grazie MD"

Io - "Eccola! Grazie e saluti!:
 

l'11 marzo 2010, il Presidente della Repubblica ha conferito al Presidente siriano Bashar al-Assad l'onorificenza di Cavaliere di gran croce decorato di gran cordone dell'Ordine al merito della Repubblica italiana; 

Istituiti con la legge 3 marzo 1951, n. 178, gli ordini nazionali sono destinati a ricompensare benemerenze acquisite verso la nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.

Considerato che:

- dal febbraio 2011, come altrove in Medio oriente, anche la Siria è al centro di una serie di manifestazioni popolari non violente che chiedono libertà e democrazia a regimi totalitari e autoritari, manifestazioni che da subito son state represse con l'uso della forza e che, nell'ultimo anno, hanno implicato sempre più sistematicamente l'uso di artiglieria pesante;
 

- a più riprese il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato risoluzioni di censura della reazione sproporzionata del regime siriano nei confronti delle manifestazioni popolari;
 fin dalla fine del 2011, molti Paesi, compresa l'Italia, hanno adottato sanzioni economiche nei confronti della Siria;
 

- in risposta alla paralisi internazionale, con il tempo la resistenza si è organizzata con un esercito composto principalmente da disertori delle forze armati regolari;
 

- l'8 febbraio 2012 il ministro Giulio Terzi di Sant'Agata, come molti suoi omologhi europei, ha richiamato a Roma per consultazioni l'ambasciatore a Damasco Achille Amerio pur mantenendo l'ambasciata aperta per continuare il monitoraggio della situazione;
 

- a rinforzo della presenza degli osservatori della Lega araba, l'8 maggio 2012 il Consiglio dei ministri ha autorizzato l'invio in Siria di personale militare non armato, in qualità di osservatori, in attuazione della risoluzione delle Nazioni Unite del 21 aprile. Tale decisione è stata ratificata all'unanimità dalla Camera e dal Senato;
 

- il 28 maggio 2012, l'Italia ha deciso di espellere l'ambasciatore siriano in Italia. La decisione fu presa in reazione all'ennesimo massacro nella città di Hula. Tale scelta fu coordinata e simultanea tra Roma, Parigi, Bruxelles, Berlino, Londra e Madrid. L'invito a lasciare l'Italia fu esteso anche ad alcuni funzionari dell'ambasciata;
 

- il 13 luglio 2012, a seguito di nuovi massacri a Treimsa e in tutta la Siria, l'inviato del Segretario generale dell'ONU e della Lega araba, Kofi Annan, dichiarò che il regime di Damasco aveva violato le risoluzioni delle Nazioni Unite. L'ex Segretario dell'ONU aggiunse anche di ritenere che quelle ultime stragi rappresentavano un'escalation scandalosa nel conflitto siriano, poiché almeno 150 persone erano state uccise a Treimsa;
 

- secondo l'organizzazione Amnesty international, negli ultimi 11 mesi, oltre 5.700 persone sono state uccise in tutta la Siria;
 

- secondo l'organizzazione Human Rights Watch, che lo ha documentato anche con video sul proprio sito Internet, in Siria l'esercito usa armi a grappolo illegali di produzione sovietica;
 

- considerato altresì che il Presidente Assad non ha mai ammesso alcuna delle responsabilità imputategli dalla comunità internazionale relativa all'uso sproporzionato della forza ritenendo che si trattasse di operazioni volte a contrastare gruppi terroristici fomentati e finanziati dall'estero; 

- considerato infine che l'articolo 5 della legge n. 178 del 1951 recita "Salve le disposizioni della legge penale, incorre nella perdita della onorificenza l'insignito che se ne renda indegno. La revoca è pronunciata con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta motivata del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio dell'Ordine",
 

-  si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri intenda attivare la procedura prevista dall'articolo 5 della legge n. 178 del 1951 nei confronti del Presidente siriano Bashar al-Assad".

 

WhatsApp Edo - "La notizia della tua interrogazione su Assad ha fatto il giro delle agenzie, le vuoi? Al gruppo l'hanno firmata quasi tutti, quindi è scattata l'urgenza. La potrebbero calendarizzare per l'aula già settimana prossima".
 

Io - "Bene. Ci manca solo che si vada in guerra contro un criminale che gode delle più alte onorificenze dello Stato! Il Giornale mi ha appena chiesto il testo penso che da domani inizieranno una serie di articoli per sputtanare il silenzio del governo. Tanto meglio".
 

E - "Ma chi è, il tuo amico della Cecenia?"
 

Io - "Si quello. Uno dei migliori reporter di guerra che ci siano in Italia, like it or not".
 

E - "And I don't'. Alle volte l'unione laica delle forze mi resta indigesta".
 

Io - "Hai provato coll'Alka Seltzer? :-P"
 

E - "Vabè… comunque… le vuoi le agenzie?"
 

Io - "Si per email, ma tra un po'. Grazie!"

 

WhatsApp Vittoria Menta - "Senatore! si è dimenticato che avevamo un appuntamento per un caffè qualche giorno fa…"
 

Io - "Caspita! Mi scuso dell'imperdonabile dimenticanza, pizza stasera?"
 

V - "Molto volentieri ma non prima delle 9 perché il presidente mi ha chiesto uno studio sulla revisione dello strumento militare".
 

Io - "OK, usciamo da qui alle 2130 allora. Grazie di avermi ricordato della revisione anche lì ho degli emendamenti! A dopo".

 

WhatsApp Simo - "Senatore! Non sarà che ti stai dimenticando della tanto agognata riforma dello strumento militare?"
 

Io - "Ci mancherebbe solo quella! A parte tutta una parte sull'esercito europeo, avrei una serie di emendamenti per licenziare tutti i cappellani militari, come li vedi?"
 

S - "Non mi far esser scurrile per favore…"
 

Io - "No per carità. Comunque secondo me ci sono i numeri per chiuder quel capitolo - tra l'altro lo chiede anche la Caritas!"
 

S - "Da quando la Caritas ti contatta per proporre emendamenti?"
 

Io - "Da quando s'è sparsa la voce che sono un buon cristiano nel senso siloniano del termine ;-)"
 

S - "Si si come no… Ricordati che c'è anche tutta la parte relativa al diritto penale in tempo di guerra. Quella ce creerà più problemi di tutto a tutti".
 

Io - "Si certo. grazie!"

Telefonata AnsaMediterraneo - "Senatore buongiorno. E' vero che l'università' della Sardegna vuole conferire una laurea honoris causa a Ghedaffi?
 

Io - "Questa è la proposta del Senato accademico della facoltà di giurisprudenza di Sassari. Appena lo abbiamo saputo abbiamo fatto circolare un appello a tutti i professori ordinari e associati d'Italia e in un paio di giorni hanno firmato in oltre 1300. Glielo giro subito per posta.
 

AM - "Grazie! Sento il Senato accademico e poi la richiamo".
 

Io - "Interrogazione ai ministri dell’Università e ricerca scientifica e degli Esteri
 

Premesso che:
 

Sabato 2 maggio il Profesoor GL, Preside della Facoltà di Giurisprudenza della Università  degli Studi di Sassari comunica ai componenti del Consiglio di facoltà  “che l'ordine del giorno dell'ultimo Consiglio viene integrato con la proposta di laurea honoris causa.” E che tra i designati dal Consiglio di facoltà  risulta il Colonnello Muhammar Gheddafi. Secondo quanto riportato in una breve notizia apparsa sulla Nuova Sardegna il 9 maggio, il Consiglio ha votato a grandissima maggioranza la raccomandazione inoltrando la richiesta all’esame dal Senato accademico. In caso di approvazione la parola definitiva spetterà  al Ministero dell'Istruzione e Ricerca.
 

A seguito dell’approvazione da parte del consiglio di facoltà  la proposta dovrà essere motivata, per questo è stato creato un comitato formato dal preside e docenti di diritto costituzionale e diritto della navigazione.
 

Considerato inoltre che la Libia, sebbene abbia ratificato buona parte degli strumenti internazionali sui diritti umani, ogni qualvolta viene sottoposta ad esame di verifica dell'adeguamento del Comitato Onu sui Diritti umani (Human Rights Committee), gli esperti delle Nazioni unite ritengono che il Governo libico non abbia adottato nel necessarie modifiche dei propri codici per conformarsi alle norme codificate nei Patti sui diritti Civili e politici, e economici sociali e culturali, né tantomeno abbia avviato modifiche nelle politiche che derivano da un Regime mono-partitico.
Considerato che in Libia esiste e viene praticata sistematicamente la pena di morte e che secondo l’Associazione Nessuno Tocchi Caino sono praticate anche esecuzioni extra-giudiziarie.
 

Considerato che la Libia NON ha ratificato la Convenzione di Ginevra sui Rifugiati del 1951.
 

Considerato che la Libia NON ha ratificato lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale.
 

Considerato che le maggiori organizzazioni non-governative dei diritti umani da Amnesty International a Human Rights Watch, dalla Federazione internazionale delle lege dei diritti umani a Medici Senza Frontiera per finire a Reporters Without Borders hanno in più occasioni denunciato la sistematica violazione dei diritti delle donne, bambini e migranti.
 

Si chiede di sapere:
 

Se il Ministero degli Esteri sia stato informato della proposta del Consiglio di Facoltà  dell’Università degli Studi di Sassari e se intenda partecipare alla formulazione del parere.
 

Se il comitato di valutazione formato dal preside e i due orofessori si recherà in Libia per delle missioni di verifica del rispetto del principio di legalità da parte del Governo libico; e se in particolare intenda visitare i campi di migranti siti tanto nel deserto, come l’oasi di Kufra, e sulla costa.
quale sia l’orientamento del Ministero dell’Università  e della Ricerca Scientifica in merito al conferimento della Laurea Honoris Causa;
 

in caso di orientamento positivo, in base a quali valutazioni di tipo giuridico relative all’aderenza da parte del Colonnello Gheddafi allo Stato di Diritto internazionale, alla certezza del diritto a livello nazionale nonché alla promozione e protezione dei diritti umani universalmente riconosciuti il Governo intende confermare la proposta del Consiglio di Facoltà  dell’Università  degli Studi di Sassari.
 

Se il conferimento di una laurea honoris causa a un Capo di Stato al potere da 40 anni e non democraticamente eletto possa essere ritenuto in linea cogli insegnamenti dell’ordinamento italiano in materia di diritto costituzionale e diritto internazionale."
 

Email AnsaMed - "Ottima e abbondante. Li avete grigliati ben bene!"
 

Io - "Si meritavano molto peggio!"

 

SMS NZ - "Je t'appelle ce soir"
 

Io - "Ce soir j'ai une réunion jusqu'à tard. Peut être demain? box"

Tuesday, January 13, 2015

Episode XIV - first draft

Prima di uscire di casa per andare a correre, per puro caso la radio era puntata su una stazione locale che apriva il notiziario dicendo che gli agenti del Nucleo assistenza emarginati della polizia capitolina avevano eseguito uno sgombero sul lungotevere Pietra Papa. A pochi metri dall’acqua quaranta nomadi avevano infatti allestito un insediamento di altrettante baracche. Ventisette uomini e tredici donne, tutti di nazionalità romena, ci ha tenuto a sottolineare il giornalista, erano stati allontanati dall'insediamento abusivo per la bonifica del territorio e per scongiurare eventuali pericoli, vista la vicinanza del fiume - in effetti di questi tempi le piene possono essere piuttosto improvvise e minacciose. Le baracche sono state demolite e tutta l’area è stata ripulita dall’enorme cumulo di rifiuti creatosi a ridosso dell’accampamento. Non ho la più pallida idea di dove sia questo tratto di lungotevere, magari in periferia, ma se iniziano da lontano niente eviterà che presto arrivino anche a Testaccio. Forse dovrei andare ad avvisare gli abitanti delle baracche?


Email Cristina Puoto - "Grazie per ieri, è stata una bella rimpatriata. Grazie anche per non aver provocato il povero Massimo su certi temi. Si percepisce che un missionario come lui è stato per anni si trovi in grosse difficoltà in Italia. Almeno vi siete trovato d'accordo su molte cose relative ai diritti umani e al dialogo intra-religioso. Anche la cena non è stata male no?"

Io - "Esiste la categoria delle violiste ecumeniche? Perché se sí ti candido per la presidenza d'onore! Si, povero Massimo, devo dire che è veramente una bravissima persona, seria, sincera e motivata. Speriamo solo che Roma ladrona, e magnona, non finisca con magnarsi anche lui. Magari lo invito in Senato ad assistere a una seduta di quelle dove c'è dibattito così si rende conto che anche qui c'è tanto bisogno di opere di bene. Magari un'altra volta ceniamo da soli? T'ho visto in forma ;-)"

C - "Come si dice a Roma? Mica ce starai a prova'?"

Io - "Beh alle medie non ci son riuscito quindi… Diciamo che prima devo apprezzare la tua performance musicale e poi potremmo andare a cena sempre a Monti, che è in zona. A presto e alé viola!"


WhatsApp Edo - "Che ha detto il medico? Camera iperbolica per un mese? Cura ricostituente? Beauty Farm? Chirurgia plastica?"

Io - "Ha chiesto chi mi riduce in questo stato. Qualche suggerimento?"

E - "Almeno un paio… qui sotto trovi il resoconto della vostra visita al campo rom dell'altro giorno. Lo faccio circolare ai senatori e alla stampa ok?"

Io - "Si grazie!"

E - "L’area di Via dei Gordiani nel Comune di Roma è considerata un campo rom ‘autorizzato’, dotato di una recinzione con decine di telecamere puntate nell’area esterna ed interna con alcuni addetti alla vigilanza della Società ‘Risorse per Roma’ che coprono turni h24. I campi autorizzati, secondo il piano nomadi varato dalla giunta Alemanno, sono stati concepiti come "villaggi della solidarietà" per far uscire i rom da una condizione di illegalità e di disagio, al costo umano ed economico di decine di sgomberi spesso totalmente o parzialmente privi di alternativa d'alloggio. Il piano nomadi del Comune di Roma è costato oltre 30 milioni di Euro, cifra con la quale si potevano costruire molte nuove case popolari che avrebbero alloggiato decentemente centinaia di famiglie Rom, iniziando un percorso virtuoso già iniziato in altri comuni come ad esempio a Torino.
 

Nel campo vivono circa 300 persone con molti bambini e anziani, molti sono cittadini italiani o comunque nati in Italia. Le gravi carenze riscontrate dalla delegazione riguardano in modo particolare la totale mancanza di servizi di manutenzione delle diverse strutture del campo: dalle strutture abitative tipo ‘container’  agli impianti elettrici, quasi del tutto fuori-norma, fino alle cabine elettriche di facile accesso ai bambini. Qualsiasi miglioria fatta dagli occupanti del Campo viene considerata persino abusiva, imponendo di fatto a questa comunità qualsiasi azione di intervento e di sistemazione delle strutture perché considerate poi dal Comune abusive. Tutti quei milioni di Euro come sono stati spesi?

Appare quindi evidente e urgente fare chiarezza, poiché è totalmente mancante una qualsiasi forma di assistenza sanitaria e risulta del tutto inesistente un monitoraggio da parte del Comune della struttura in generale. L’impressione avuta dalla delegazione è di un totale abbandono della struttura che secondo alcune voci è costata almeno quattro milioni e mezzo di Euro. Nei prossimi giorni verrà presentata un'interrogazione parlamentare urgente ai Ministri degli Interni e al Welfare".

 

Email Studio FQR - Pronti? Anche per quest'anno ci siamo. Ci vediamo mercoledì prossimo al Progetto Calabiana a Milano nel primo pomeriggio per il fitting. La sfilata sarà alle 20. Venite incolti, e fateci sapere se avete ospiti. A presto F + D".


SMS NZ - "Salutations de Paris mon cher Ven. Tu me manques déjà. Quand est-ce que tu viens me chercher?"

Io - "Ce weekend?"

Monday, January 12, 2015

Episode XIII - first draft

Correre va bene, ma solo se in piena solitudine. Correre fa bene, ma parlarne no. Ci son quelli che iniziano una qualsiasi attività, o si interessano per caso a un tema, a una persona o a un luogo, e subito diventano degli appassionati se non addirittura degli esperti. Nello scenario peggiore, peggiore per chi gli sta attorno, diventano dei seguaci. C'è gente che si lascia trasportare in "una nuova dimensione" o "una nuova fase" in un'attività che da liminare diventa centrale, una sorta di processo purificatore, quasi catartico. Forse si tratta di persone che hanno qualcosa da dimenticare, o non hanno niente di meglio da fare, o non hanno mai avuto interessi sinceri, profondi, convinzioni radicate, oppure semplicemente hanno da poco scovato un nuovo passatempo, buon per loro. Sicuramente son tutte possibilità che necessitano attenzione cura, pazienza dedizione, ma di uno specialista. Non la mia. Quando mi chiedono se sono un runner, rispondo, no, corro.

 

SMS Cristina Puoto - "Buongiorno! Massimo è libero solo stasera, ce la fai a raggiungerci a Monti?"
 

Io - "Molto volentieri, dopo il vespro?"
 

C - "Sempre il solito! comunque sì, alle 1930 in piazza della Madonna dei Monti".

 

WhatsApp Edo - "Dove sei?"

Io - "Ah, scusa, Edo e bongiorno. Mi ero dimenticato di dirti che sono andato a fare delle analisi. Tutto questo viaggiare in Africa necessita qualche controllo. Spero di poter arrivare più tardi".


E - "OK. Nel frattempo ti è arrivata la lettera della famiglia F per ringraziarti e per chiederti di farla circolare in Senato con la speranza che tu continui ecc ecc . Te la giro per email".
 

Io - "Grazie".
 

Email E - "Cari Onorevoli,
 

Istituzionalmente in Italia c'è un ufficio tecnico per ogni problema dei cittadini. Anzi pare che ci siano più uffici che problemi, anche se il vero problema è quello di arrivare all'ufficio che dovrebbe aiutarti a risolverlo. Naturalmente c'è anche l'ufficio che si occupa degli italiani all'estero, che opera all'interno del Ministero degli Esteri.
 

Il problema che si vorrebbe portare all'attenzione del direttore di questo ufficio è grosso: si tratta di perorare la causa di un italiano ingiustamente recluso negli Stati Uniti, condannato a rimanere in carcere per tutta la vita nonostante si possa dimostrare la sua innocenza se solo se ne avesse la possibilità. E' imprigionato ormai da dodici anni e tutte le petizioni di appello per la revisione del processo sono state respinte senza motivazione. La giustizia americana ha chiuso definitivamente il caso e non ha la minima intenzione di riaprirlo.
 

Grazie all'interessamento di un amico senatore, la famiglia riesce ad arrivare al cospetto del direttore del Dipartimento Servizi agli Italiani all'Estero, accompagnata dai legali italiani del recluso. Il direttore si dichiara personalmente molto dispiaciuto, ma purtroppo il suo Dipartimento non può intervenire nella questione perché diplomaticamente sarebbe considerata un'interferenza negli affari di un altro Paese.
 

Bisogna ritornare negli Stati Uniti e rivolgersi ad uno studio legale abilitato che inoltri un'altra istanza di revisione. Il nuovo iter può comportare altri anni di angosciosa attesa e comportare spese enormi non più sopportabili dalla famiglia.
 

La situazione è chiara, le difficoltà sono gigantesche ma non c'è alternativa, questa è l'unica strada da seguire. Il Ministero seguirà con attenzione il nuovo percorso forense, ma il suo apporto potrà essere solo esterno. Non può essere coinvolto direttamente. I documenti restano sul tavolo. L'impressione della famiglia e dei legali è quella di aver sbagliato ufficio. Forse non è il “Servizio italiani all'Estero?
Voi che ne pensate? Grazie per l'attenzione".

 

AnsaMediterraneo - "Senatore buongiorno, una battuta su Cipro che domani votate?"
 

Io - "Sono all'ospedale per controlli quindi non ho tempo. Comunque verrà messa la fiducia quindi non ci sarà alcun dibattito sulle varie missioni che andremo a rifinanziare. Su Cipro l'unica cosa da dire è che si tratta di una vergogna continentale: la più antica missione di pace delle Nazioni Unite si trova sul territorio dell'Unione europea, di quella stessa Unione europea che ha vinto il premio Nobel per la pace proprio per aver perseguito la pacificazione tra paesi in guerra attraverso la promozione di un'unione politica di stati che hanno rinunciato a parti importanti della loro sovranità! 

L'UE con Cipro s'è comportata nel modo più "levantino" che si potesse immaginare. Ha truffato i turco-ciprioti accogliendo tutto l'isola come territorio dell'Unione, ma riconoscendo legalmente e politicamente solo la parte meridionale come unico rappresentante dei tutti gli abitanti del nuovo territorio europeo. Occorre non dimenticare che fino a pochi giorni dal voto sul Piano Annan nel 2004, la Repubblica di Cipro aveva deciso di votare a favore della riunificazione, salvo cambiare idea una volta che la Grecia e il Commissario all'allargamento le avevano garantito il riconoscimento politico e l'inclusione - che avvenne puntualmente una settimana dopo il voto contrario al referendum - indipendentemente dal risultato del plebiscito. 

Continuare a tenere in vita la missione UNFICYP, escludere 250mila turco-ciprioti dalle istituzioni europee rappresenta la meno "europea" delle decisioni possibili. Per quanto riguarda la nostra partecipazione alla missione con quattro carabinieri disarmati a guardia di un cessate il fuoco in una zona del mondo dove non si spare da 40 anni, beh, mi pare che non ci siano parole adeguate per motivare politicamente o diplomaticamente questo nostro straordinario contributo: è una vera e propria barzelletta! 

Mantenere in vita la missione UNFICYP è una decisione che incide non solo sul bilancio dell'ONU e dei paesi interessati - e tutti sappiao quali siano le disgrazie economiche della Grecia e di Cipro - o sulla vita di 250mila persone, ma è anche una decisione che blocca il processo di avvicinamento della Turchia verso l'Unione europea.

AM - "Grazie. Quindi lei come voterà?"
 

Io - "Non parteciperò al voto. Come sa l'astensione in Senato equivale al voto contrario. Adesso la saluto che il medico m'aspetta!".


SMS NZ - "Tu est triste"

Io - "assaiz..."

Saturday, January 10, 2015

Episode XII - first draft

Il contare metre corro ha ormai la meglio sull'ascolto della BBC. Complice la pioggia, ma complice anche la scarsa qualità delle ultime trasmissioni - anche loro si ripetono quando non ci sono breaking news - non aiuta a evitare di farmi trasportare nella "conta". Tanto è l'impegno nel buttarmi subito sui numeri, tra l'altro mi son accorto che salto intere decine, che mi son anche dimenticato di andare a fare un sopralluogo dove settimana scorsa avevo visto il fuoco. Non mi son però dimenticato di fare delle ricerche su internet. In effetti, pare che negli anni siano stati censiti quasi 100 "insediamenti" abitativi sulla banchina del Tevere. Centro! Immagino che ospiteranno intorno al migliaio di persone. Una piccola città... Chiaramente questi accampamenti non si trovano tutti nel tratto di Tevere che bagna Roma, ma di certo basta affacciarsi da qualsiasi ponte nella zona centrale della capitale, diciamo tra l'Olimpico e Testaccio, per vedere come in effetti c'è chi, letteralmente, vive sotto i ponti. Ho anche visto che su Twitter hanno aperto un account che si chiama "Roma fa schifo". Difficile dargli torto...

 

Email Ann Gilman - "Dear Senator, please find below the part of the Human Rights report on Italian prisons that we have drafted also after your kind assistance. I would be thankful if you could find some time to have a look at it and let me know your comments. Buona giornata, Ann
 

Prison and Detention Center Conditions
 

Some prisons were significantly overcrowded and antiquated.
 

Physical Conditions: According to the Ministry of Justice, on November 30, there were 66,529 inmates held in 206 prisons designed to hold 47,048. Female prisoners (2,876) occupied separate prison sections. Uneven distribution of prisoners exacerbated overcrowding in certain institutions. For example, Brescia’s prison, which had 90 cells built to house 208 prisoners, had 521 detainees in November. Between January and November, prisons detained 1,176 minors. The law requires the separation of pretrial detainees from convicted prisoners, but in practice they were sometimes held in the same sections of prison facilities. In November approximately 58 percent of inmates were convicted criminals serving sentences, while 42 percent were primarily pretrial detainees.
In July and August detainees organized peaceful demonstrations in several prisons and staged hunger strikes to protest overcrowding and inhuman living conditions. All detainees had access to potable water. Older facilities lacked outdoor or exercise space, and some prisons lacked adequate medical care.
 

According to the independent research center Due Palazzi, 154 prisoners died in custody during the year, 60 of them by suicide.
 

Administration: Seventeen municipalities, six provinces, and eight regions had permanent independent ombudsmen to promote the rights of detainees and facilitate access to health care and other services. The government assigned magistrates to every prison in the country to protect prisoner rights, implement measures to prevent organized crime infiltration into prisons, and examine alternatives to incarceration. The magistrates also made decisions on parole and eligibility for work release. Prisoners had access to visitors and attorneys and were allowed to submit complaints to judicial authorities, who generally investigated credible allegations.
 

Monitoring: The government and NGOs regularly monitored the prison system. The government permitted independent human rights organizations, parliamentarians, and the media to visit prisons and detention centers. The Council of Europe’s Committee for the Prevention of Torture periodically visited prisons and detention facilities, most recently in May. The government also provided representatives of the Office of the UN High Commissioner for Refugees (UNHCR) access to detention centers for undocumented migrants in accordance with the UNHCR’s standard modalities.
Improvements: On February 17, a prison decree aimed at easing the overcrowding in the prison system entered into force. According to the new legislation, pretrial detainees can be held in special “police cells” for up to 48 hours to avoid being temporarily held in prisons together with convicted criminals. Additionally, detainees convicted for minor offenses are allowed to serve sentences of less than 18 months (or the remaining 18 months of a longer sentence) at home under house arrest.

Io - "Good morning Ann, it is a well crafted summarization of what we have discussed. Congratulations to you and your team for the good work! Please keep me posted on its release. On a different note, I would like to take this opportunity to inform you, and if possible through you the State Department, that soon I will be traveling to northern Iraq. The Italians just told me that they will not be able to take care of the security of our group - some six people. I am not asking the U.S. to take over, but would be grateful if you could let State and DOD know that the mission is going to happen. I have seen that the general in charge of the Dyala province is an Italian-American… Will let you know the dates of our mission as soon as everything is finalized. In the meantime I thank you in advance for your consideration. Best, Marco"


WhatsApp - "Buondì! La Stampa ha accettato di pubblicare una tua lettera al direttore. Contento? Prima me la mandi meglio è. Ciao!"

Io - "Al direttore - In Italia è passata quasi inosservata la notizia che, per il quindicesimo anno consecutivo in Afghanistan la produzione di papavero per oppio, e quindi per eroina, ha raggiunto cifre record. Secondo un rapporto del governo degli Stati uniti, sarebbero infatti oltre 200mila gli ettari di terra arabile afgana dedicati alla coltivazione illegale. Dall'intervento del 2001, gli americani hanno investito oltre 7,5 miliardi di dollari per eradicarne le colture. Altrove le Nazioni unite hanno promosso colture alternative di tutti i tipi. Malgrado ciò, in 10 anni la superficie dedicata a una coltura proibita da trattati internazionali di uno dei paesi più poveri del mondo è quasi quadruplicata.

Secondo l'ispettorato generale degli Usa, quella dell'oppio è un'economia che vale intorno ai tre miliardi di dollari in continua espansione. Mentre questi dati vengono resi noti, la comunità internazionale si prepara a una sostanziale diminuzione della presenza militare in Afganistan ritenendo la missione compiuta.

Le risparmio, ma solo per questa volta, la polemica antiproibizionista a favore della legalizzazione della produzione dell'oppio afgano per farne morfina per i poveri - sicuramente saprà che l'80% del mondo non ha accesso agli analgesici - ma La inviterei a interrogare il nostro governo sulla saggezza di tale ritirata. Possibile infatti che di fronte a 7,5 miliardi di dollari buttati via in un decennio nessuno non si ponga il dubbio dell'efficacia dell'eradicazione delle colture proibite e continui a narcotizzare il dibattito sulle alternative possibili a questo disastro?"


Email TimeMagazine - "Buongiorno senatore, ho quasi finito il pezzo di cui abbiamo parlato l'altro giorno e la ringrazio ancora per l'assistenza. Mi conferma quindi che tutte le proposte di riforma del finanziamento pubblico dei partiti non verranno più prese in considerazione in questa legislatura?"

Io - "Temo che alla fine qualcosa, di molto cosmetico, verrà comunque proposto. Nessuno - sottolineo nessuno - sa che cosa succederà nel prossimo anno e mezzo… Sicuramente il suo pezzo sarà più che aggiornato e reliable per un bel po'. Regards."


SMS NZ - "Ven. on m'a appelée de Paris. On doit parler…"

Io - "Pas ce soir, Nazé, malheuresement j'ai une reunion... bsx"

Friday, January 9, 2015

Episode XI - first draft

Stamani la BBC ha intervistato Giandomenico Picco. Quasi tutti i paesi europei che hanno un contingente militare presente sotto l'egida dell'ONU hanno dei connazionali sequestrati. Picco, che era stato sottosegretario delle Nazioni unite sotto la reggenza di Perez de Cuellar negli anni Ottanta, ha raccontato a un meravigliatissimo giornalista della BBC i lunghissimi, e per certi versi, incredibili, passaggi che portarono a una positiva conclusione del famoso e intricatissimo Iran-gate. Nel 1986, tre ostaggi americani furono liberati dopo che vennero consegnate delle armi a Teheran. Erano gli anni della guerra di Teheran contro Bagdad, gli USA sostenevano l'Iraq, ma la scaltrissima amministrazione Reagan, per paure che Saddam vincesse facilmente, architettò un intricatissimo meccanismo di finanziamenti occulti agli iraniani e fornitura di armi ai pasdaran coinvolgendo le pattuglie anti-sandiniste in Nicaragua, i cartelli del narcotraffico latino-americano e il Mossad!

Nell'immane casino transnazionale di quel affair, tra le tante cose, erano stati presi prigionieri tre cittadini americani, uno venne tenuto prigioniero addirittura per 7 anni! Al termine della guerra tra Iran e Iraq, nell'estate del 1988, Picco concluse le estenuanti trattative che aveva portato avanti su mandato dell'ONU - Dopo che Bush padre lo chiese informalmente. Il tutto fu possibile grazie a un rapporto diretto con Hezbollah, che allora aveva una connotazione esclusivamente militare. Picco, con una compassatezza glaciale, racconta che in una fase delicata dei negoziati, Hezbollah pretese un rapporto diretto con lui, più mediato dall'Iran o dalla Siria. Siccome si trattava di un'organizzazione che agiva nella totale segretezza, Picco accettò di essere rapito dai miliziani, e dalla posizione di ostaggio, diresse le fasi finali dei negoziato. Quando qualcuno veniva liberato, Picco ero trattenuto prigioniero, come se fosse una sorta di assicurazione che i patti venissero rispettati. Fortunatamente, tutto si concluse positivamente e sull'onda di quel rapporto diretto con Hezbollah si arrivò a una serie di liberazioni di prigionieri e ostaggi un po' in tutto il medio oriente. La calma, efficacia e saggezza di Giandomenico Picco sono totalmente sconosciute agli italiani. Non credo che una TV italiana gli abbia mai dedicato un profilo. 

Nelle sue momorie "Man Without a Gun" del 1999, Picco racconta che, dovunque andasse, anche nell'Afghanistan dove le truppe sovietiche erano state costrette alla ritirata e nel paese vigeva il caos, non poteva iniziare la giornata senza correre. Lo aiutava a prepararsi al compito che lo aspettava…
 


Riunione delle Commissioni esteri e difesa di Camera e Senato. Commissione difesa, Senato della Repubblica.

Presidente Canepa - "Buongiorno colleghi e governo. Prima di passare alla votazione degli emendamenti il governo ha chiesto la parola".

Sottosegretario Piola - "Grazie presidente e buongiorno a tutti i deputati e senatori. Informo che nel pomeriggio il governo porrà la questione di fiducia sul decreto rifinanziamento delle missioni. Siccome so che molti di voi intendono partecipare alla messa in memoria della scomparsa dell'onorevole Chiassi, che ci ha lasciato l'altro giorno, mi pareva giusto informarvi informalmente di ciò.

C - "Ringraziamo il sottosegretario Piola per questa informazione. Propongo quindi di passare direttamente, e velocemente, al voto degli emendamenti per poi dar la possibilità di partecipare alle esequie del nostro collega. Cominciamo quindi coi pareri dei relatori e quello del governo".

Relatori - "Invito al ritiro per tutti gli emendamenti, in caso contrario parere contrario. Gli ordini del giorno invece presentano alcuni aspetti di criticità che abbiamo affrontato, anche col governo e coi presentatori, che, qualora dovessero accettare le riformulazioni, avrebbero tutti parere farevole"
 

Capogruppo Centrosinistra - "Grazie presidente, il nostro gruppo ritira tutti gli emendamenti a mia prima firma e accetta le riformulazioni del governo relative agli OdG".
 

Capogruppo Centrodestra - "Idem presidente".
 

Io - "Grazie presidente, io non ritiro i miei emendamenti, sono solo quattro, e faccio miei quelli dei gruppi assenti stamani in modo che resti agli atti che son stati messi al voto. Accolgo invece tutte le riformulazioni relative agli OdG. Grazie".
 

C - "Grazie passiamo ai voti".
 

[votazioni]
 

C - "Tutti gli emendamenti sono stati respinti a stragrande maggioranza mentre tutti gli ordini del giorno sono stati accolti dal governo. Grazie a tutti ci vediamo in aula nel pomeriggio".

 

WhatsApp  Simone - "Ma possibile che il governo mandi un sottosegretario a dire quelle cose in commissione?!?"
 

Io - "Si tratta pur sempre di un governo tecnico no? Hai visto cosa dice la pagina personale del sottosegretario? Farmacista cattolico! Chi altro avresti messo come sottosegretario alla difesa tu?"
 

S - "Almeno un internista!"
 

Io - "Ah certo dopo l'interista che c'era prima sarebbe comunque stato un passo avanti! Non ci informi più di quel che dice l'assistente del tuo capogruppo?"
 

S - "T'ha intravisto al festival del cinema africano l'altra sera. Ha detto che siete una coppia molto chic…"
 

Io - "Se lo dice lei!"

 

Email Nick Glazer - "Hey man - I listened to the podcast of your radio program on Bahrein. Good Job! The big fish of the Al Wefaq Party is going to be in Europe next week. Want to meet him? Should he come to Rome?
 

Io - "Si! Let Chiara escort him to the Eternal City!"
 

N - "I knew it! Will see what I can arrange. Ciao".

 

WhatsApp Edo - "Hai sentito la BBC stamani? Perché non audite questo Picco in commissione diritti umani per parlare di liberazione di ostaggi?"
 

Io - "E che siamo diventati, "chi l'ha visto?" Picco era un candidato ideale per questo governo di 'tecnici' e invece in Italia non lo conosce nessuno!"
 

E - "Già, io l'ho scoperto stamani… ma solo perché negli anni '80 non ero ancora nato…"
 

Io - "Magari i tuoi genitori non si conoscevano neanche all'epoca della guerra Iran-Iraq".
 

E - "A proposito, avete deciso quanto partite per Erbil?"
 

Io - "Non decido io, aspettiamo che ci dicano quando andare… Meno male che sarà un fine settimana perché qui sta succedendo tutto tutto insieme. Hai preparato quelle interrogazioni sugli italiani in carcere all'estero che ti avevo segnalato?"
 

E - "Te le mando tra poco"
 

Io - "Grassie!"

 

Chiamata UfficioStampaPD - "Oi senatoreeee, c'è qui una giornalista straniera che dice di esser della televisione iraniana. Chiede di te. Che le dico?"
 

Io - "Che sei di origine ebraica! Arrivo arrivo, ma solo per cinque minuti! Intrattienila nel frattempo"

 

Io - "buongiorno, good morning, Salam"
 

Giornalista - "Buongiorno, io parla poco italiano ma c'è interprete. Volevo parlare di carceri italiane se possibile e hanno detto che lei esperto".
 

Io - "No esperto no, ma comunque. Cosa può interesare alla televisione iraniana?"
 

G - "Quale è situazione generale".
 

Io - "Immagino che la situazione, dal punto di vista del numero delle persone detenute, non sia troppo differente da quelle di un paese popoloso come l'Iran. In Italia non si incarcera nessuno per motivi di dissidenza politica, non si pratica sistematicamente la tortura e il nostro paese non prevede la pena di morte ma, non per questo, le condizione detentive sono a norma di legge. Di legge italiana e internazionale. Come sicuramente saprà, la Corte europea dei diritti umani ha più volte condannato l'Italia per il trattamento cosiddetto inumano e degradante dei quasi 70mila detenuti nel nostro paese - oltre un 30% non è cittadino italiano, ma non ho mai incontrato un persiano... Questi trattamenti contrari all'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, sono anche frutto dell'irragionevole durata dei procedimenti penali. Le nostre carceri sono vecchie, i poliziotti penitenziari sono pochi e le pene alternative, che pure esistono, vengono applicate molto raramente. Forse questo sono altre caratteristiche che i nostri paesi hanno in comune... Facciamo così, io porto le telecamere della televisione iraniana a visitare il carcere di Regina Coeli che è qui vicino, se voi mi garantite accesso a un carcere di Teheran. Che ne dice?"
 

G - "Nostra televisione è indipendente, non di governo"
 

Io - "Guardi, le svelo un segreto, non esistono televisioni indipendenti! Non lo è quella italiana figuriamoci quella iraniana. Sono certo che se vuole il modo di ottenere il permesso lo trova. Faccia vedere a chi di dovere questo filmato e vediamo cosa rispondono. Se poi le interessa riprendere l'intervista può prendere un appuntamento coll'ufficio stampa, adesso devo andare. Khoda hafez"
 

G - "Khoda hafez!"

 


WhatsApp Vittoria Menta - "Senatore buongiorno! E' tanto che non ci sentiamo, le andrebbe un caffè più tardi?"
 

Io - "Volentieri dottoressa, ma mi dica subito se anche lei ha degli amici iraniani da farmi incontrare…"
 

V - "Iraniani?"
 

Io - "Pare che vadano di moda di questi tempi. Comunque ok per il caffè ma alla buvette che tanto ormai siamo stati scoperti!"
 

V - "Ma che dice! alle 3?"
 

Io - "Alle 3!"

 

WhastApp M - "Ciao, tra le cose che ha portato Edo c'è una tua sciarpa. Me la tengo. Sa di te."

 

SMS KZ - "N'oubliez pas que ce soir, nous avons Bamako au festival".
 

Io - "J'ai pas envie. Un verre et poi a letto…"

SMS - "Ok. Chez moi alors"

Episode X - first draft

Mi accorgo che quando corro, sempre più spesso perdo la concentrazione. Perdo interi passaggi delle interviste, a volte anche di quelle più interessanti della BBC come quella di stamani che parlava degli investimenti in Libia. Mi ritrovo a contare il numero dei passi in maniera quasi automatica. Era tanto che non mi succedeva e non è un buon segno. La disattenzione porta a errori, spesso cose da poco ma, prima o poi, mi diceva sempre mio nonno, se fai tante cose con persone che non conosci e che non hanno i tuoi ritmi e non sei concentrato, puoi commettere errori anche gravi. Molto gravi. Esiziali - e fu così che imparai una nuova parola. Per ora mi è solo successo di inciampare un paio di volte su qualche pietra fuori asse, anche perché certe mattine quando piove è quasi buio in riva al Tevere, ma non è detto che la mancanza di concentrazione sia solo possibile durante la corsa.


Email WSJ Editorial Office - "Good morning senator. As said yesterday, please find below the letter as published in this morning WSJ European edition. Best, PL
 

"Fouad Ajami does not dedicate time, six years after the attack on Iraq, to address how the coalition went to war. His competence could be of assistance in addressing what options were before the heads of governments of the U.S., the U.K., Australia, Spain, Portugal and Italy in the fall of 2002. In fact, in an interview which appeared both in the U.S. and the Spanish press, Prime Minister Josè Maria Aznar spoke of a real possibility to create the political conditions for a peaceful, but one not immune from prosecution, transfer or exile, for Saddam Hussein, which could have averted a military intervention.
 

Some sort of action against Iraq was certainly necessary, and long time due. The choices that were made to pursue the ousting of Mr. Hussein have not only proven to be expensive, and not yet as effective as predicted, but have also disqualified the promotion of democracy as a weapon of mass attraction, for which we could pay dearly in the future".
 

Io - "Thanks! Have a good day".

 

FW email to UfficioStampaPD - "Compagni buongiorno, siete autorizzati a suggerire all'ufficio stampa del Senato di includere la mia letterina pubblicata stamani dal Wall Street Journal sulla guerra in Iraq nella rassegna stampa. Spasibo!"
 

Email UfficioStampaPD - "Ormai sei irrecuperabile! Prima il Financial Times ora il Wall Street Journal! Ti manca Forbes e poi abbiamo coperto tutto il gotha della finanza imperialista! Dasvidania tavarish! Serena"
 

Io - "Ti fai gioco di me solo perché l'Economist non mi ha mai pubblicato! Per recuperare la tua stima liberal scriverò al Guardian ok? Ciao!"

 

WhatsApp Edo - "Mi sa che ti sei dimenticato che stamani avevi l'incontro cogli iraniani, sono appena arrivati in ufficio…"
 

Io - "No no sto arrivando. Scusami"
 


Ufficio, Palazzo Cenci, Piazza Sant'Eustachio, Roma.
 

Io - "Buongiorno consigliere Azadi, e scusate il ritardo. A cosa devo l'onore?"
 

A - "Buongiorno senatore e grazie per il tempo. Per una volta non abbiamo chiesto un incontro per mettervi in guarda dalle vostre frequentazioni contro-rivoluzionarie. Oggi siamo qui per sollecitare un vostro intervento per quello che sta succedendo in Bahrein. Forse perché si tratta di un attacco alla comunità sciita nessuno ne parla, neanche voi? Non siete forse voi sempre pronti a criticare chiunque violi i diritti umani? Perché non avete detto nulla sulle stragi a Manama?".
 

Io - "Grazie della sincerità consigliere. Comprenderà la franchezza della ima risposta. Non penso di esser uno a cui occorra dare lezioni in materia di dritti umani, specie da qualcuno che viene da un paese dove non si pratica ciò che si richiede ad altri. Detto questo, giusto ieri ho ricevuto un invito per un dibattito sulle cosiddette primavere arabe dove sarà presente anche un rappresentante della Al-Wefaq National Islamic Society. Penso di aver soddisfatto le vostre preoccupazioni. Altro di cui parlare?".
 

A - "Le altre le conosce, ma questa era la più urgente".
 

Io - "Bene. Buona giornata".

 

WhatsApp FrancescoDiLello - "Il deputato di Al-Wefaq chiede se vi potete vedere prima della trasmissione per far due chiacchiere in tutta calma. Magari ci vediamo in quel ristorante libanese vicino alla Radio?"
 

Io - "OK. Pensa te che dall'ambasciata iraniana hanno mandato il tuo amico Azadi per farmi la predica! Gli ho detto della trasmissione, pensaci tu a fargli sapere quando andrà in onda che io perdo la pazienza quando parlo con qualcuno del governo iraniano. Grazie a dopo!"
 

F - "Certo.  A dopo"

 

Email Presidente Pini - "Cari parlamentari, relativamente all'incontro avuto ieri sulla Vostra missione in Iraq, i servizi mi hanno appena fatto avere il documento in allegato con ulteriori informazioni sulla sicurezza in quella regione irachena. Come potrete vedere, confermano che non solo non sarà possibile garantire la vostra sicurezza da Erbil in poi, ma, in caso fosse necessario, anche un'operazione di extraction potrebbe esser garantita esclusivamente dagli americani - che però andrebbero informati in anticipo. Dalla Farnesina mi dicono che di solito gli USA non si assumono la responsabilità per non nationals, neanche se parlamentari. Torno quindi a chiederVi di soprassedere. Son certo che comprenderete. Un saluto, GP".
 

Email Zizzoli - "Grazie Presidente, ho letto il briefing paper in allegato e, anche a seguito della cose che cisamo detti nel Tuo ufficio ieri, ho deciso di non prender parte alla missione. Non mancheranno altre occasioni per occuparci della faccenda anche da Roma. Buona giornata a tutti!"
 

Io - "Grazie Presidente. Mi è già capitato di andare in Kosovo e Afghanistan quando 'non ero nessuno' e in momenti in cui, specie nei Balcani, la sicurezza non poteva esser garantita da nessuno. Confermo quindi il mio viaggio. Al posto dei parlamentari che hanno deciso di non venire verranno altri cittadini - e non tutti italiani. Vi faremo comunque avere tutti i dettagli della logistica, e in inglese, just in case. Cordialmente".

 

SMS Lolli - "Mi ha chiamato Pini per dirmi di convincerti a non andare. E' sinceramente preoccupato per la vostra sicurezza. Sei davvero sicuro di voler andare? Forse tra qualche mese le cose potrebbero esser meno rischiose?"
 

Io - "Fra qualche mese, Camp Ashraf potrebbe non esistere più… Non ti preoccupare, andrà tutto bene".

L - "Buona fortuna!"

 

WhatsApp Edo - "Un mio amico al gabinetto del ministro degli esteri mi chiede se hai bisogno del visto per andare in Iraq?"
 

Io - "Lo facciamo all'aeroporto in Kurdistan. Cerca di selezionare con cura le persone con cui ti confidi, che qui sanno sempre tutto tutti, e alle volte ancor prima che accada… ;-) Se non fai il bravo ti ci porto e ti ci lascio!"
 

E - "Sai che gli fanno a quelli come me?"
 

Io - "Ai pettegoli dici? Gli taglieranno la lingua. Mi pare il minimo!"
 

E - "Si appunto tagliano…"

 

WhatsApp M - "Grazie per stamani. Ho finito ora di piangere. Le tue braccia son sempre rassicuranti".

 

SMS KZ "Dîner chez moi avant avant ton départ?"

Io - "Avec plaisir. Nouvelle cuisine sénégalaise s'il te plait…"
 

K - "Bien sûr mon Ven."

Thursday, January 8, 2015

Episode IX - first draft

Ancora pioggia, non forte, ma insistente e persistente. Ho deciso di correre nella direzione opposta rispetto a Testaccio, meno gente, specie col cattivo tempo, meno inciampi e, sicuramente, mura più imponenti e affascinanti. Stamani la BBC ha intervistato un non meglio individuato rappresentante del cosiddetto governo somalo che ricordava come in Somalia stiano cercando di trovare altre occupazioni per i pirati. Il problema è la povertà, non l'istinto criminale, diceva. E come dargli torto, dopo oltre 30 anni di guerre e legge del più forte, un paese in mano ai signori della guerra e a capi di organizzazioni criminali di ogni tipo, ivi comprese certe di "ispirazione" islamista, quali prospettive può offrire ai propri abitanti? Dopo le parole di buon senso di questo signore che però non si sa di quale fazione del governo facesse parte, hanno affrontato le cosiddette primavere arabe conosciute, quelle di Tunisia, Egitto, Siria e Libia, e quelle sconosciute come quella del Bahrein. In Italia nessuno ne ha scritto neanche per sbaglio…


Email TimeMagazine - "Buongiorno senatore, sono Patrick Lane del Time Magazine, posso chiederle un'intervista nei prossimi giorni? Sto scrivendo un articolo sul finanziamento pubblico della politica in Italia e vorrei conoscere la sua opinione. Quando possiamo incontrarci?"

Io - "Lunch today at the Senate?"

P - "Deal. Will be there at 130pm. Thanks"

Io - "Good. See you later".


SMS numero non in rubrica - "Ciao senatore, sono Cristina, la tua fidanzatina delle medie sei a Roma?"

Io - "??? urka, son passati oltre 30 anni! sei quella cogli occhi belli o quella coll'orecchio assoluto?"

C - "Ora porto gli occhiali e per colpa dell'orecchio".

Io - "Ciao! Cosa ti porta nella cloaca eterna?"

C - "Sostituisco la prima viola al Teatro dell'Opera. Lo trovi del tempo per un caffè uno di questi giorni?

Io - "Ti pare che non trovi del tempo per la fidanzatina delle medie! Anzi se mi suoni Dutilleux ti chiedo di sposarmi:"

C - "Caspiterina che gusti raffinati! Desumo che non giochi più a calcio..."

Io - "Non tocco palla dal 1982, anno dell'ennesimo furto di scudetto da parte della Juventus. Registro il tuo numero e ci sentiamo presto!"

C - "Tra l'altro mi ha scritto il nostro ex-compagno di classe Massimo Bassi dicendomi che per un periodo sarà a Roma, te lo ricordi? Quello sempre silenzioso, che però giocava bene a pallone… S'è fatto prete, e dopo 15 anni da missionario in Africa è tornato in Italia per star vicino alla madre che non sta bene. Magari ci vediamo anche con lui che officia il matrimonio dopo la sonata?"

Io - "Moglie e buoi dei paesi tuoi! A presto allora ciao."


Telefonata Numero Sconosciuto - "Good morning, This is Thomas Leon of the editorial office of the Wall Street Journal, is that you senator..."

Io - "Speaking"

TL - "I wanted to double-check if you were really the member of parliament that sent the letter to us the other day".

Io - "That's right".

TL - "Very well, the letter should be published tomorrow or the day after. Thank you very much. May I ask which constituency you represent? Are you from Rome?"

Io - "Unfortunately, we don't have constituencies in Italy. I am from Florence, and I was elected in Tuscany, but by pure accident".

TL - "What a beautiful place to represent. Well, thanks again, and have a good day!"

Io - "You too".


Aula legislativa, Senato della Repubblica

Io - "Buongiorno presidente, prima di passare all'adozione del processo verbale chiedo a 12 colleghi il sostegno per la verifica del numero legale".

Presidente - "Vediamo se c'è il sostegno. Invito i ritardatari ad avvicinarsi alle proprie postazioni per votare… [forte brusio in aula]… Il sostegno c'è! Dichiaro aperta la verifica del numero legale. Votate colleghi. Hanno votato tutti? Grazie. Dichiaro chiusa la votazione… il Senato NON è in numero legale. La seduta è sospesa."

 

Lolli - "Se hai un attimo, passiamo dal mio ufficio che così ti do il nemo degli israeliani? Tra l'altro l'Ambasciatore Goldstein vorrebbe incontrare i senatori che hanno preso la parola l'altro giorno in aula o hanno fatto dichiarazioni publbiche per criticare la scelta del governo di votare a favore del riconoscimento della Palestina all'ONU".

Io - "Andiamo andiamo. Volentieri partecipo, così finalmente lo conosco".


 

Canato - "Grazie per aver illustrato l'odg l'altro giorno e per il contatto per l'intervista. Ho appena preso un appuntamento telefonico nel mio ufficio con loro, se ti vuoi unire è tra un'ora. Subito dopo ho invitato a pranzo l'Ambasciatrice turco-cipriota sei il benvenuto. Siamo qui in senato.

Io - "Grazie, passo volentieri in ufficio ma alle 130 ho un ospite. Magari la saluto o prendiamo un caffe insieme più tardi. Tu hai piani per andare presto a Nicosia?".

C - "Dobbiamo parlare proprio di quello".

Io - "OK, allora a dopo".

 

SMS commissione diritti umani - "Senatore, il Presidente vorrebbe sapere se ci sarà all'audizione delle 15 con il direttore del DAP".

Io - "Certamente!"


 

Numero Sconosciuto - "Buongiorno senatore, è la batteria di Palazzo Chigi, la cerca il Presidente Pini, posso passare la chiamata?"

Io - "Ci mancherebbe!"

P - "Buongiorno senatore, scusa il disturbo, ho saputo che prenderai parte a una missione in Iraq. Ho appena parlato con la Farnesina e coi servizi e mi hanno chiesto di incontrarvi tutti nel mio ufficio quanto prima. Può andar bene tra un'ora?"

Io - "Meglio un po' prima. Comunque siamo rimasti in due, io e Zizzoli".

P - "Vi aspetto alle 10 allora. Grazie"


WhatsApp M - "Non lasciarmi sola al funerale".

Io - "Dov'è e quando?"

M - "Domattina alle 8 alla chiesa dietro casa mia".

Io - "Ti suono alle 730".

M - "Grazie".


Email segreteria - "Senatur! ti cercano dall'Ambasciata iraniana. Posso dargli il tuo numero?"






Io - "Ci mancavano i mullah! Certo certo dagli pure. Grazie, ciao!"

Wednesday, January 7, 2015

Episode VIII - first draft

La pioggia non mi ha fatto arrivare fino a dove avevo visto il fuoco ieri mattina. La pioggia deve aver anche cancellato i piani per la colazione all'aperto di chiunque viva nel canneto. Chissà che umidità deve esserci in una baracca fatta con materiali trovati in giro e tenuti insieme alla meglio. Ma soprattutto chissà che vita deve esser quella di chi non ha casa e, sicuramente, non avendo lavoro vive di espedienti se non totalmente al di fuori della legge. So per certo, perché è quel che faccio da 10 anni, che vivere senza riscaldamento e non usare l'acqua calda mette a dura prova spirito e corpo; ma se dovessi star per morire di freddo a letto, o sotto la doccia, potrei sempre premere un interruttore e tutto si risolverebbe. Anche se non mi è mai passato neanche per l'anticamera del cervello, da qualche parte, magari in uno scantinato della mia mente, dove son racchiuse le certezze - almeno quelle pratiche - so che quell'interruttore esiste. Però come affronterei il freddo se fosse l'unica costante con la quale dovermi confrontare in inverno, proprio non saprei...


WhatsApp M - "Mio zio è morto stanotte. I funerali saranno dopodomani al mattino presto".

Io - "Mi dispiace. Più tardi chiamo i tuoi. Purtroppo non potrò partecipare perché non sarò a Roma. Ti abbraccio".

M - "Capisco..."


AnsaAsia - "Senatore buongiorno e scusi l'ora ma poi non vorrei che avesse commissione. Le volevo chiedere un commento sulla conferenza di donatori sull'Afghanistan che si apre stamani a Londra. Ho letto dal resoconto di ieri che presenterà un OdG anche su quello?"

Io - "Non proprio ma comunque grazie per la domanda. Per quel che son riuscito a capire seguendo il dibattito di preparazione della conferenza sul futuro dell'Afghanistan, temo che nessuno avanzerà proposte di radicale revisione delle politiche proibizioniste sul papavero che, oltre all'oppio, produce - potrebbe produrre - anche potenti analgesici come la morfina e la codeina che restano medicine sconosciute all'80% degli abitanti del pianeta terra!. Se la strategia della conferenza dovesse esser esclusivamente incentrata sulla ratifica dell'aumento della presenza militare, con la sciagurata proposta di coinvolgere addirittura anche la Russia nelle iniziative di eradicazione delle colture, e sull'offerta di danaro ad alcune fazioni talebane perché depongano le armi, l'insuccesso è assicurato.

AnsaAsia - "Ma i Talebani restano comunque una minaccia per la sicurezza di quel paese e proprio dall'oppio traggono buon parte dei loro finanziamenti…"

Io - "Posto che neanche 100mila militari non afgani potranno mai controllare un paese della superficie e asperità morfologiche dell'Afghanistan, e che i droni senza pilota hanno dimostrato i loro drammatici e tragici limiti andando a colpire spesso dei non combattenti, per creare le condizioni di un minimo di progresso socio-economico e politico per il popolo afgano, occorre investire nella regolamentazione della produzione della pianta medica proibita che oggi resta fonte di finanziamento per corrotti e corruttori in Afghanistan. Non sono solo i Talebani infatti a trarre finanziamento dal papavero, ma anche altri gruppi del tutto scollegati da essi e tra di loro. Per non parlare naturalmente delle mafie cinesi, pakistane e russe. Insomma, perché dobbiamo continuare a investire fior di milioni di euro in politiche hanno ampiamente mostrato i loro fallimenti?

AnsaAsia - "L'Italia che ruolo potrebbe giocare a Londra?"

Io - "Beh, considerato che a oggi, oltre il contingente militare, in Afghanistan l'Italia è stato il punto focale della riforma giudiziaria - dico bene riforma giudiziaria! Un paese come il nostro messo pressoché quotidianamente alla berlina dalla Corte europea dei diritti umani va a insegnare all'Afghanistan come si organizzano i tribunali, come si preparano i giudici, gli avvocati e come si riforma il codice penale!!! Se solo questi poveri afgani sapessero… Comunque, a parte questo aspetto - che non è marginale - l'Italia dovrebbe farsi promotore di una sorta di auto-critica costruttiva a livello europeo e continuare a lavorare per il passaggio di consegne tra la presenza militare e quella civile e, allo stesso tempo, avviare dei progetti pilota per la produzione di oppio medico - non foss'altro che per aiutare i poveri afgani che producono oppio per tutto il mondo ma che non hanno morfina per se stessi! Poi, visto che a rotazione avremo presto di nuovo il comando dell'ISAF, occorrerebbe che il controllo della piena applicazione delle regole d'ingaggio venisse praticato sistematicamente e le varie violazioni di cui abbiamo ogni tanto notiziea venissero perseguite a norma di legge - nazionale e internazionale.


WhatsApp Edo - "Niente commissione stamani, il governo non può venier perché son tutti a Londra. Neanche aula perché la commissione bilancio non ha ancora finito il parere sull'altro decreto. Ah, se stasera fossi libero, c'è il festival del cinema LGBT! I miei amichetti sarebbero contentissimi se tu venissi, hai un nutrito gruppo di fan tra di loro".

Io - "Maddai, chi l'avrebbe mai detto! Per l'appunto stasera c'è anche la serata inaugurale del cinema africano… magari c'è un film gay anche lì!".

E - "Ah scusa! Mi ero dimenticato della gazzella! Ubi maior…"

Io - "Si ecco appunto, ubi maior, ahahah magari vi raggiungiamo dopo per un cognac, tanto non siete razzisti no?"

E - "Abbasto il razzismo, ma sappi che noi signorine beviamo solo gin and tonic. Magari ti scrivo dopo il primo spettacolo. Hai sempre la roba qui in ufficio! che me l'hai fatta andare a prendere a fare così di corsa?"

Io - "Per farti spettegolare col portiere no! Prima o poi me la porto via. A proposito, è morto lo zio di Molly, faresti per favore un telegramma ai suoi? non me la sento di chiamarli. Grazie. L'indirizzo ce l'ho nel computer. Grazie".

E - "Certo. Mi spiace. Lo faccio subito. Ciao".

Io - "Grazie".


Email Pres. Lolli - "Graze per ieri. Anche se la delegazione dell'ANP si aspettava un altro tipo di 'benvenuto' hai fatto bene a sollevare le questioni relative alla sovranità e al loro diritto penale. Se passi da me in giornata ti do il memo che mi aveva inviato l'Ambasciata israeliana prima dell'incontro".

Io - "Prego, figurati. Chissà come mai a me non mi mandano mai nulla…".

L - "E cosa ti dovrebbero mandare? Nessuno più di te è dalla loro parte!"

Io - "Non mi par proprio... e lo dico con rammarico. Hai mai provato a parlare di sovranità nazionale con un israeliano? Anche la vecchia guardia sionista e laburista non ha mai avuto dubbi circa la necessità di uno stato ebraico. Certo poi c'era anche chi capiva quale fosse la prospettiva di un ingresso nell'Unione europea, ma oggi, contro anche i più recenti sondaggi d'opinione, la classe politica israeliana considera l'UE un tabù, se non un vero e proprio nemico!"

L - "Parliamone de visu che è una questione complessa. Ci sei alla notturna in commissione?"

Io - "No grazie, ho già dato! Divertitevi. Ciao"


SMS KZ - "Ven. je viens te chercher vers 19h00 ça va?"

Io - "Parfait. A' plus!"

Tuesday, January 6, 2015

Episode VII - first draft

E' un po' di tempo che quanto la mattina arrivo all'altezza del ponte di Testaccio sento un odore di bruciato. Non proprio di legno bruciato... Alle volte c'è anche un forte odore di cibo bruciato. E non dei migliori... Stamani ho deciso di rallentare per capire da dove potesse venire. Dall'altra del fiume, poco lontano da una caserma dei vigili del fuoco, ho notato delle fiammelle tra le frasche. Messo meglio a fuoco, ho notato anche dei pezzi di tela, di cartone e ondulato disposti a mo' di capanna... Poi ho visto un gran movimento di persone che, presumibilmente, si stavano preparando qualcosa da mangiare.  Allargando l'inquadratura complicata dalle lacrime del freddo, ho visto che in effetti tra le canne c'erano altre capanne vicino al luogo del fuoco. Il fumo era nero e piuttosto fitto, ma dalla caserma dei vigili non notavo alcun movimento. Devo ricordarmi di andare a correre dall'altra parte domani e vedere meglio.


Ponte Sisto, in direzione del lungotevere dei Vallati.

Io - "Tenga, son tutti gli spicci che ho".

Mendicante - "Grazie, grazie. Dio ti benedica"

Io - (sottovoce) "Dio non esiste, altrimenti…"


Riunione delle Commissione esteri e difesa di Camera e Senato. Commissione difesa, Senato della Repubblica

Lolli - "Buongiorno colleghi e benvenuto al governo. Per una volta partiamo con l'illustrazione degli ordini del giorno per poi passare agli emendamenti. Ringrazio tutti coloro che hanno deciso di riservarsi la possibilità di presentarli eventualmente in aula, ci aiuterà a guadagnare tempo in commissione; ne resta comunque uno relativo alla presenza italiana nella missione Onu a Cipro.

Io - "Grazie presidente, il senatore Canato purtroppo ha avuto un contrattempo stamani e mi ha chiesto di illustrare l'OdG, che ho comunque firmato. Procedo.

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge di Conversione in legge del decreto-legge, recante proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia, iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione"; 
 

premesso che: 
- il 4 marzo 1964, con la Risoluzione n. 186 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, veniva istituita la missione UNFICYP (United Nations Peacekeeping Force in Cyprus) che divenne operativa il 27 marzo 1964;  


- successivamente, il 15 luglio 1974, un tentativo di colpo di Stato da parte della formazione paramilitare EOKA-B, appoggiata dal governo di Atene in nome del mito dell'"Enosis" per l'annessione di Cipro alla Grecia, provocò la ferma reazione del Governo di Ankara che, per proteggere la minoranza turco-cipriota, inviò le proprie truppe nella parte Nord di Cipro; 

- il Consiglio di Sicurezza dell'ONU chiese alle parti in conflitto un cessate il fuoco, entrato in vigore il 16 agosto 1974, e pose le basi per le negoziazioni tra la Grecia, la Turchia e la Gran Bretagna, le quali, sin dall'indipendenza di Cipro (avvenuta nel 1960) svolgono la funzione di Stati garanti dello statu quo tra le due comunità cipriote; 

- a seguito di tali accadimenti, il Consiglio di Sicurezza estendeva il mandato della Forza di UNFICYP in modo da vigilare sull'applicazione del cessate il fuoco, controllando una Bufferr Zone estesa per una lunghezza di 180 Km ed una ampiezza variabile da 20 metri a circa 7 Km che, di fatto, separa il Nord ove è insediata la comunità turco-cipriota dal Sud ove risiede in maggioranza la comunità grecocipriota e divide in due la città di Nicosia; 
 

- in ottemperanza a quanto premesso, all'articolo 1, comma 9 del provvedimento in oggetto è autorizzata, a decorrere dal 1º gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2012, la spesa di euro 266.997 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Peacekeeping Force in Cipro (UNFICYP); 

- a partire dal 2002, contestualmente alla richiesta di entrata nell'Unione Europea di Cipro, le due comunità promossero con il Segretario generale dell'ONU Kofi Annan un piano per rianno dare i fili del dialogo che prevedeva la creazione di una Repubblica Unita di Cipro, con bandiera nazionale ed inno unificati; 

- su questa concreta ipotesi di soluzione delle controversie cipriote nel 2004 è stato indetto, senza successo, un referendum in cui la maggioranza (64,90%) dei votanti nella zona turca si è dichiarata favorevole, mentre la maggioranza (75,83%) dei votanti nella zona greca ha votato in modo negativo; 

- il 10 maggio 2004, Cipro è entrata a far parte dell'UE, anche se in pratica 1'acquis communitarie si applica, ad oggi, soltanto alla parte del Sud dell'isola, nonostante la stessa Unione avesse comunque previsto concessioni commerciali per stimolare lo sviluppo economico nel Nord; 

considerato che: 
- grazie all'impegno fattivo delle due comunità e al ruolo di sostegno e monitoraggio svolto in prima persona dall'attuale Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, dal settembre 2008 si è riaperta un fase negoziale caratterizzata da alcune novità rispetto al passato con la creazione di sei gruppi di lavoro (governance, affari europei, sicurezza e garanti esterni, territorio, proprietà, questioni economiche) e sette commissioni tecniche per la gestione di problemi legati alla vita quotidiana e la promozione di un clima di fiducia tra le due comunità; 

- dopo ormai cinque anni di lavoro comune, pur registrando progressi nella discussione degli affari europei e dell'economia ed una possibilità dì trovare un compromesso nei campi della governance, della sicurezza e sul ruolo dei garanti che paesi terzi potrebbero svolgere nei confronti di una Cipro riunificata, le richieste delle due delegazioni restano tuttora inconciliabili. Cosi come appare lontano anche il raggiungimento di un accordo sulla dirimente questione del territorio e della conseguente gestione delle proprietà abbandonate a causa degli scontri interetnici degli anni '60 e '70; 

- nel 2102, la grave crisi economica che ha fortemente interessato la Repubblica di Cipro, nonché l'assunzione da parte di quest'ultima, durante il secondo semestre, della presidenza di turno dell'Unione Europea, hanno di fatto generato un ulteriore rallentamento nei negoziati fra le due comunità che, secondo l'inviato speciale delle Nazioni Unite Downer, fino alle elezioni presidenziali sono destinati ad attraversare una fase di stallo; 
 valutato che: 

- nel presente provvedimento, al comma 9, articolo 1 si autorizza ", a decorrere dal 1º gennaio e fino al 30 settembre del corrente anno, la spesa di euro 198.698 per la proroga della partecipazione di personale militare alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Peacekeeping Force in Cyprus (UNFICYP), di cui all'articolo 1, comma 9, del decreto-legge convertito, con modificazioni, dalla legge n. 13."; 

 ricordato che: 
- il Governo italiano ha accolto un ordine del giorno con il quale si impegnava a favorire in sede europea - nel pieno rispetto dell'autonomia del processo negoziale in corso tra le due comunità - ogni iniziativa internazionale, anche economica, volta a facilitare il processo ed il contatto tra le parti per una soluzione concordata; 

 - il Governo italiano ha inoltre accolto un ordine del giorno con il quale si impegnava a continuare a porre in essere ogni utile azione, sia sul piano delle relazioni bilaterali sia negli appropriati consessi multilaterali ed in particolare in ambito europeo, volta a sostenere il dialogo tra le parti in vista dell'auspicato esito positivo del negoziato di pace, a vantaggio delle popolazioni interessate; 

- il Governo italiano ha infine accolto un ordine del giorno con il quale ribadiva l'impegno a continuare a porre in essere ogni utile azione, sul piano delle relazioni bilaterali e negli appropriati consessi multilaterali, volta a consentire il dialogo tra la Repubblica di Cipro e la comunità turco cipriota in vista della conclusione del negoziato di pace, a vantaggio di tutte le popolazioni interessate; ed a sostenere, in contatto con i partner membri dell'Unione Europea e la Turchia, quale uno dei Paesi garanti (Grecia, Gran Bretagna e Turchia), gli sforzi negoziali della missione di buoni uffici portata avanti dalle Nazioni Unite, garantendo la necessaria attenzione alle istanze di entrambe le comunità cipriote; 

- ribadito che l'impegno dell'Italia e dell'Unione Europea per un equo, imparziale e concreto prosieguo del processo negoziale, è ritenuto dagli attori coinvolti un elemento fondamentale per il raggiungimento di un accordo da ratificare con nuovo referendum popolare;

- invita il Governo, nell'ambito delle proprie competenze, ad adottare le opportune iniziative volte a continuare a porre in essere ogni utile azione, sul piano delle relazioni bilaterali e negli appropriati consessi multilaterali, volta a consentite il dialogo tra la Repubblica di Cipro e la comunità turco-cipriota in vista della conclusione del negoziato di pace, a vantaggio di tutte le popolazioni interessate; 

- a ribadire il proprio sostegno, in contatto con i partner membri dell'Unione Europea e la Turchia (quale storico storico garante di Cipro assieme alla Grecia, Gran Bretagna e Turchia), gli sforzi negoziali della missione di buoni uffici portata avanti dalle Nazioni Unite, garantendo la necessaria attenzione alle istanze di entrambe le comunità cipriote. 

Nello scusarmi per la lunghezza dell'illustrazione, ringrazio in particolare il governo per l'attenzione con la speranza che questo ripasso di storia possa aiutare a far sollevare il dubbio che l'Unione europea, che ha vinto il premio Nobel per la pace, possa convivere con la VERGOGNA di ospitare sul proprio territorio la più antica missione di caschi blu!


WhatsApp Simone - "WOW letto tutto, ma proprio tutto tutto tutto. Grande!"

Io - "Si guarda, siccome non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire - e alle sette e mezzo di martedì si è sordi anche senza volerlo - almeno lo abbiamo fatto sentire al circuito interno e, quindi, a Radio Radicale. Non ci potranno dire di non esser stati coinvolti. Grazie, hai fatto un ottimo lavoro, come sempre!"


WhatsApp Edo - "Mi ci porti poi al mare a Cipro?"

Io - "No, ma se continui così ti ci mando! Hai presentato gli emendamenti?"

E - "Si tutto a posto, non ti preoccupare. La tua roba è in ufficio. E' tanta…"

Io - "Te l'ha detto il portiere che è tanta? ahahah"

E - "No, le mie braccia! Ricordati che l'incontro con l'ANP è stato a spostato a oggi nel pomeriggio - anche perché pare che non ci sia aula".

Io - "Perfetto! Grazie a dopo, ciao!"


Sala Raciti, Senato della Repubblica incontro dell'ufficio di presidenza della Commissione affari esteri e immigrazione allargato ai senatori interessati con una delegazione dell'Amministrazione Nazionale Palestinese.

Lolli - "A nome dell'ufficio di presidenza della commissione affari esteri del Senato della Repubblica do il benvenuto alla delegazione dell'ANP. Gli amici palestinesi si trovano in Europa in questi giorni per due motivi, da una parte per continuare la campagna di riconoscimento bilaterale dello Stato palestinese in vista di un riconoscimento alle Nazioni unite, dall'altra per annunciare il desiderio di accedere al Trattato di Roma della Corte penale internazionale. Come sapete l'Italia ha votato a favore della risoluzione presentata in Assemblea generale da decine di stati per un upgrade dello stato della Palestina, il che non ne riconosce la piena appartenenza all'ONU come stato membro, ma sicuramente ha lanciato un chiaro messaggio politico da parte di un ampio fronte di paesi a sostegno del processo di pace in Medio oriente attraverso la creazione di uno stato sovrano - il famoso "due popoli, due stati". Ringrazio il capo delegazione che ci ha voluto far pervenire per posta elettronica tutta la documentazione adottata da Ramallah, chiedo quindi ai senatori presenti se desiderano porre alcune domande ai nostri amici palestinesi.

Io - "Presidente, in attesa che qualche membro della presidenza si senta pronto, col suo permesso, inizierei io. Grazie!  Innanzitutto mi congratulo con le istituzioni palestinesi per la decisione di voler accedere al Trattato istitutivo della Corte penale internazionale, credo che si tratti di una decisione molto importante che ha complesse stratificazioni che non potranno che concorrere al rafforzamento delle istituzioni palestinesi. Lo dico perché, per esempio, l'Italia, che ha ratificato quello stesso trattato nel 1999, a oltre 10 anni da quell'atto non ha adeguato il proprio codice penale alle norme dello Statuto della Corte! Non l'ha fatto per disattenzione politica? Non l'ha fatto per problemi relativi all'immunità delle più alte cariche dello Stato? Non l'ha fatto per l'atteggiamento conservatore dei vetrici del Ministero della difesa? Non l'ha fatto perché ritiene che di esser sempre "willing e able" di perseguire a casa propria eventuali violazioni del diritto umanitario internazionale commesse dai propri militari? Ancora non ci è chiaro - e comunque non passa occasione che, almeno durante queste legislatura, non si sia insistito per sbloccare la situazione - però è certo che non l'ha fatto. L'ANP si è posta tutti questi problemi? Chi aiuterà il vostro parlamento, che come sappiamo non ha più legittimità del passaggio elettorale, e quindi rappresenta un contesto politico che non c'è più, coi problemi legali che emergeranno? Per esempio, esiste il reato di tortura nel codice penale palestinese? Non lo dico per provocazione, lo dico semplicemente perché nella scala di priorità, responsabilità e, forse ancor di più, di credibilità politica internazionale, occorrerebbe che alcuni aspetti relativi al contesto domestico palestinese venissero affrontati per esser chiariti prima di passare alla ratifica di decine di trattati e convenzioni in materia di diritti umani. 


Senza uno Stato di Diritto funzionante a livello nazionale, capace di far rispettare gli obblighi internazionali di un paese, il rispetto dei diritti umani rimane un principi da proclamare, ma non un obiettivo che può esser perseguito efficacemente. 

Seconda questione, la famosa, anzi, mi scuserete, famigerata questione del "due popoli, due stati". Sarà perché faccio parte di una tradizione e storia politica radicalmente liberale, che mette l'individuo e le sue libertà al centro del proprio agire, ma ritengo, continuo a ritenere, che l'autodeterminazione di un popolo, oltre a essere un'altra formula vuota, non include di per sé la possibilità di rispetto delle scelte personali dei componenti di quel popolo. Non son mai stato del parere che la "vox populi" sia "vox dei", anzi! Il populismo è, in potenza, il peggior nemico della democrazia e quindi dell'eguaglianza davanti alla legge! Qual'è il reale bisogno di creare un nuovo stato, quando abbiamo esempi di federazione di stati che vanno allargandosi e rafforzandosi sulla base della devoluzione della sovranità - di vari tipi di sovranità - a giurisdizioni soprannazionali? Se non esistesse la Convenzione europea dei diritti umani, e la corte che lavora per il rispetto delle norme in essa contenute, in Italia si praticherebbero trattamenti inumani e degradanti nelle nostre carceri senza che il governo si senta obbligato a porvi rimedio. Eppure siamo uno stato sovrano, con una bandiera, un esercito, una politica estera - ora, fortunatamente non più con una nostra monetina. Siamo la Repubblica itlaiana. Ma qual'è l'interesse principale di uno stato? Quello di fare gli interessi dello "stato", di un apparato, o quelli dei propri cittadini? E l'interesse di un cittadino, o di un gruppo - etnico o culturale o "sessuale" che sia - può esser ritenuto più importante degli interessi di altri cittadini o gruppi facenti parte dello stesso stato? E questo stato deve esser uno stato etnico? Quale sarebbe il ruolo della religione nella creazione, e nel governo, di questo Stato?

Per ogni domanda, io ho chiaramente una mia risposta, ma siccome siamo qui per ascoltare e non per predicare, spero che da parte dell'ANP ci arrivino parole chiare su questi temi che, senza ombra di dubbio, sono centrali per il benessere futuro dei palestinesi e la pace nella loro regione e altrove.

Prima di concludere, con il suo permesso presidente, vorrei omaggiare i nostri amici palestinesi della traduzione inglese del Manifesto di Ventotene, scritto da tre italiani costretti da Benito Mussolini su un'isola non lontano da Roma perché dissidenti politici nel suo regime fascista. Nel bel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, quando non era per niente chiaro cosa sarebbe successo in Europa, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni - tre liberali radicali come ancora ce ne sono in giro - affermarono che la causa delle guerra è, per l'appunto, la sovranità assoluta degli stati. Spero che questo libriccino possa esser una lettura critica delle prospettive di chi, all'inizio del terzo Millennio, gira il mondo per promuovere il perfetto contrario di quell'analisi.


AgiMediterraneo - "Buonasera senatore, posso chiederle una battuta sull'incontro con la delegazione dell'ANP. Se non ricordo male era contrario al voto favorevole dell'Italia per il riconoscimento della Palestina all'ONU.

Io - "Siccome non era un voto per il riconoscimento della Palestina - l'eventuale modifica dello status alle Nazioni unite avviene con una decisione del Consiglio di Sicurezza - avrei preferito che l'Italia si astenesse, e non perché voglia tenere i palestinesi in una categoria inferiore rispetto al resto del mondo, ma perché la proposta di contrapporre uno stato sovrano a un altro per la ricerca della pace mi pare, mi è sempre parsa, una contraddizione in termini. Per poter arrivare a un negoziato che possa esser produttivo e strutturale, occorre che ai palestinesi venga data la possibilità di vivere in piena e totale libertà, e parlo di libertà civile e politica, non di libertà di contrattaccare. Son convinto che se l'ANP deciderà di affrontare chiaramente il problema delle riforme necessarie per diventare un'organizzazione che governa il territorio sotto la propria giurisdizione sulla base di regole precise, derivate dai più alti standard internazionali - come dicono di voler fare ratificando tutti i trattati internazionali in materia di diritti umani - il clima generale muterà radicalmente. Certo gli europei devono far la propria parte. E gli USA pure. Se però non si arriva neanche a pretendere che un'organizzazione come Hamas si disarmi a Gaza - oltre che chiaramente nei confronti di Israele… Infine, se mi consente un'aggiunta, sono invece molto interessato a capire come l'ANP intenda accedere al Trattato di Roma sulla Corte penale internazionale, perché non basta fare annunci, occorre adeguare la normativa interna a crimini le cui caratteristiche uno può scovare un po' dappertutto…

AgiMediterraneo - "E come le hanno risposto?"

Io - "Con un educato silenzio".

AM - "Quindi?"

Io - "Quindi, per quanto mi riguarda, se di fronte alle genuine richieste di spiegazioni si risponde col silenzio, o non si sa cosa rispondere, cosa che non credo, oppure si ritiene che l'interlocutore non gradirebbe sentire certe cose… Scelga lei".

AM - "Grazie. Quando il rifinanziamento delle missioni arriva in aula le chiederò un'intervista sulla questione cipriota; ho letto che col senatore Canato ha presentato un lunghissimo ordine del giorno".

Io - "Volentieri, ma forse sarebbe bene sentir direttamente lui. A presto!"


SMS KZ - "Ça va mon Ven.?"

Io - "Pas du tout… on se voit demain soir au ciné et je te dirai. Nuit".