Friday, January 9, 2015

Episode XI - first draft

Stamani la BBC ha intervistato Giandomenico Picco. Quasi tutti i paesi europei che hanno un contingente militare presente sotto l'egida dell'ONU hanno dei connazionali sequestrati. Picco, che era stato sottosegretario delle Nazioni unite sotto la reggenza di Perez de Cuellar negli anni Ottanta, ha raccontato a un meravigliatissimo giornalista della BBC i lunghissimi, e per certi versi, incredibili, passaggi che portarono a una positiva conclusione del famoso e intricatissimo Iran-gate. Nel 1986, tre ostaggi americani furono liberati dopo che vennero consegnate delle armi a Teheran. Erano gli anni della guerra di Teheran contro Bagdad, gli USA sostenevano l'Iraq, ma la scaltrissima amministrazione Reagan, per paure che Saddam vincesse facilmente, architettò un intricatissimo meccanismo di finanziamenti occulti agli iraniani e fornitura di armi ai pasdaran coinvolgendo le pattuglie anti-sandiniste in Nicaragua, i cartelli del narcotraffico latino-americano e il Mossad!

Nell'immane casino transnazionale di quel affair, tra le tante cose, erano stati presi prigionieri tre cittadini americani, uno venne tenuto prigioniero addirittura per 7 anni! Al termine della guerra tra Iran e Iraq, nell'estate del 1988, Picco concluse le estenuanti trattative che aveva portato avanti su mandato dell'ONU - Dopo che Bush padre lo chiese informalmente. Il tutto fu possibile grazie a un rapporto diretto con Hezbollah, che allora aveva una connotazione esclusivamente militare. Picco, con una compassatezza glaciale, racconta che in una fase delicata dei negoziati, Hezbollah pretese un rapporto diretto con lui, più mediato dall'Iran o dalla Siria. Siccome si trattava di un'organizzazione che agiva nella totale segretezza, Picco accettò di essere rapito dai miliziani, e dalla posizione di ostaggio, diresse le fasi finali dei negoziato. Quando qualcuno veniva liberato, Picco ero trattenuto prigioniero, come se fosse una sorta di assicurazione che i patti venissero rispettati. Fortunatamente, tutto si concluse positivamente e sull'onda di quel rapporto diretto con Hezbollah si arrivò a una serie di liberazioni di prigionieri e ostaggi un po' in tutto il medio oriente. La calma, efficacia e saggezza di Giandomenico Picco sono totalmente sconosciute agli italiani. Non credo che una TV italiana gli abbia mai dedicato un profilo. 

Nelle sue momorie "Man Without a Gun" del 1999, Picco racconta che, dovunque andasse, anche nell'Afghanistan dove le truppe sovietiche erano state costrette alla ritirata e nel paese vigeva il caos, non poteva iniziare la giornata senza correre. Lo aiutava a prepararsi al compito che lo aspettava…
 


Riunione delle Commissioni esteri e difesa di Camera e Senato. Commissione difesa, Senato della Repubblica.

Presidente Canepa - "Buongiorno colleghi e governo. Prima di passare alla votazione degli emendamenti il governo ha chiesto la parola".

Sottosegretario Piola - "Grazie presidente e buongiorno a tutti i deputati e senatori. Informo che nel pomeriggio il governo porrà la questione di fiducia sul decreto rifinanziamento delle missioni. Siccome so che molti di voi intendono partecipare alla messa in memoria della scomparsa dell'onorevole Chiassi, che ci ha lasciato l'altro giorno, mi pareva giusto informarvi informalmente di ciò.

C - "Ringraziamo il sottosegretario Piola per questa informazione. Propongo quindi di passare direttamente, e velocemente, al voto degli emendamenti per poi dar la possibilità di partecipare alle esequie del nostro collega. Cominciamo quindi coi pareri dei relatori e quello del governo".

Relatori - "Invito al ritiro per tutti gli emendamenti, in caso contrario parere contrario. Gli ordini del giorno invece presentano alcuni aspetti di criticità che abbiamo affrontato, anche col governo e coi presentatori, che, qualora dovessero accettare le riformulazioni, avrebbero tutti parere farevole"
 

Capogruppo Centrosinistra - "Grazie presidente, il nostro gruppo ritira tutti gli emendamenti a mia prima firma e accetta le riformulazioni del governo relative agli OdG".
 

Capogruppo Centrodestra - "Idem presidente".
 

Io - "Grazie presidente, io non ritiro i miei emendamenti, sono solo quattro, e faccio miei quelli dei gruppi assenti stamani in modo che resti agli atti che son stati messi al voto. Accolgo invece tutte le riformulazioni relative agli OdG. Grazie".
 

C - "Grazie passiamo ai voti".
 

[votazioni]
 

C - "Tutti gli emendamenti sono stati respinti a stragrande maggioranza mentre tutti gli ordini del giorno sono stati accolti dal governo. Grazie a tutti ci vediamo in aula nel pomeriggio".

 

WhatsApp  Simone - "Ma possibile che il governo mandi un sottosegretario a dire quelle cose in commissione?!?"
 

Io - "Si tratta pur sempre di un governo tecnico no? Hai visto cosa dice la pagina personale del sottosegretario? Farmacista cattolico! Chi altro avresti messo come sottosegretario alla difesa tu?"
 

S - "Almeno un internista!"
 

Io - "Ah certo dopo l'interista che c'era prima sarebbe comunque stato un passo avanti! Non ci informi più di quel che dice l'assistente del tuo capogruppo?"
 

S - "T'ha intravisto al festival del cinema africano l'altra sera. Ha detto che siete una coppia molto chic…"
 

Io - "Se lo dice lei!"

 

Email Nick Glazer - "Hey man - I listened to the podcast of your radio program on Bahrein. Good Job! The big fish of the Al Wefaq Party is going to be in Europe next week. Want to meet him? Should he come to Rome?
 

Io - "Si! Let Chiara escort him to the Eternal City!"
 

N - "I knew it! Will see what I can arrange. Ciao".

 

WhatsApp Edo - "Hai sentito la BBC stamani? Perché non audite questo Picco in commissione diritti umani per parlare di liberazione di ostaggi?"
 

Io - "E che siamo diventati, "chi l'ha visto?" Picco era un candidato ideale per questo governo di 'tecnici' e invece in Italia non lo conosce nessuno!"
 

E - "Già, io l'ho scoperto stamani… ma solo perché negli anni '80 non ero ancora nato…"
 

Io - "Magari i tuoi genitori non si conoscevano neanche all'epoca della guerra Iran-Iraq".
 

E - "A proposito, avete deciso quanto partite per Erbil?"
 

Io - "Non decido io, aspettiamo che ci dicano quando andare… Meno male che sarà un fine settimana perché qui sta succedendo tutto tutto insieme. Hai preparato quelle interrogazioni sugli italiani in carcere all'estero che ti avevo segnalato?"
 

E - "Te le mando tra poco"
 

Io - "Grassie!"

 

Chiamata UfficioStampaPD - "Oi senatoreeee, c'è qui una giornalista straniera che dice di esser della televisione iraniana. Chiede di te. Che le dico?"
 

Io - "Che sei di origine ebraica! Arrivo arrivo, ma solo per cinque minuti! Intrattienila nel frattempo"

 

Io - "buongiorno, good morning, Salam"
 

Giornalista - "Buongiorno, io parla poco italiano ma c'è interprete. Volevo parlare di carceri italiane se possibile e hanno detto che lei esperto".
 

Io - "No esperto no, ma comunque. Cosa può interesare alla televisione iraniana?"
 

G - "Quale è situazione generale".
 

Io - "Immagino che la situazione, dal punto di vista del numero delle persone detenute, non sia troppo differente da quelle di un paese popoloso come l'Iran. In Italia non si incarcera nessuno per motivi di dissidenza politica, non si pratica sistematicamente la tortura e il nostro paese non prevede la pena di morte ma, non per questo, le condizione detentive sono a norma di legge. Di legge italiana e internazionale. Come sicuramente saprà, la Corte europea dei diritti umani ha più volte condannato l'Italia per il trattamento cosiddetto inumano e degradante dei quasi 70mila detenuti nel nostro paese - oltre un 30% non è cittadino italiano, ma non ho mai incontrato un persiano... Questi trattamenti contrari all'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani, sono anche frutto dell'irragionevole durata dei procedimenti penali. Le nostre carceri sono vecchie, i poliziotti penitenziari sono pochi e le pene alternative, che pure esistono, vengono applicate molto raramente. Forse questo sono altre caratteristiche che i nostri paesi hanno in comune... Facciamo così, io porto le telecamere della televisione iraniana a visitare il carcere di Regina Coeli che è qui vicino, se voi mi garantite accesso a un carcere di Teheran. Che ne dice?"
 

G - "Nostra televisione è indipendente, non di governo"
 

Io - "Guardi, le svelo un segreto, non esistono televisioni indipendenti! Non lo è quella italiana figuriamoci quella iraniana. Sono certo che se vuole il modo di ottenere il permesso lo trova. Faccia vedere a chi di dovere questo filmato e vediamo cosa rispondono. Se poi le interessa riprendere l'intervista può prendere un appuntamento coll'ufficio stampa, adesso devo andare. Khoda hafez"
 

G - "Khoda hafez!"

 


WhatsApp Vittoria Menta - "Senatore buongiorno! E' tanto che non ci sentiamo, le andrebbe un caffè più tardi?"
 

Io - "Volentieri dottoressa, ma mi dica subito se anche lei ha degli amici iraniani da farmi incontrare…"
 

V - "Iraniani?"
 

Io - "Pare che vadano di moda di questi tempi. Comunque ok per il caffè ma alla buvette che tanto ormai siamo stati scoperti!"
 

V - "Ma che dice! alle 3?"
 

Io - "Alle 3!"

 

WhastApp M - "Ciao, tra le cose che ha portato Edo c'è una tua sciarpa. Me la tengo. Sa di te."

 

SMS KZ - "N'oubliez pas que ce soir, nous avons Bamako au festival".
 

Io - "J'ai pas envie. Un verre et poi a letto…"

SMS - "Ok. Chez moi alors"

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