Monday, November 20, 2017

Episode IXXX - first draft

PGP email - "Sen watch out for that Syrian journo she may be trouble"

Io PGP - "will do thnx"


telefonata numero sconosciuto - "Son io. Ti chiamo da qui ché è meglio. Ho saputo che incontri una giornalista siriana. Bravo. Fatti mandare le domande prima che ti mando le risposte. Son messaggi in codice d far arrivare alle zone di confine tra Siria e Iraq. Mettile fretta perché c'è poco tempo. Nel frattempo crea casino perché si parli di te su altro. Ciao."

Io - "OK"


Whatsapp Edo - "La siriana ti manda le domande tra un'ora, nel frattempo hanno da NuovaAgricoltura.it, una roba cattolica, chiedono se scrivi un pezzo sulla giornata mondiale dell'alimentazione, li mando a quel paese?"

Io - "A quel paese ti ci mando io! #bracciarubateallagricoltura! ti mando un pezzo via mail tra poco. Nel frattempo conferma e ringrazia please!"


sms senza numero - "che dice la siriana?"

Io - "Q in arrivo"

sms senza numero - "Al solito posto."


Io - "Per la prima volta in un decennio, la fame nel mondo è aumentata arrivando a colpire 815 milioni di persone, l'11% della popolazione mondiale. L'aumento è dovuto in gran parte alla proliferazione di conflitti armati e agli shock climatici, entrambi fattori strutturali dell'emergenza emigrazione. La giornata mondiale sull'alimentazione, seguiva a ruota il G7 sull'agricoltura convocato dalla presidenza italiana dov'è stata adottata una dichiarazione conclusiva che raccoglie e rilancia intenti che, in quanto tali, circolano da sempre in certi ambienti, frutto dei soliti compromessi. Da una parte manca la quantificazione degli impegni in risorse economiche e finanziarie per aiutare l'agricoltura dei paesi in via di sviluppo, dall'altra non ci si addentra su quali siano le "buone pratiche" che si intendono condividere visto che almeno due dei sette grandi (Usa e Canada) producono, piantano, usano ed esportano organismi geneticamente modificati.

È evidente a chiunque ci dedichi anche solo un minuto, che prendersi l'impegno di sfamare mezzo miliardo di persone (l'intera popolazione degli stati membri dell'Unione europea!) in 13 anni promuovendo le buone pratiche dell'agricoltura biologica equivale a mentire, sapendo di farlo, e a riaffermare "ricette" che sono tanto vuote quanto inefficaci.
Non ho niente contro i prodotti cosiddetti "bio" ma, ammesso e comunque non concesso che siano prodotti al 100% senza l'utilizzo di prodotti chimici, ritenere che l'Africa, il sud-est asiatico o l'America latina possano vivere (non dico prosperare) con quel modello d'agricoltura qualifica l'inadeguatezza dell'attuale classe dirigente. Politici e tecnici che non escono dai propri uffici e che quando girano il mondo lo fanno in "visite guidate".
L'Italia, uno dei leader mondiali dell'agroalimentare (di lusso), non necessariamente tutto "bio", che cura le sue coltivazioni biologiche da anni e le dota direttamente e indirettamente di sussidi pubblici, oggi coltiva a biologico il 12 percento della propria superficie agricola (superficie che, alcuni sostengono, non esser necessariamente tutta dedicata a produrre "bio", ma di questo ne parliamo un'altra volta).
Ecco, possibile che per sfamare 500 milioni di persone in qualche anno si pensi che una delle soluzioni possibile sia investire per arrivare (chissà quando) a portare altri paesi alle stesse vette produttive? Ma poi il "bio" dei paesi poveri chi lo consumerebbe? Vogliamo promuovere un modello di sviluppo che è sostenibile in quanto volto a rendere auto-sufficienti le economie dei paesi in via di sviluppo a forza di 10%?
Ma ipotizzando che il "bio" prenda piede decisamente anche grazie alla cooperazione agricola, quanto potrà essere redditizio un settore di mercato che abbisogna di complessi e costanti certificazioni che alla fine della filiera impattano sul prezzo in modo importante e che deve esser esportato verso mercati di prossimità, quindi economie non necessariamente ricche, perché si tratta di merci difficili da conservare?
Possibile che nessuno nelle segrete stanze del G7 agricoltura, in quelle finestrate della FAO abbia posto questi "dubbi" a chi di dovere? A quanto pare...
E' urgente fare pace con la ragione, la logica, la scienza e il buon senso, altrimenti dove troveremo tutto il pane per sfamare tutta questa gente se non abbiamo niente di ragionevole da proporre?"

Email Edo - "Ah ecco! Disattivo le notifiche su facebook che sennò sto fresco!"

Io - "A' la guerre comme à la guerre!!!"

Edo - "Ecco le domande della giornalista:
1) Nel suo pezzo su Raqqa, prima di arrivare alla proposta di una 'zona franca' per la città liberata dall'ISIS, lei passa in rassegna le posizioni dei paesi confinanti con la Siria e dei suoi alleati: dove crede che siano i problemi più grossi nell'immediato futuro?"
2) Come aveva previsto in Libano la crisi è esplosa, quanto di quel che accade a Beirut è legato alla Siria?
3) Le sue antipatie per la Russia sono note, cosa critica in particolare dell'operato di Putin in Siria, visto che nessuno ha confermato le critiche dei mesi scorsi circa il suo coinvolgimento nel conflitto? 
4) Come crede che l'Unione europea dovrebbe attivarsi per il futuro della Siria?
5) Dopo aver preso posizione a favore dell'esilio per Saddam Hussein 15 anni fa, oggi penserebbe a un salvacondotto per Assad?"

Io - "Grazie, dille che massimo domattina le mandiamo le risposte. Per le prossime tre ore non ci son per nessuno.

 sms senza numero - "Non pensavo avessi fatto agraria!"

Io - "Vaffanculo! Son già qui. Vola!"

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