Monday, November 13, 2017

Episode XXVIII - first draft

Preparazione, protezione e prudenza. Chiunque corra sempre e comunque sa che il clima è un compagno di strada. Correre colla pioggia autunnale, come con quella primaverile, può essere un’esperienza gratificante, quando il tempo peggiore sensibilmente se si decide di insistere l'impresa diventa quasi eroica. Se a Prato scansano le gocce, il resto del mondo sa che uscir di casa e andare a mezzarsi per la dose quotidiana di endorfine da corsa implica preparazione, protezione e prudenza. Una regola di vita.

Simone - "Senatore, o che se' grullo!".

Io - "Hei Simone!"

S - "Si hei! Ma ti pare che uno vada a correre con questo tempo? e lungo il Tevere poi!"

Io - "Oggi c'è Aula nel pomeriggio, mi par giusto prepararsi e poi da domani sono a Cipro dove ci saranno 30 gradi!"

S - "T'hanno appena citato al notiziario di Radio Radicale, ma non credo di farebbe piacere sapere perché".

Io - "Ah, e che dicevo?"

S - "Dicevano..."

Io - "E poi ti meravigli se vo a correre in questa topaia?!?"

S - "vabe', ci si vede dopo magari, il mio Senatore s'adonta se non gli preparo la rassegna stampa ragionata all'alba! Ah, e comunque l'assistente del nostro capogruppo m'ha ridetto che si dice che lavoro per te".

Io - "Non te lo ridico più: si lavora per chi ti paga lo stipendio cioè il tuo Senatore - cioè e per il complesso militare industriale ;-), quando chiacchieri con me concorri a limitare i danni del tuo lavoro e a dare una possibilità alla ricerca della pace e della sicurezza internazionali? Fai politica insomma, hai detto un prospero! Vo, ciao!".

"Ti ripeto, le voci girano e questa, alla vigilia delle elezioni, non mi garba punto…".


Whatsapp Leo - "Oi, tra quanto arrivi?"

Io - "Son già alla buvette..."

Leo - "Una giornalista araba ti voleva incontrare per intervistarti su Raqqa"

Io - "Chiedile domande scritte per favore perché dopo quel che è successo in Iraq devo star attento a come esco sulla stampa in arabo - sempre che sia in arabo il pezzo..."

Leo - "Già chieste, la versione originale sarà in italiano poi faranno loro una traduzione..."

Io - "OK, grazie poi chiediamo a Eszter di controllare"


SMS - "Comm3a e 4a: Causa assenza Governo la seduta odierna delle Comm 3a 4a di Camera e Senato è cancellata. Pres. Lolli Canepa".

SMS - "GruppoPD: Ore 12 riunione gruppi Camera e Senato Comm 3a e 4a in aula Comm Difesa. Zunini Baretti Tacconi Bella".


Leo - "Intanto chiede se hai un paio di paragrafi da contribuire per il futuro di Raqqa per il resto vorrebbe incontrarti in ufficio".

Io - "Girale questo por favor "Innanzitutto va ricordato che  se Assad non è davanti alla Corte penale internazionale è solo perché Russia e Iran lo hanno protetto fino a oggi. E' solo grazie al loro sostegno finanziario e militare che il suo esercito è riuscito sopraffare buona parte dell'opposizione armata - anche se le vittorie militari sul campo le deve forse di più a Hezbollah che alle milizie sciite irachene, visto che hanno mandato migliaia di uomini a combattere, e morire, sul campo contro le varie fazioni che si opponevano al regime siriano.

La guerra in Siria non è (ancora) finita, ma la riconquista di Aleppo nella primavera scorsa da parte delle forze governative e la liberazione di questi giorni di Raqqa potrebbero far intravedere la fine del grosso dei combattimenti contro il nemico comune dell'Isis. Se Assad controlla la grande maggioranza dei grandi centri urbani, i gruppi di opposizione armata mantengono la presa sulla provincia di Idlib nella Siria settentrionale mentre le forze curde e arabe sostenute dagli Stati Uniti controllano gran parte del nord-est del paese.

Anche se Assad gode del sostegno di alleati potenti e scaltri è difficile che nei prossimi mesi si possa far tornare l'orologio a prima del 2011. Se la guerra interna sembra entrare in una fase meno intensa, resta invece aperto il rapporto coi paesi del Medio Oriente, alcuni dei quali - come la Turchia, l'Arabia Saudita e la Giordania - da subito si erano apertamente schierati contro il regime siriano.

Trump ha dichiarato che la sua Amministrazione non anticiperà le prossime mosse nelle zone dove è impegnata militarmente perché l'annuncio potrebbe indebolirne l'efficacia dando vantaggi strategici agli avversari, specie all'Isis. Di certo, senza gli USA Raqqa non sarebbe mai stata liberata, come è altrettanto certo che senza gli americani gli yazidi oggi sarebbero ridotti a poche decine di persone. Le responsabilità militari, e quindi politiche, degli Stati uniti in Siria ci sono tutte.

Occorre che gli Usa e la coalizione che ha liberato Raqqa non abbandonino la città. Fatte le debite proporzioni, andrebbe presa in considerazione un'amministrazione (fortemente) controllata come avvenne per Trieste dopo la Seconda Guerra Mondiale. Allora era chiaro chi avesse perso la guerra, meno chiaro come si sarebbero distribuite le zone di influenza dei vincitori.

Nel 1947, con il Trattato di Parigi, la città di Trieste divenne un mini-stato indipendente sotto la protezione dell'ONU con il nome di Territorio Libero di Trieste (TLT). Il TLT fu diviso nella Zona A, che includeva la città di Trieste che era temporaneamente amministrata dagli Anglo-americani, e la Zona B, che comprendeva la costa istriana settentrionale temporaneamente amministrata dall'esercito jugoslavo.

Nel 1954, con il Memorandum di Londra, l'amministrazione della Zona A fu affidata temporaneamente all'Italia che prese il posto delle forze alleate, la Zona B fu trasformata in amministrazione civile divenendo di fatto parte integrante dell'allora Jugoslavia. Quasi 10 anni dopo quella divisione fu creata la regione del Friuli Venezia Giulia di cui Trieste divenne capoluogo.

Nel 1975, cioè a 20 dalla fine del secondo conflitto mondiale, con il Trattato di Osimo, Italia e Jugoslavia dettero forma definitiva alla divisione del TLT e, con qualche ritocco, vennero sancite le sovranità italiana e jugoslava sulle zone da ricevute in amministrazione civile col memorandum del 1954.

Dopo 40 anni da quella firma, la Slovenia entra a far parte dell'Unione europea e, nel 2007, aderisce al trattato di Schengen, facendo venir meno la figura di Trieste quale città di confine, nel 2013 la vicina Croazia ha fatto altrettanto.

I tempi, la geografia e gli attori son diversi, ma la morte e la distruzione molto simili. Per il futuro di Raqqa, e magari di tutta la Siria, ci sono lezioni del passato da tenere presente".

Leo - "Se pubblica queste cose la licenziano di sicuro"

Io - "Preparazione, protezione e prudenza, magari mandale per email le regole della corsa sotto l'acqua, hai visto mai che possano tornar utili ;-)".

Email Ann Gilman - "Dear Senator: I need to talk to you ASAP, I know that a Syrian journalist is trying to contact you and we have reason to believe that she is not a member of the press. Can I suggest we sit down before you met her? Lunch today? Best AG"

Io - "Sure, I'll call you when I'm close to the Embassy in a couple of hours"

AG - "OK, thanks!"

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