Tuesday, December 5, 2017

Episode XXXII - first draft

email Ann Gilmann PGP - "I'm glad you're not going anymore. Will be in touch soon. Take care of yourself"

Io PGP - "U 2"
Io - "Lo spero anch'io, ma visto che apprezza chiarezza e franchezza, ci terrei che facesse sapere al Minstro che i miei piani sono cambiati per altri motivi e non per quanto ci siamo detti. Continuo a ritenere le nostre posizioni sulla Siria difficilmente conciliabili. Allo stesso tempo penso che occorra che tutti mantengano gli impegni del 5+1 perché sul disarmo nucleare non può che esserci diplomazia. Un saluto."




whatsapp Edo - "T'avverto che hai la pagina facebook intasata di roba contro gli OGM, immagino che ci penserà la stagista, right? C'è una busta SPM qui apro o te la porto?"

io - "Ok stagista, ma non la maltrattare poverina. No, SPM is SPM quindi, per favore, fammela arrivare in Aula, non vorrei ci fossero tracce di antrace o polonio che sennò t'ammali!"

E - "Ah, comunque la stagista di chiama Guia, ma da dove l'hai selezionata!?! Non potevi prendere un maschietto? La busta è in su la via. Non ti dimenticare che nel pomeriggio viene qui l'innominato"

io - "Lo vedo sul ponte, come nei veri film di spie! La Guia ha studiato alla London School of Economics ed è la bis-nipote di un mio amico. Bisogna sempre bilanciare merito e family values! Comunque, visto tutto quello che c'è da fare se mi trovi uno stagista, ma non discriminare eh! che parla arabo è preso anche lui/lei al volo!"


email Arash Bijan - "Caro Senatore, sono lieto che abbia preso in considerazione i consigli. Sicuramente a Tehran hanno preso nota della sua reazione e di quanto mi ha detto con franchezza. Spero che ci saranno altre occasioni per continuare questo nostro scambio. Cordialmente, Arash"

AB - "Condividerò senz'altro con sua Eccellenza questo suo utile chiarimento. Di nuovo."


sms senza numero - "Cambiamo posto. Quando sei a option B gira a sinistra, c'è una Smart parcheggiata dietro a una una Vespa blu. La posta è aperta, ma finta di aprirla, sotto il tappetino ci son le chiavi, t'aspetto dietro il primo angolo a destra. Vai piano che salgo al volo. Occhio che siamo sotto tiro."



Whatsapp Edo - "Cazzo! Cazzo! Cazzo! Non lo fare mai più, cazzo! Non voglio sapere dove vai ma mi devi dire che sparisci per tre ore CAZZO!!!"

io - "Scusa, ma è stato meglio così, t'invito a cena, c'è un bel ristorantino afgano che sicuramente ti piacerà. Son tutti mori colla barba come ti garba a te ;-)"


whatsapp Simone - "Dice Edo che andate dall'afgano, posso aggregarmi? C'è anche lo zio a Roma, gli farà schifo ma almeno vi vedete :D! Girano brutte voci qui, quindi bisogna vedersi con circospezione, niente meglio di uno fetido afgano!"

io - "Guarda grullaia, che son lontani parenti della famiglia reale che, come sicuramente NON sai, s'era installata sull'Appia antica dopo il colpo di stato.  Digli allo zio di vestirsi comodo che ci potrebbe esser da correre..."


S - "E poi son io quello grullo... Ma colla cosa com'è andata a finire, la Vittoria..."

io - "scomparsa, per fortuna."


email Vanity Fair - "Senatore buongiorno, come dettoci per telefono aspettiamo quanto prima il suo pezzo sul mese della prevenzione dell'AIDS. Cordialità!"

io - "Dal 1988, il 1 dicembre è la giornata mondiale dedicata alla lotta alla Sindrome da immunodeficienza acquisita, SIDA o AIDS. Si tratta della prima giornata globale dedicata a una questione sanitaria. Una ricorrenza che viene celebrata con eventi in tutto il mondo.

Quest'anno il tema della giornata è il "diritto alla salute", scelto dalle Nazioni unite per ribadire il legame tra il pieno rispetto dei diritti umani e della dignità di tutte le persone, la lotta alle discriminazioni e la tutela della salute pubblica.

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2016 i sieropositivi nel mondo erano 36.7 milioni di cui 25.6 milioni solo in Africa. Stime internazionali fissano a 35 milioni le morti derivate dall'HIV da quando questo è stato individuato. Solo l'anno scorso le vittime son state un milione.

Nessun gruppo con un problema di salute ha mai dovuto lottare come i sieropositivi perché la propria condizione venisse presa seriamente in considerazione dalla politica e le istituzioni nazionali o internazionali. Il fatto che la trasmissione del virus avvenisse per rapporti sessuali non protetti, spesso omosessuali, o per via ematica, attraverso lo scambio di siringhe per l'uso iniettivo di sostante stupefacenti illegali, ha stigmatizzato tanto la malattia quanto i malati per anni.

La comunità degli interessati, col sostegno dei propri cari, ha letteralmente lottato - e non sempre in modo non-violento - per ottenere cure adeguate, perché si investisse in ricerca per trovare nuove medicine e, successivamente, perché le si fornissero ai malati nei paesi poveri.

Uno degli slogan storici degli attivisti della coalizione ACT UP era "Silence = Death": il silenzio è morte. Il silenzio avvolgeva il merito della malattia, le condizioni in cui erano costretti a conviverci milioni di tossicodipendenti o omosessuali maschi, ma anche migliaia di persone che si prostituivano, e le misure necessarie per prevenire e curare tutto ciò.

Da 30 anni a questa parte, almeno nel mondo ricco, le cose sono andate progressivamente migliorando dal punto di vista della qualità delle cure; in Europa orientale, America latina e in Asia la questione rimane a tratti molto difficile, mentre in Africa l'AIDS continua a esser la causa di morte e sofferenze per milioni di persone. La mancanza di democrazia, di libertà e di risorse umane e finanziarie continua a condannare a sofferenze e discriminazioni moltissime persone - troppe considerando che ormai esistono cure che consentono di convivere con l'HIV e l'AIDS.

Secondo UNAIDS nel 2016, 19.5 milioni le persone hanno avuto accesso alle terapie anti-retrovirali, in crescita rispetto ai 17.1 milioni dell'anno prima; 1.8 milioni sono state le nuove infezioni da HIV nel 2016. Sono 76.1 milioni le persone che hanno contratto il virus dall'inizio dell'epidemia. Nel 2016, le persone con HIV in trattamento erano il 53% del totale. Percentuali più basse per i bambini con HIV al di sotto dei 15 anni: tra loro quelli in terapia risultano essere solo il 43%. Nel 2016 circa il 76% delle donne con HIV in gravidanza ha avuto accesso alle terapie in grado, anche, di prevenire la trasmissione al nascituro.

Dati in parte incoraggianti che hanno portato l'ONU a ritenere possibile sconfiggere l'AIDS entro il 2030, purché si adottino politiche di prevenzione e contrasto al virus.

L'Italia che fa?

L'Italia si è dotata di un innovativo Piano Nazionale di contrasto all'Hiv/AIDS in linea con gli obiettivi delle Nazioni unite che prevede il rispetto del "90-90-90", una formula elaborata dall'agenzia UNAIDS per cui occorre rendere consapevoli del proprio stato sierologico il 90% delle persone con Hiv, assicurare loro un accesso adeguato alle terapie e di far sì che il 90% delle persone con Hiv raggiunga un livello non rilevabile di carica virale, condizione che le rende non infettive.

Siamo ancora lontani dagli obiettivi dell'ONU e le modalità con cui il sistema di sorveglianza raccoglie i dati sull'andamento dell'infezione in Italia non funzionano. I registri per le rilevazioni dei casi di HIV e AIDS continuano a essere separati con il rischio di una perdita di dati, mancano informazioni su quanta gente faccia il test (meno test si fanno, meno casi si registrano), non c'è una rilevazione certa su quante siano le persone con HIV in terapia e con quale percentuale di successo.


A fronte di queste permanenti difficoltà la scienza è andata avanti, le cure ci sono, esistono finanziatori pubblici e privati per confrontare questa situazione in modo efficace. Tra le misure necessarie a contrastare l'HIV/AIDS c'è la circolazione delle informazioni e l'educazione sessuale e sanitaria.

Nel "celebrare" la giornata internazionale per la lotta all'HIV/AIDS pensiamo, per esempio, a quand'è stata l'ultima volta che ci siamo ricordati che questo esista perché abbiamo letto un articolo o visto un programma TV sul tema, pensiamo a quanto poco ci vorrebbe per centrare gli obiettivi delle Nazioni unite -forse quanto l'ammontare dei diritti televisivi per le partite di calcio italiane".


sms senza numero - "ci dobbiamo rivedere. Ti dico tra due ore da adesso."


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